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“Viva Cristo Rey!” Cenni storici sulla Cristiada

Storia10 Luglio 2020
Testo dell'audio

Nel 1910 il vecchio Presidente messicano Porfidio Dìaz, di tendenze liberali, è defenestrato da un’insurrezione di indole giacobina e socialista, capeggiata da Francisco Madero. Ha così iniziò la rivoluzione messicana che da il via ad una politica violentemente anticlericale. Nel solo 1915, per esempio, furono assassinati ben 160 sacerdoti. La Costituzione del 1917 voluta dal Presidente Carranza toglieva alla Chiesa ogni possibilità di sussistenza: l’art. 3 proibiva l’educazione religiosa, l’art. 27 escludeva i religiosi al possesso di qualsiasi bene, l’art. 130 vietava ai religiosi di intervenire nella vita pubblica del paese e via dicendo.

La Chiesa venne praticamente messa fuori legge. Tutte le istituzioni religiose furono chiuse, i sacerdoti stranieri furono espulsi, fu persino vietata la menzione della parola “Dio” nei discorsi pubblici, mentre in alcune regioni i sacerdoti furono costretti a prendere moglie. In Michoacàn si rischiava la fucilazione per il fatto di battezzare un figlio con rito cattolico.

All’inizio i cattolici risposero con iniziative non violente come il boicottaggio dei prodotti di fabbricazione statale e la raccolta di ben 2 milioni di firme chiedendo libertà religiosa. Mentre saliva la tensione, il governo scelse invece la politica dello scontro occupando militarmente le chiese, fucilando sacerdoti, distruggendo le immagini sacre. Il primo agosto 1926 la Chiesa prese la decisione suprema di sopprimere il culto in tutto il territorio nazionale, ormai la guerra era inevitabile.

In poco tempo l’insurrezione si estese per tutto il paese incoraggiata dalle popolazioni locali. Al cuore della reazione vi erano i cristeros, come erano ormai conosciuti i soldati cattolici, che inflissero durissime sconfitte all’esercito Nazionale. Nell’auge del conflitto l’Armata Cattolica arrivò a contare 50.000 combattenti e a controllare vaste zone del paese.


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A questo punto però intervenne la politica. Come risultato di incontri fra i vertici della Chiesa e del Governo mediati (qualcuno dice imposti…) dall’ambasciatore americano Morrow, il 21 giugno 1929 furono firmate gli Arreglos (Accordi) che imponevano ai cristeros un immediato cessare il fuoco in cambio dell’immunità. Pochi storici ritengono gli Arreglos una vera e propria resa visto che in pratica tutte le leggi anticattoliche rimanevano in vigore. D’altronde pensare che il governo rivoluzionario avrebbe rispettato gli accordi era come chiedere al diavolo di portare il Santissimo Corpus Domini. Non appena ebbero deposto le armi, più di cinquemila cristeros furono massacrati. Si è dovuto aspettare il 2012, si il 2012, perché l’articolo 24 della Costituzione venisse riformato e venisse ammessa finalmente la libertà di religione.

 

Questo testo di Raffaele Citterio è tratto da Radici Cristiane. Visita radicicristiane.it


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