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Un duello senza fine

Il viandante14 Aprile 2020
Testo dell'audio

Diciamocelo chiaramente: i canti di Pasqua non sono popolari come quelli di Natale, se pensiamo al repertorio classico. A Natale abbiamo vari canti popolari che veramente conoscono tutti, mentre a Pasqua forse solo Regina Coeli può assurgere ad una certa notorietà, e neanche tanto. Eppure anche la Pasqua offre nel suo repertorio liturgico dei canti di tutto rispetto, come per esempio la sequenza Victimae Paschali Laudes, oggi purtroppo quasi dimenticata, venendo letta prima del vangelo senza musica. Ma questo non è sorprendente, visto che la musica liturgica è divenuta una intrusa nelle nostre liturgie.

Nella sequenza ci sono dei concetti molto belli, come quello che dice: “mors et vita duello, conflixere mirando”: la morte e la vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Mi sembra che questo duello, in cui il Signore trionfa, è lo stesso che vediamo in atto nelle nostre vite di ogni giorno, in cui una cultura della vita e una cultura della morte si affrontano continuamente. Purtroppo chi dovrebbe sostenere la cultura della vita, anche nella Chiesa, è spesso pavido e quindi quel duello non è “prodigioso” come suggerito dalla sequenza di cui stiamo parlando. La sequenza medievale, probabilmente intrisa di ideali cavallereschi, ci restituisce l’immagine della vita come lotta, fino alla battaglia suprema, quella fra morte e vita.

Nel libro Il dono della vita del 1995, il Cardinale Carlo Caffarra diceva: “L’uomo, cedendo alla menzogna, ha fatto alleanza colla morte. Questa è la radice dell’anti-evangelo della morte, che il tentatore cerca di seminare nel cuore dell’uomo”. Questo penso sia il vero dramma, riprendendo quanto implicato dal Cardinale Caffarra, che coloro che dovrebbero combattere nel duello per la vita, in realtà si sono già accordati con la morte per perseguire i loro sordidi disegni.

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