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Trnava, la “Piccola Roma”

Tesori d'Europa09 Maggio 2020
Testo dell'audio

La città di Trnava occupa una posizione significativa agli occhi dei cattolici slovacchi, non solo perché sede dell’arcivescovo. Il motivo principale è che Trnava giocò un ruolo determinante nel ravvivare la fede cattolica nel XVI e XVII secolo, durante la rivoluzione protestante, nel territorio del regno ungherese.

La prima menzione scritta di Trnava risale al 1211. È un atto dell’arcivescovo di Esztergom, Jan, sulla donazione della chiesa locale. Trnava, nel 1238, ricevette per prima nel territorio dell’attuale Slovacchia, i privilegi di una città reale libera. Da allora, è diventata un importante incrocio commerciale e si è continuamente sviluppata e ampliata. La sua ricchezza è documentata dall’ampia fortificazione, che la separò dal mondo circostante e manifestò il suo potere.

Trnava incontrò per la prima volta i nemici della fede cattolica nel 1430, quando le truppe ussite ceche, una setta eretica, sconfissero l’esercito ungherese nel corso di una violenta battaglia. La vittoria delle forze ussite ebbe un sapore amaro, perché le perdite furono troppo pesanti. Tuttavia, tornarono nel 1432, conquistarono Trnava e per qualche tempo occuparono la città, facendo irruzioni nei dintorni, saccheggiando e terrorizzando la popolazione.

Nel 1435 furono costrette a lasciarla, la svuotarono, portarono via dalle chiese oggetti liturgici e molti beni. Di nuovo, nel 1466 le truppe ussite tornarono e portarono altra devastazione. Tre anni dopo scoppiò un incendio, i tedeschi iniziarono a trasferirsi nella città di Trnava devastata e presto costituirono gran parte della popolazione, il che provocò controversie nazionali tra slovacchi e tedeschi, perpetuatesi nel tempo e risolte nel 1486 da re Matthias Corvinus, che concesse alla popolazione slovacca gli stessi diritti dei tedeschi.


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L’aumento dell’importanza di Trnava è legato all’occupazione turca dell’Ungheria. Dopo una serie di sfortunate battaglie, il sultanato turco riuscì ad occupare la Pannonia, più specificamente la parte meridionale dell’Ungheria, e la sede dell’arcivescovo di Esztergom si trasferì a Trnava. Esztergom cadde nelle mani dei turchi nel 1543. Con l’arcivescovo, giunsero a Trnava gli Ordini religiosi, il commercio e soprattutto l’istituzione dell’Università. Trnava divenne il centro ecclesiastico, culturale e in parte anche politico dell’Ungheria o meglio della parte non occupata.

Rappresentò un fiero baluardo della riforma cattolica nello spirito del Concilio di Trento, mentre la vicina Bratislava divenne il centro amministrativo e il luogo di incoronazione dei re ungheresi del Casato degli Asburgo. Allo stesso tempo, anche l’aristocrazia di nazionalità ungherese iniziò a trasferirsi dal sud a Trnava. In città si parlavano correntemente tre lingue. Ben presto, i cittadini di lingua ungherese iniziarono a rivendicare gli stessi diritti di slovacchi e tedeschi. Su decreto dell’imperatore Ferdinando I, dal 1551 i sindaci si sarebbero dovuti alternare secondo la nazionalità: slovacco, tedesco e ungherese.

Due importanti arcivescovi contribuirono alla conversione al Cattolicesimo dell’Ungheria: l’arcivescovo Oláh e l’arcivescovo Pázmáň, che invitarono i gesuiti in Ungheria, adoperandosi per il ripristino della fede cattolica. Già nel 1554, l’arcivescovo Oláh unì la scuola del Capitolo e quella municipale e progettò di trasformarla in un alto insegnamento guidato dai gesuiti, attivi a Trnava tra il 1561 ed il 1567. Il loro collegio fu distrutto da un incendio, per cui furono costretti a lasciare la città, ma presto tornarono, proprio quando stava per diventare il cuore della difesa del Cattolicesimo in Ungheria. Il poeta Ján Sambucus scrive nel poema su Trnava: «Urbs est Pannonocis fama inclycta libera regnis Tirnauiam vulgus nomine, reque vocat…». (È una città santa, libera e reale della Pannonia, che la gente chiama Trnava per origine e nome).


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Nel 1635 il cardinale Pazmany riuscì a fondare l’università, che comprendeva due facoltà, teologia e filosofia. Nel 1677 se ne aggiunse una terza, quella giuridica. L’ultima, quella di medicina, venne creata dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria nel 1769. La costruzione del complesso universitario di edifici in stile barocco fu completato con la costruzione della chiesa intitolata a San Giovanni Battista, nel 1629, realizzata grazie a costruttori, pittori e scultori giunti dall’estero. Presenta due torri ed è oggi la cattedrale dell’arcidiocesi. Si tratta del primo edificio sacro costruito nel nuovo stile barocco, sullo schema di quello dell’Università dei Gesuiti a Vienna.

Nel 1977 fu elevato l’arcivescovado a Trnava. La città ha sempre mantenuto, sino ai giorni nostri, una profonda identità cattolica con molte associazioni ed editori cattolici come, ad esempio, l’Associazione di S. Adalberto, che da 150 anni diffonde la fede cattolica tra gli slovacchi. Nel 1992 è stata riaperta l’Università di Trnava, d’impronta dichiaratamente cattolica. Magari potesse questa diventare di nuovo una luce della tradizione e della fede, per proteggere, assieme all’Arcivescovo, lo spirito della nazione dal caos odierno!

 


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Questo testo di Branislav Michalka è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

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