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Commento al Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion di Montfort – Parte IV

Il Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine04 Maggio 2020
Testo dell'audio

Nel primo capitolo del Trattato della vera devozione, san Luigi ribadisce un punto fermo. La Beatissima Vergine Maria è una creatura di Dio e, “paragonata alla sua infinita Maestà, è meno che un atomo, o meglio niente del tutto, poiché egli solo è “Colui che è” (n. 13).

Tuttavia – aggiunge – poiché Dio ha cominciato e compiuto le sue opere più grandi per mezzo della santissima Vergine, “è giusto credere che non muterà tenore nei secoli futuri, perché egli è Dio e non può mutare nei suoi sentimenti come nella sua condotta” (n. 15).

Quali sono le opere più grandi che Dio ha iniziato e porta avanti con Maria? San Luigi lo spiegherà ampiamente subito dopo: Dio ha scelto Maria per realizzare l’Incarnazione e la Redenzione; Dio continua a realizzare ogni giorno attraverso di lei la salvezza degli uomini; Dio riserva a Maria un ruolo speciale negli ultimi tempi: i tempi del Regno di Gesù nella storia.
Questo punto del Trattato è molto importante.

Dio, Colui che è, non muta. È uguale a sé stesso: in Lui non ci sono ripensamenti o contraddizioni. Quando inizia un’opera la porta fino in fondo, perché in Lui non c’è inizio né fine, tutto è a Lui presente.

E al numero 22 della sua opera san Luigi ripeterà, “La condotta che le tre Persone della santissima Trinità tennero nell’Incarnazione e nel primo avvento di Gesù Cristo, la mantengono in tutti i giorni, in modo invisibile, nella Santa Chiesa, e la manterranno sino alla consumazione dei secoli, nell’ultimo avvento di Gesù Cristo”.

San Luigi sviluppa, a partire dal numero 16 del Trattato, il suo pensiero: “Il Figlio di Dio si è fatto uomo per la nostra salvezza nascendo però in Maria e per mezzo di Maria”. Tuttavia – aggiunge – “Lo Spirito Santo non formò Gesù in Maria, se non dopo averle chiesto il consenso per mezzo di uno dei primi ministri della sua corte”. E’ il mistero grandioso dell’Annunciazione. Dio ha scelto Maria per compiere la sua opera, ma vuole il consenso di Maria alla Passione e morte di suo Figlio Gesù; Dio vuole il consenso di Maria all’opera della redenzione dell’umanità dal peccato di Adamo. E la richiesta di questo consenso avviene attraverso “uno dei primi ministri della sua corte”, l’Arcangelo Gabriele.

Anche gli Angeli sono creature, semplici creature che costituiscono un niente di fronte all’infinita Maestà di Dio, ma Dio si serve degli Angeli per eseguire i suoi piani di infinita Giustizia e di infinita misericordia. San Michele, che sconfisse il serpente infernale, è l’espressione – potremmo dire – della infinita Giustizia di Dio; san Gabriele che porta a Maria il messaggio di Redenzione dell’uomo, è l’espressione della infinita Misericordia di Dio.

Dio risponde al fiat della Madonna con il più grande prodigio della storia dell’universo creato: l’Incarnazione del Verbo. “Dio padre – scrive san Luigi – comunicò a Maria la propria fecondità tanto quanto ne era capace una semplice creatura, per darle il potere di produrre il Figlio suo e tutti i membri del suo Corpo mistico” (n. 17).

Questo punto, il numero 17 del Trattato è di una ricchezza infinita, perché stabilisce un rapporto intimo e incommensurabile da una parte tra Maria e la Santissima Trinità, e dall’altra tra Maria e il Corpo Mistico, la Chiesa. Questo punto merita di essere meditato.

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