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Svizzera e San Marino: due referendum che devono farci aprire gli occhi

Analisi e commenti02 Ottobre 2021
Testo dell'audio

Il movimento pro-life italiano e internazionale non sembra avere reagito con sufficiente vigore a due eventi internazionali che toccano direttamente la vita e la famiglia.

La data di entrambi gli eventi è domenica 26 settembre 2021.

Quel giorno nella Repubblica di San Marino, che è uno stato indipendente, nel cuore dell’Italia, tra l’Emilia-Romagna e le Marche, il terzo più piccolo Stato d’Europa, abitato da poco più di 33 mila persone, si è tenuto un referendum che ha liberalizzato l’aborto.

A San Marino l’aborto era ancora un reato e il quesito sottoposto al voto era questo:_«Volete che sia consentito alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione, e anche successivamente se vi sia pericolo per la vita della donna o se vi siano anomalie e malformazioni del feto che comportino grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna?”.


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Il 77,28% dei votanti ha detto di ; il 22,72% di No. Ciò significa che ora sarà possibile praticare l’aborto fino al terzo mese per qualsiasi motivo e fino al nono mese per anomalie del feto che comportino un rischio non per la salute fisica del bambino, ma per quella psichica della donna. Una legge che richiama l’eugenetica nazionalsocialista e che nega la vita di coloro che possono nascere con problemi fisici. E questo proprio mentre viene data la massima pubblicità a quei Giochi paralimpici che vogliono affermare il diritto alla qualità della vita e alle pari opportunità, nel campo sportivo, di chi ha disabilità fisiche.

Ora tocca al Parlamento di San Marino scrivere una legge che dovrà tenere conto delle richieste dei cittadini. Questa legge si aggiungerà alle sciagurate norme che in tutto il mondo legalizzano l’omicidio.

Lo stesso 26 settembre, la Svizzera ha approvato con un referendum popolare una modifica del Codice civile che introduce, di fatto, il cosiddetto matrimonio omosessuale. La Svizzera aveva autorizzato le unioni civili tra persone dello stesso sesso già nel 2007, ma con la novità appena approvata, le coppie omosessuali vedranno riconosciuti gli stessi diritti del matrimonio, compresa la possibilità di adottare bambini e la facoltà, per le coppie lesbiche, di utilizzare la donazione di sperma. La modifica della legge è stata approvata da tutti i 26 cantoni e semi-cantoni della Confederazione, con la maggioranza del 64,1% degli elettori elvetici,


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Quel che colpisce è proprio il fatto che sia in Svizzera che a San Marino sia stata la larga maggioranza dei cittadini ad approvare queste nuove espressioni di un processo di degradazione morale che accelera vertiginosamente le sue fasi in Europa, nel silenzio, se non nell’indifferenza, delle supreme autorità ecclesiastiche.

Uno dei migliori commenti che ho letto è quello del giornalista ticinese Giuseppe Rusconi che, sul suo blog Rossoporpora (https://www.rossoporpora.org/rubriche/svizzera/1037-svizzera-e-san-marino-l-eclissi-dell-umanesimo.html) scrive:

I due risultati elettorali pongono di fronte brutalmente (specie quello di San Marino) a una realtà drammatica: viviamo ormai in una società post-cristiana dominata dall’indifferenza (e sempre più anche dall’ostilità) verso il fatto religioso, in particolare verso una Chiesa cattolica in stato di confusione allarmante (e il cui presente è punteggiato da scandali vergognosi e dirompenti come ad esempio quello del parroco di Prato cultore di festini e cocaina, che la diocesi ha cercato – per i soliti sciagurati motivi di ‘immagine’ –  in un primo tempo di coprire). Drammatico è anche il fatto che le opinioni si formino ormai molto più via social che attraverso le relazioni personali concrete. Perché nei social trionfa l’immediatezza delle emozioni (incontrollate) a scapito di un approccio razionale ai temi in discussione. Drammatica è la truffa linguistica in atto, propagandata a ogni livello politico e mediatico (a volte anche ecclesiale) fondata su due termini, ‘diritti’ e ‘libertà’ che vengono stravolti nei loro significati originari e disgiunti tra l’altro da ‘responsabilità’.  C’è da meditare (e tanto) sui due risultati, anche all’interno di una Chiesa cattolica il cui avvenire nella nostra società occidentale si prefigura – a meno di una scossa tanto salutare quanto necessaria – come connotato dall’irrilevanza sociale”.


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Sconfitta della morale tradizionale, sconfitta della ragione, ma anche sconfitta della Chiesa, perché è la Chiesa cattolica la custode della legge naturale e morale fondata sul buon uso della ragione, oltre che sulla Rivelazione divina. Viviamo in un’epoca di atrofia della ragione e di estinzione della morale, perché la Chiesa si autodemolisce. Ma sta nella Chiesa l’unica possibilità di salvezza, perché solo Essa ha i mezzi soprannaturali per sostenere il movimento di riforma intellettuale e morale necessario alla riconquista delle leggi e dei costumi di quella che fu la Civiltà cristiana. Quelli di San Marino e della Svizzera sono due referendum che devono farci aprire gli occhi.

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