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Sovana, l’incantata cittadina di san Gregorio VII

Tesori d'Europa07 Marzo 2020
Testo dell'audio

San Gregorio VII fu protagonista del difficile periodo della lotte per le investiture e oppositore feroce della decadenza dei costumi dell’epoca, tanto da aver dato vita ad alcune leggende come quella della Maledizione di Soana (Sovana), secondo cui la popolazione iniziò a perire per non essersi ravveduta sulla propria condotta morale nonostante i moniti del Papa.

Attorno all’anno Mille la cittadina diventa la capitale della Maremma, feroce e superba della sua potenza, grazie alla prosperità raggiunta, sotto il controllo della famiglia Aldobrandeschi.

 

La cittadina oggi


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Oggi, avvicinandoci a Sovana, veniamo accolti dalla rocca dei conti che svetta alla sommità di una rupe di tufo. Dalla fortificazione dotata di bastioni (del tardo Cinquecento) si stagliano una torre e un tratto di mura trecentesche. La calda tinta del tufo modellato dalle acque, la vegetazione fitta e verdeggiante quasi nascondono alla vista la più importante necropoli etrusca rupestre, composta da una grande varietà di tombe (a camera, a dado, a edicola, a fossa, a tempio) e da un labirinto di vie scavate nella roccia.

Varcata la Porta della Rocca ci si trova subito immersi in un’atmosfera fuori dal tempo: tra le case, per le tre vie principali (la Via di Mezzo, la Via di Sotto e la Via di Sopra) regna un silenzio irreale che riporta alla mente il connubio e l’antitesi tra politica e religione della antica storia cittadina.

La Via di Mezzo, che nell’ultimo tratto prende il nome di Via del Duomo, ha ancora l’antico lastricato a spina di pesce ed è fiancheggiata da case medievali, quasi tutte con la caratteristica scala di accesso esterna e qualcuna conserva tutt’ora la “Porta del Morto”, un passaggio secondario dal quale si usava far uscire la bara del defunto.


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Nella Piazza del Pretorio si affacciano le più importanti costruzioni del luogo, tra cui la Chiesa di Santa Maria, che risale al periodo tardo-romanico e custodisce, come un preziosissimo gioiello, un raro ciborio preromanico, unico della Toscana, prelevato dalla vecchia chiesa di San Mamiliano, il cui bianco marmo e la cui snella architettura spiccano in contrasto con l’oscurità e le pesanti strutture delle navate.

 

Il Duomo


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In una spianata isolata dal resto del paese, sorge, invece, il Duomo, dalle poderose linee romaniche, dedicato ai SS. Pietro e Paolo. Il portale di accesso, un tempo con portico, si apre sul fianco dell’edificio da quando alla facciata principale venne addossato il palazzo episcopale, oggi canonica, di cui rimangono alcuni stemmi.

La decorazione in facciata si snoda esclusivamente intorno al portale e fa uso di quei simboli che dal primo cristianesimo erano utilizzati per far comprendere a tutti fedeli la storia sacra tramite immagini simboliche; la chiesa, così, diventa interpretazione globale del mondo “in figura”: teste leonine, che esprimo fierezza; un cavaliere armato di spada e scudo, forse S. Martino di Tours che divide il mantello con il povero; due pavoni bevono ad una fonte rappresentando le anime che attingono alla Grazia Divina mediante l’Eucarestia.

L’interno è semplice ma profondamente mistico, il senso dell’edificio è il suo valore spirituale. La decorazione si affida completamente ai diversi rilievi dei capitelli, come era uso nel periodo romanico, dove  la sobrietà e le “nude pareti”, così ricorda San Bernardo, dovevano bastare alla casa del Signore. Sotto l’abside si apre l’ingresso della splendida cripta, dove sono incastonati tre frammenti lapidei che potrebbero riferirsi al periodo paleocristiano, posti in ricordo di qualche sepoltura.

 

La casa natale di san Gregorio VII

Poco distante dal Duomo, in una stretta via, si trova la casa natale di Ildebrando di Soana, che, a seguito della completa ristrutturazione, attualmente ospita il piccolo museo della Malacologia, ovvero delle conchiglie di terra. Tutte le sale dell’antico edificio del secolo XI sono occupate dall’esposizione dei materiali del museo, distribuiti sui due piani, a testimoniare ancora una volta come il piccolo paese di Sovana riesca a conciliare le diverse esperienze che lo contraddistinguono, vivendo in singolare armonia tra laicità e santità. Purtroppo, però, solo una piccola e scarna iscrizione muraria ricorda al visitatore che in quella casa-museo nacque uno dei più grandi pontefici (per di più canonizzato dalla Chiesa) di tutti i tempi e dei maggiori protagonisti della storia del Medioevo.

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