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Santa Adelaide – Donna di pace e giustizia nel Sacro Romano Impero

Santi: ritratti di fede16 Dicembre 2018
Testo dell'audio

La Chiesa ricorda l’Imperatrice Sant’Adelaide, commemorata dal Martyrologium Romanum, il 16 dicembre. Due testi cluniacensi affermarono, poco dopo l’anno Mille, la sua divina elezione: la Vita di San Maiolo, scritta da Siro e l’Epitaffio di Adelaide, scritto dall’Abate Odilone verso il 1002 circa. La sua fama di santità, sostenuta dall’Ordine di Cluny, fu immediata e si propagò nell’Impero e in Borgogna. Il ritratto stilato dall’Abate Odilone, nei termini di una grande figura imperiale che accede alla santità attraverso l’imitazione di Cristo, è il documento basilare.

Personaggio storico di primo piano, l’Imperatrice Adelaide era figlia del Re di Borgogna Rodolfo II e di Berta, figlia di Burcardo, Duca di Svevia. Nacque nel 931 proprio in Borgogna e i suoi primi vent’anni furono oscurati dalle difficoltà cui andarono incontro nell’843 le deboli dinastie della Francia media, la regione compresa tra la Francia e la Germania.

A partire dal sesto anno di vita, la sua esistenza venne orientata verso l’Italia: alla morte del padre, nel 937, il Re d’Italia Ugo di Arles intervenne in Borgogna, sposò la madre di Adelaide, la Regina Berta, e fidanzò il proprio figlio Lotario con la giovane principessa. L’operazione, che prevedeva l’annessione del regno di Borgogna fallì a causa dell’intervento del Re di Germania, Ottone I. Tuttavia Adelaide partì alla volta dell’Italia, dove sposò nel 947, quando aveva 16 anni, Lotario, il quale venne incoronato Re d’Italia nello stesso anno.

La prematura scomparsa di Lotario, nel 950, dopo la nascita della figlia Emma, segnò il periodo più tormentato della vita di Adelaide, vittima dell’ostilità di Berengario d’Ivrea, il quale, secondo alcune ipotesi, aveva fatto avvelenare Lotario. Rimasta vedova, Berengario si pose l’obiettivo di impossessarsi del suo trono. Giunse persino ad incarcerarla nel castello sulle rive del Lago di Garda, per essersi rifiutata di sposare suo figlio, ma con questo atto Berengario cercava anche di escludere la possibilità di un secondo matrimonio per Adelaide in quanto, secondo il diritto longobardo, una volta vedova, la Regina godeva del diritto di trasmettere la corona al nuovo marito.  Sta di fatto che ella riacquistò la libertà, ma non si hanno prove se fu liberata da Ottone I il Grande, il sovrano che cercava di riportare ordine nel Nord Italia a capo di un’armata, oppure se riuscì a scappare autonomamente per poi rifugiarsi presso lo stesso Ottone, che valicò le Alpi, conquistò Pavia nel settembre 951 e assunse il titolo di Re d’Italia. L’iniqua carcerazione ed evasione suscitarono un grande risentimento, che venne utilizzato dalla monarchia ottoniana, nella quale si trovò ad operare attivamente Adelaide per quasi mezzo secolo, dal 951 al 999.

Ottone I ed Adelaide si sposarono il giorno di Natale del 951 a Pavia. Questa unione contribuì a consolidare l’autorità di Ottone nell’Italia settentrionale. Furono incoronati Imperatrice e Imperatore il 2 febbraio 962 da Papa Giovanni XXII, a Roma. Devota e perfetta cristiana, fu un’Imperatrice assai amata dai sudditi. Il matrimonio durò ventidue anni e nacquero cinque figli, fra cui Ottone II e la futura Badessa Matilde di Quedlinburg.

Nel 973, alla morte del marito, Adelaide dovette affrontare un nuovo conflitto. Il suddetto erede al trono era infatti un giovane testardo e nel risentimento verso la madre fu molto influenzato da sua moglie, la bizantina Teofano. Adelaide abbandonò allora la corte e si trasferì a Vienne presso suo fratello Corrado di Borgogna. Si rivolse in cerca d’aiuto a San Maiolo, Abate di Cluny, che favorì la riconciliazione familiare: madre e figlio si incontrarono a Pavia ed Ottone II s’inginocchio per implorare il perdono materno. In segno di riconoscenza Adelaide inviò alcune offerte al Santuario di San Martino di Tours, compreso il più bel mantello di Ottone, e si rivolse direttamente al Santo per invocare la protezione su suo figlio: «Tu che hai avuto la gloria di coprire con il tuo mantello Cristo Signore nelle spoglie di un mendicante».

Adelaide esercitò una notevole influenza politica, culturale e spirituale, come mostrano i suoi numerosi interventi nella diplomazia reale e nelle sue iniziative. Dieci anni dopo l’ascesa al trono, nel 983, Ottone II spirò, lasciando come erede Ottone III e Teofano come reggente. L’Imperatrice d’origine bizantina era ancora ostile alla suocera, perciò Adelaide lasciò nuovamente la corte. Tuttavia Teofano morì nel 991 e lei, essendo il nipote minorenne, resse sapientemente l’Impero, grazie anche all’apporto di probi consiglieri, come San Villigiso (940-1011), Arcivescovo di Magonza; Sant’Adalberto (910 ca.-981), Arcivescovo di Magdeburgo; San Maiolo (910 ca.-994), quarto Abate di Cluny; Sant’Odilone (961-1049), quinto Abate di Cluny, l’autore dell’Epitaffio di Santa Adelaide, un’opera che costituisce la nascita del genere agiografico del Re confessore, che si diffuse fra l’XI e XII secolo.

Venne mantenuto per lungo tempo un governatorato in Italia (vicaria regni) che permise di contenere le discordie locali e quando Ottone III fu in grado di governare Adelaide lo affiancò, ritirandosi progressivamente fino a chiudersi nel monastero benedettino di Seltz, in Alsazia, vicino a Strasburgo, dove esalò il suo ultimo respiro. Era il 16 dicembre 999 e qui venne sepolta.

Definita «Madre dei regni», Adelaide, che tentò di convertire gli slavi, che premevano alla frontiera dell’Impero, lasciò una profonda traccia in Europa. Tre sostanziali caratteristiche la contraddistinguono, oltre alle sue decantate saggezza e bellezza: una vita segnata da dure prove; una proverbiale carità verso i poveri; una grande magnanimità nei confronti della Chiesa, espressa con molte donazioni (preziosi oggetti liturgici, incunaboli, ornamenti del potere imperiale) e fondazioni di conventi maschili e monasteri femminili. Il suo esempio di umiltà divenne modello etico per molti. Ella imitava Cristo nella compassione per il prossimo, nella mortificazione del rango imperiale e, soprattutto, attraverso le sofferenze.

Per la canonizzazione si cimentarono i monaci di Seltz, facendo redigere, fra il 1051 e il 1056, una raccolta di miracoli destinata a favorire l’ufficializzazione del culto. Nel 1097 Papa Urbano II, che era stato anticamente gran priore di Cluny, canonizzò la sovrana nel corso del Sinodo del Laterano. Gli ambienti imperiali dell’XI secolo, pur senza dimostrare ostilità, non intervennero mai in suo favore. Nonostante ciò l’Abbazia di Cluny ottenne la sua santificazione.

La vita di Adelaide appare inseparabile da quella del Sacro Romano Impero: previdente governatrice, attentamente protesa ad esercitare il potere nelle regole cristiane della pace e della giustizia, ella è la personificazione dello Stato romano: fu proprio grazie a lei che i successivi sovrani approdarono alla dignità reale. Resistita alle morti dei consorti e del figlio, divenne l’incarnazione stessa della maestà imperiale.

Fra il XVIII e XIX secolo, ci fu un vero e proprio rinvigorire della devozione di Santa Adelaide, riscontrabile nell’iconografia. Casa Savoia intercettò il culto e nella dinastia si prese a battezzare le bambine con il nome di Adelaide; così avvenne anche fra i Borboni a partire dal matrimonio del Duca di Borgogna, nipote di Luigi XIV e di Maria Adelaide di Savoia. Fu pure il nome della celebre Madame Adelaide (1732-1800), figlia di Luigi XV e della sorella di Luigi Filippo, Adelaide d’Orléans (1777-1847). Iniziarono così a prodursi in Europa monumenti e pitture sulla Santa patrona, Adelaide Imperatrice.

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