< Torna alla categoria

Reims e la sua cattedrale

Tesori d'Europa14 Marzo 2020
Testo dell'audio

Reims, città santa della monarchia di Francia

Il Regno di Clodoveo (466 circa – 511) comprendeva i territori della Senna e della Loira e, dunque, anche Parigi. Comprendeva inoltre il grosso dell’odierno Benelux e della Germania occidentale. A Reims furono consacrati quasi tutti i Re di Francia, venticinque per l’esattezza. Quando i Carolingi introdussero, sul modello dell’unzione del Re Davide, la consacrazione dei loro Re, l’Imperatore Luigi il Pio scelse nell’816 la città di Reims per ricevere la corona. A partire da Enrico I (1027) fino a Carlo X (29 maggio 1825) tutti i Re di Francia furono consacrati nella Cattedrale di Reims eccetto Luigi VI ed Enrico IV. Quest’ultimo, a causa delle guerre di religione che avevano imperversato nel Reame, non compì il rituale viaggio a Reims, ma fu consacrato nella Cattedrale di Chartres.

Il furore anticattolico della Rivoluzione si accanì contro Reims, considerata la “capitale clericale” del Regno, dove ben ventisei chiese di grande interesse storico e artistico furono distrutte. Oltre che per la celeberrima Cattedrale, Reims si segnala anche per la Basilica di San Remigio, Vescovo della città. Lì è sepolto l’Apostolo dei Franchi, colui che fu il principale artefice della loro conversione.

Ogni anno, la prima domenica di ottobre, gli abitanti della città si stringono attorno al loro Santo patrono sotto la grande corona luminosa di 96 candele che ricordano, secondo la tradizione, i 96 anni della sua vita. Lo scrigno con le sue reliquie viene portato in processione prima di essere deposto di nuovo nella tomba che conteneva, fino alla Rivoluzione, un’altra insigne reliquia, ossia la Santa Ampolla, di cui tra breve diremo.


Sostieni RRL

Informazioni Personali

Totale Donazione: €10,00


Cattedrale della Francia monarchica

Risale al 410 la consacrazione della prima chiesa, dedicata a San Nicasio, sul luogo dove poi sorgerà la Cattedrale. Una seconda chiesa, edificata nell’862 sullo stesso luogo dov’era stato battezzato il Re Clodoveo, venne in seguito elevata al rango di Cattedrale.

E questa assistette ai primi sacre, alle prime unzioni regali dei monarchi di Francia. Ma nel 1210 un furioso incendio nel centro urbano di Reims devastò la città e due anni dopo, nel 1212, si diede il via alla costruzione dell’attuale Cattedrale, dedicata alla Santa Vergine, che impegnò le maestranze fino al XIV secolo.


Sostieni RRL

Informazioni Personali

Totale Donazione: €10,00

Il 24 luglio 1481 un nuovo devastante incendio distrusse l’antica copertura lignea. Dopo molti anni di lavoro, il mastro carpentiere Colard Lemoine di Cambrai e poi il mastro Pierre Delaforest, con l’ausilio di sovrastrutture lignee, condussero a termine i lavori di restauro, ultimati nei primi anni del Cinquecento.

Nel 1779 si ebbe la distruzione del labirinto della Cattedrale. Profanata dai rivoluzionari francesi, la Cattedrale fu riaperta al culto cattolico il 3 luglio 1795. Sottoposta a restauro nel 1865 da Viollet-le-Duc, a distanza di quattro secoli dalla prima grande opera di conservazione, il 19 settembre 1914, all’inizio della Prima Guerra Mondiale, Reims fu attaccata dalle truppe tedesche e bombardata. La copertura della Cattedrale fu nuovamente distrutta da un incendio di enormi proporzioni.

Il nuovo restauro, curato dall’architetto Deneux, fu completato soltanto nel 1938, quando la Cattedrale fu riconsacrata. Questo restauro fu reso possibile grazie ai donativi del banchiere John Rockfeller, che nel 1924 aveva elargito un milione di dollari per restaurare Versailles, Fontainebleau e la Cattedrale di Reims. La nuova copertura della Cattedrale fu realizzata mediante “tavoloni di coltello”, tenuti assieme da assi passanti e cunei in legno duro. In buona sostanza fu ripresa la concezione strutturale cinquecentesca, adottata per il primo rifacimento della copertura, reinterpretata però con elementi in calcestruzzo armato.


Sostieni RRL

Informazioni Personali

Totale Donazione: €10,00

Quella di Reims è per definizione la Cattedrale dei Re di Francia. Qui, nell’edificio primitivo, fu battezzato nella notte di Natale del 496 il Re Clodoveo; nella chiesa che ammiriamo ancor oggi furono invece incoronati tutti gli altri Re di Francia, tra i quali Carlo VII, ivi condotto da Santa Giovanna d’Arco (17 luglio 1429).

Durante i cupi giorni della Rivoluzione, fu ordinato dalla Convenzione, affinché mai più Re per unzione divina potessero regnare sulla Francia, la distruzione della Santa Ampolla con il Sacro Crisma ricevuto da San Remigio nel 496, al momento del Battesimo del Re Clodoveo. Il 5 ottobre 1793 il deputato giacobino Philippe Rühl, protestante, figlio di un pastore luterano, infranse la preziosa Ampolla, religiosamente conservata da 1300 anni e simbolo stesso della regalità di diritto divino, sul piedistallo della statua del Re Luigi XV.

Ma la notte precedente il sacrilegio, alcuni realisti, con l’ausilio di un ago d’oro, avevano sfilato parte di quel Sacro Crisma per metterlo in salvo. Esso fu in effetti utilizzato nel 1825 per l’unzione del Re Carlo X, ultimo Sovrano legittimo di Francia. Quanto all’empio Rühl, morì suicida nemmeno due anni dopo per sfuggire alle vendette di altre fazioni rivoluzionarie.

 

Un gioiello di Fede e arte

È in questa Cattedrale che avvenne, come detto, l’incoronazione di Clodoveo e quindi il miracolo della santa Ampolla con il sacro Crisma portato da una bianca colomba a san Remigio. Pertanto, la Cattedrale di Reims può a buon diritto essere considerata il cuore della fede della Francia cattolica.

La Cattedrale, capolavoro dell’arte gotica, è lunga 138 metri e illuminata da finestre la cui eleganza conquistò l’Europa intera. L’architetto è ignoto: qualcuno tuttavia ha avanzato il nome di Robert de Coucy.

La facciata, affiancata da due alte torri laterali, presenta al centro due rosoni. Le meravigliose vetrate oggi purtroppo hanno perso molto del loro fascino originale a causa di guerre e incendi che hanno devastato l’edificio. L’interno della facciata è completamente a giorno, con un piccolo rosone circondato di bassorilievi. La volta, assai alta e acuta, per dare maggiore senso di elevazione verso il cielo, si vale, per bilanciare la spinta laterale, di archi laterali di sostegno a due ordini.

Celebre anche l’orologio trecentesco a ingranaggi alloggiato in una costruzione lignea all’interno della Cattedrale, dove il rintocco meccanico delle ore era combinato a figure in movimento che rappresentavano la fuga in Egitto e la processione dei Re Magi. In origine il frontone era decorato da sculture che rappresentavano la vita della Santa Vergine, la sua nascita, la sua presentazione al Tempio, la sua dormizione.

Al tempo della Rivoluzione Francese questa decorazione fu sostituita da una semplice iscrizione: “Tempio della Ragione”, successivamente cancellata. L’altezza massima della navata sul vuoto è di 38 metri; il rosone maggiore ha un diametro di 12,5 metri; le torri della facciata superano gli 81 metri; l’edificio si estende su di una superficie di 6650 mq, 2.303 sono le statue che la adornano; 18.000 le pietre adoperate per realizzare l’intelaiatura della navata.


La cerimonia dell’unzione regale

La cerimonia prevedeva che all’interno del tempio si realizzasse con arazzi e tendaggi,  uno spazio chiamato il “sacrarium” dove il Re, circondato dai dignitari ecclesiastici e laici, era prima consacrato dall’Arcivescovo di Reims con le sette unzioni (sulla testa, sul petto, fra le spalle, su ciascuna delle spalle, sulla giuntura delle braccia) e quindi incoronato.

Solennemente intronizzato, il re seguiva la Santa Messa. Quindi i Grandi del Regno lo acclamavano allora con un triplice “Vivat rex in æternum !” e, apertesi le porte della Cattedrale, al suono delle trombe, il popolo veniva ammesso alla presenza del monarca. Venivano quindi distribuite alla folla medaglie e monete mentre tutte le campane della città suonavano a distesa. Per mille anni questa della consacrazione del Re di Francia fu la cerimonia più grandiosa della Cristianità, tanto da surclassare, secondo alcuni, persino le incoronazioni papali e imperiali e anche gli splendori della Corte di Bisanzio.

 

Questo testo di Maurizio Ruggiero è stato tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il nostro sito radicicristiane.it

Da Facebook