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Per la Turchia (e non solo) arriva lo status di “martire” per il coronavirus 

SVelata27 Maggio 2020
Testo dell'audio

La Turchia è tra i dieci paesi più colpiti dall’epidemia di coronavirus. Gli operatori sanitari, come in tutto il mondo, hanno pagato un prezzo pesante per questa pandemia, ed è affidandosi alla tradizione dell’Islam che un famoso teologo e alcuni politici hanno insistito per onorarli. Questo implica assegnare loro lo status di “martire” (shahid in arabo e turco), che non è l’ultima delle cose nell’Islam poiché, secondo il Corano, questo status pone il defunto appena prima del rango di profeta e che gli promette anche la vita eterna. Niente di nuovo considerando che in Egitto è stato stabilito lo scorso marzo, così come in Iran attraverso la sua guida suprema Ayatollah Ali Khamenei, e anche in Francia dove Mohammed Moussaoui, presidente de Il Consiglio francese di fede musulmana (CFCM) che ha esteso questo status a tutti i musulmani che sono morti a causa di questa infezione.

Le varie organizzazioni islamiche nel mondo hanno in comune l’idea che il virus sia una punizione inviata da Allah contro i miscredenti e gli apostati.

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