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Offese a Dio e libertà violata

Analisi e commenti22 Giugno 2020
Testo dell'audio

Il Coronavirus, o Covid-19, è stato, ed è ancora, uno di quegli inaspettati eventi che accelerano il corso della storia e contribuiscono a orientarne la direzione. Su questo nuovo orizzonte si sviluppa la lotta tra chi vuole difendere e restaurare l’ordine naturale e cristiano e chi vuole invece annientarlo. Sul piano politico una fase di questa battaglia è l’elezione del prossimo presidente degli Stati Uniti.

Donald Trump ha posto la sua candidatura per la rielezione, ma gli eredi di Clinton e Obama stanno facendo di tutto per impedirne la vittoria. E’ per questo che negli Stati Uniti, come in Europa, si preannuncia un autunno molto caldo, per l’esplosione di violenze e disordini sociali.

Trump merita di essere difeso, ma i suoi errori non possono essere nascosti. Uno di questi errori si è dimostrato la scelta del giudice Neil Gorsuch alla Corte Suprema.

La Corte Suprema, i cui candidati sono eletti a vita, è più importante della stessa presidenza degli Stati Uniti, perché è in questo tempio del potere che si fanno, o si condizionano, le leggi, prima ancora che alla Camera o al Senato.
Ciò che è successo il 15 giugno è che Gorsuch, non solo ha votato a favore, ma è stato l’estensore di una sentenza della Corte Suprema che canonizza la teoria del gender, aprendo la porta al reato di omofobia.


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Trump probabilmente non condivide questa sentenza, ma è lui che ne ha nominato l’estensore. Questo dimostra come la battaglia politica non è sufficiente se manca una strategia culturale.

La strategia culturale è necessaria in Italia, dove c’è il rischio che in autunno sia approvata una proposta di legge che punisca ogni critica all’omosessualismo e al gender. Ci sono cinque proposte di legge in Parlamento, una delle quali è presentata dall’ex-presidente della Camera Boldrini e dal ministro della Salute Speranza. Queste proposte di legge vogliono dare protezione giuridica a concetti, come l’“identità di genere”, il “ruolo di genere” e l’“orientamento sessuale”, reprimendo, con l’accusa di discriminazione, ogni atto o parola contrario.

La Conferenza Episcopale Italiana si è improvvisamente risvegliata, affermando che “un’eventuale introduzione di ulteriori norme incriminatrici rischierebbe di aprire a derive liberticide, per cui, più che sanzionare la discriminazione, si finirebbe col colpire l’espressione di una legittima opinione, come insegna l’esperienza degli ordinamenti di altre nazioni al cui interno norme simili sono già state introdotte”.


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Ma la Conferenza Episcopale sembra non comprendere che ogni legge che tuteli l’omosessualità come valore va rifiutata, non solo perché è liberticida, ma perché essa innanzitutto nega la legge naturale e divina, cioè offende Dio, prima ancora di reprimere la libertà di espressione dell’uomo. La stessa

Conferenza Episcopale del resto, con il pretesto dell’emergenza sanitaria, pretende di imporre come obbligatoria, la comunione in mano. Questa è una misura liberticida, perché viola il diritto del fedele di ricevere la comunione in bocca, ma prima di tutto rappresenta un’offesa al giusto culto che si deve a Dio, ed ha quindi una gravità non minore delle proposte di legge contro cui i vescovi protestano.

E’ questo il drammatico sfondo della lotta tra chi vuole difendere l’ordine naturale e cristiano e chi vuole invece disgregarlo.


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