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Mons. Ugo Giubbi, vittima di una persecuzione ideologica

Storia19 Aprile 2019
Testo dell'audio

Questa è la storia di un pastore della Chiesa, vescovo a suo tempo della diocesi di San Miniato, tra Pisa e Firenze, vittima di una vera persecuzione ideologica che lo ha accompagnato in vita ed in morte e che dura tutt’oggi, nonostante l’accertamento della verità dei fatti operata da varie commissioni appositamente istituite e – addirittura – dal tribunale militare di La Spezia nel 2006, 60° anniversario della sua morte.

La diocesi di San Miniato ha ricordato nel 2006 il 60° anniversario dalla morte del Vescovo Mons. Ugo Giubbi che guidò la comunità diocesana per ben 18 anni, dal 1928 al 1946. Il Pastore fu al centro di una nota vicenda che lo vide strumentalmente infamato per fatti che mai aveva commesso così come ha definitivamente chiarito il tribunale della Spezia con sentenza giunta proprio nella ricorrenza dell’anniversario.

Calunnie comuniste

Il 22 luglio 1944, quasi al termine della guerra, nel corso di un cannoneggiamento, un proiettile penetrava nel Duomo a San Miniato provocando 56 morti e molti feriti tra la popolazione che vi si era rifugiata credendo di trovare nel luogo sacro un ricovero sicuro.

Nel clima avvelenato di quegli anni la colpa della strage – cd. “strage del duomo” – venne attribuita ai tedeschi stessi e, tra la popolazione, fu ad arte messa in circolazione la notizia di una presunta colpevolezza, se non addirittura acquiescenza o accordo con i tedeschi, dell’allora vescovo Giubbi, che al momento dello scoppio, si trovava non in cattedrale bensì in episcopio a celebrare la S. Messa.

Non valsero a far tacere gli “ignoti sobillatori” le conclusioni dell’apposita Commissione di inchiesta, immediatamente costituita dopo i fatti, che scagionò completamente il vescovo, né la testimonianza dell’amore e dall’assistenza morale e materiale prestata sempre dallo stesso e dal clero diocesano alla popolazione locale.

Neppure valse il coraggio e la carità con cui mons. Giubbi, alcuni giorni prima, aveva offerto addirittura la propria sua vita in cambio di alcuni ostaggi condannati dai tedeschi. Il cuore degli accusatori, indurito dall’odio e dall’ideologia, non riusciva a percepire l’amore che promanava dalla paterna figura del pastore Giubbi per il gregge a lui affidato.

Rassegnazione cristiana

Mons. Ugo Giubbi

La sofferenza per quelle accuse fu grande nel cuore del vescovo, ma le accolse con atteggiamento profondamente cristiano scrivendo nel proprio diario personale:

«Infine, seppi ancora che è quasi generale l’accusa che mi si muove circa i fatti del 22 luglio scorso (…) io voglio lasciare tutto nella mani di Gesù. Sopportare questa menomazione del mio nome per sconto dei miei peccati e non lasciarmi distrarre da ciò che è il mio dovere, sia personale: ricercare Gesù, fino a farne veramente la mia vita; di ufficio: curare, meglio che non abbia fatto fin qui, la diocesi…» (25 settembre 1944).

Sotto la guida di mons. Giubbi la diocesi di San Miniato aveva vissuto un momento di grande crescita nella fede e nell’attività apostolica; forse proprio questo non gli fu mai perdonato da chi mirava ad una diffusione dell’ideologia atea ed anticristiana quale quella comunista.

Un vescovo al servizio della sua diocesi

Mons. Giubbi diede, infatti, grande impulso all’apostolato con opere pastorali che portano tutt’oggi i loro preziosi frutti. Fondò il settimanale diocesano La domenica, curò con grande attenzione il Seminario diocesano e impiegò grandi energie nella crescita dell’Azione Cattolica; tenne due visite pastorali in tutte le parrocchie della diocesi; celebrò il sinodo diocesano nel 1936, il Congresso Eucaristico nel 1938 e fu pastore buono e zelante.

Definitiva sentenza di assoluzione

Quest’anno finalmente è giunta la sentenza del Tribunale di La Spezia che ha definitivamente assolto mons. Giubbi confermando quanto sempre sostenuto dal clero samminiatese e in particolare dal canonico Giannoni che dedicò la parte finale della sua vita a fare emergere la verità sulla vicenda.

A colpire il duomo non fu una cannonata tedesca bensì un tiro di artiglieria americana e mons. Giubbi è risultato completamente estraneo ai fatti. Al giubilo per la ricorrenza dei 60 anni si aggiunge anche la gioia per la “verità fatta” sulla figura di sì grande pastore.

Mons. Fausto Tardelli, vescovo di San Miniato dal 2004 al 2014.

La diocesi di San Miniato ha voluto festeggiare l’anniversario con una solenne messa celebrata in Cattedrale dal vescovo mons. Fausto Tardelli domenica 24 settembre alla presenza di tutte le realtà ecclesiali diocesane. Vogliamo chiudere con le sue parole pronunciate per la ricorrenza:

“Non potevano certo passare sotto silenzio il 60° anniversario della morte di Mons. Ugo Giubbi (…) a distanza di tempo si staglia ancor più nitida la figura di un uomo buono ed onesto, di un uomo di Dio, in cammino verso una piena configurazione a Cristo e guida tenace del suo popolo (…) Gli ultimi anni della sua vita furono impreziositi dalla paziente sopportazione della peggiore delle accuse che si possa fare ad un vescovo e che lo condannerebbe irrimediabilmente davanti al giudizio di Dio: quella di aver tradito il gregge affidatogli dal Signore, di averlo fatto perire, di averlo abbandonato in mano ai lupi rapaci o, peggio ancora, di essersi fatto lui stesso lupo. Egli sopportò tutto in sconto dei suoi peccati e per la pacificazione degli animi” .

Ora la comunità cristiana si attende che sia rimossa o modificata la lapide collocata sulla facciata del palazzo comunale di San Miniato che traccia una versione ormai dimostratasi palesemente errata della Strage del Duomo. Tuttavia, l’attuale Amministrazione Comunale non sembra molto propensa a procedere in merito…

Un’ordinaria storia di straordinaria ingiustizia legata alle vicende dell’ultima guerra che meritano di essere rianalizzate e riviste alla luce di una storiografia più libera dall’ideologia ed aderente alla realtà dei fatti.

 

Questo testo di Riccardo Novi è stato tratto dalla dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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