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Luoghi privilegiati per l’incontro col Mistero

Tesori d'Italia06 Febbraio 2021
Testo dell'audio

Il colpo d’occhio è straordinario: grandi nuvole vagano nel cielo, creando giochi di luce e di ombre sui prati, sui boschi, sulle stradine sassose. Nel mezzo ad un avvallamento erboso, circondata dal verde dei boschi, mentre i picchi rocciosi sono nascosti dalla nuvolaglia che corre veloce, ecco la piccola chiesa di San Giovanni in Ranui. Siamo in Val di Funes, in Alto Adige, una delle ultime valli nascoste al grande flusso turistico, intatte nella silenziosa bellezza.

È facile attraversare il campo verde e ondeggiante, arrivare davanti alla chiesa, sedersi contro il muro battuto dal sole, chiudere gli occhi e sentirsi invadere dal Mistero, trasfuso attraverso un senso di “perfetta letizia”, quella di cui parlano tanti mistici, in particolare san Francesco. La preghiera sale dal cuore alle labbra, sotto il campanile dai vivaci ricami barocchi, con la tipica cupola a cipolla, che indica il Cielo. In molti, ci spiegano, arrivano fin quassù per contemplare questa visione di pura bellezza, per pregare, per meditare. è un luogo del sacro, in cui riscoprire sé stessi ed il rapporto con l’Infinito.

Del resto l’intero Alto Adige, con la confinante Austria, può rappresentare l’orizzonte ideale per un viaggio dell’anima, un viaggio alle radici di una intensa devozione popolare, di cui in questa terra rimangono ancora tracce tangibili. Come è facilmente comprensibile, se ci si sposta di qualche decina di chilometri, dalla Val di Funes verso Bressanone. Città gioiello incastonata tra le montagne, ma, oltrepassandola per un momento, ecco profilarsi i tetti, i torrioni, i campanili della splendida Abbazia di Novacella, fondata nel 1142 dal vescovo di Bressanone, il beato Artmanno, un’abbazia dell’ordine dei Canonici regolari di Sant’Agostino.

Come antico luogo di educazione si mantiene a Novacella un collegio per 100 studenti. All’Abbazia sono incorporate ben 18 parrocchie sparse per la Diocesi: la comunità dei Canonici qui raccolta, pur annoverando grandi studiosi, fini intellettuali, in realtà è impegnata tout court nell’attività pastorale, intesa come missione prioritaria. Insomma, essere buoni pastori nelle tante parrocchie della Diocesi è considerato il compito primario e fondamentale dagli Agostiniani di Novacella. Nel 1970 è stato istituito un centro per la pastorale del turismo e in seguito un centro per l’apostolato biblico, ma l’Abbazia si impone soprattutto come luogo di preghiera e di contemplazione.


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Tornando verso Bressanone, il cammino è obbligato verso il Duomo, le cui prime vestigia risalgono alla prima metà del decimo secolo. Il Duomo è noto anche per via del chiostro affrescato, le cui meravigliose immagini dipinte sono state realizzate dal Trecento al Quattrocento: una sorta di compendio della pittura romanica e gotica sviluppatasi nel Nord Europa. Bressanone, il suo Duomo, il seminario, Novacella sono luoghi amati e frequentati da un fiume di pellegrini e di ospiti illustri, che si allunga nei secoli.

Sulla via che porta al Brennero, ieri come oggi strada di commerci, pellegrini, viaggiatori, si trova il piccolo santuario di Maria Hilf, eretto nel 1658. Entrando dalla strada rumorosa e trafficata, un silenzio ovattato ci accoglie, mentre la luce spiovente illumina l’immagine miracolosa di Maria Ausiliatrice.

 


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Questo testo di Caterina Maniaci è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

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