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L’epistolario (1651-1710). Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio

Recensioni librarie14 Luglio 2020
Testo dell'audio

Autore: Sebastiano Valfré
Centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis, Torino 2017, p. XLX-666, € 30

Era il 1720 quando un bimbo di Chieri, in provincia di Torino, gravemente malato e ritenuto dai medici prossimo alla morte, guarì improvvisamente dopo essere stato benedetto da un sacerdote con una lettera autografa del beato oratoriano Sebastiano Valfrè (1629-1710), la stessa che, con una benedizione sacerdotale, aveva già guarito prodigiosamente un anziano agonizzante.

Quelle epistole, così storicamente importanti per i contenuti e così miracolose per le anime e per i corpi, sia durante la vita del beato, sia nel suo post mortem, sono state raccolte con scrupolosa e appassionata competenza in un corposo volume di grande valore, dal titolo L’epistolario (1651-1710) del beato Sebastiano Valfrè. Scritti di un fedele dispensatore dei misteri di Dio, curato da Daniele D’Alessandro e pubblicato dal centro Studi Piemontesi-Ca dë Studi Piemontèis.

Si tratta della prima raccolta organica del cospicuo carteggio dell’«Apostolo di Torino e del Piemonte», che divenne modello di santi sacerdoti come Cottolengo, Cafasso, Don Bosco. La maggior parte delle epistole riportate erano ancora inedite; quasi 200 i corrispondenti; oltre 600 le lettere reperite in diversi archivi, in particolare in quello presente nella chiesa di San Filippo Neri di Torino – dove riposano le spoglie del beato Valfrè – e integralmente trascritte. Le epistole coprono un arco temporale di mezzo secolo e documentano la vasta e straordinaria rete di relazioni che l’oratoriano, originario di Verduno, in provincia di Cuneo, coltivò in oltre ottant’anni.


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