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Le preghiere giaculatorie

Spiritualità28 Maggio 2018
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

La vita è come un corteo che passa. Dietro a questa grandiosa scena c’è Dio.

Con le preghiere giaculatorie penetro questa scena magnifica, che è il Creato, e raggiungo Dio. Là mi sta sempre aspettando: con le preghiere giaculatorie posso amarLo e unirmi a Lui. Un giorno, quando il lungo corteo, quando l’ultima parte del lungo corteo sarà passata, Lo vedrò come Egli è e mi unirò a Lui in un’unione perfetta e stabile per sempre.

Tramite la ripetizione costante di preghiere giaculatorie, l’anima si stacca dai pensieri frivoli ed inutili e si abitua progressivamente a mantenersi in contatto con le cose divine.


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I Padri del deserto avevano una predilezione speciale per il versetto: ‘Deus in adiutorium meum intende(nella foto), particolarmente in momenti di prova, e ci sono molte altre giaculatorie come ‘Dio abbia misericordia di me peccatore’ o semplicemente la sola parola ‘Dio’ o ‘Gesù’, pronunciata interiormente con tutta la forza di cui sia capace l’anima in un atto d’unione della volontà a Dio. Così, in mezzo alle sue occupazioni, l’anima si sforza di tornare verso Dio mediante uno slancio cieco d’amore; non considera in Dio nessuna distinta perfezione, ma solamente Lo considera come il suo Fine ed il suo Tutto e si porta verso di Lui con l’intera potenza del suo affetto e con la generosità di un amore interamente disinteressato.

Tali aspirazioni, tali desideri infuocati sono il mezzo più rapido per arrivare alla perfezione della Carità ed a questa unione continua con Dio, che è lo scopo della vita interiore. Là si stabilisce l’anima in Dio, nella pace profonda e diviene invulnerabile agli inganni del demonio. Proverbi 1.17 dice: ‘È invano che si getta una rete davanti a coloro che hanno delle ali’.

Comunque bisogna sapere che questa pratica è la più grande mortificazione che ci sia, almeno nella sua fase iniziale, perché l’anima non può darsi mai riposo. San Bonaventura dice che quando si è stanchi, si deve correre ancora più veloci e più forte, così si diviene più freschi e più aridi delle cime, si sceglie per il riposo di non riposarsi. In una parola, occorre un lavoro continuo per scartare tutte le frivolezze a cui lo spirito si è abituato a compiacere.


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Le preghiere giaculatorie fatte con assiduità hanno come effetto quello di portare il soggetto a quella preghiera più semplice e passiva, a quello stato continuo di preghiera che è la pratica della presenza di Dio.

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