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Le frenesie anti-cattoliche del Governo spagnolo

Pensieri e Voce23 Settembre 2020
Testo dell'audio

Esagera – forse – chi paragona la situazione attuale della Spagna in mano alla sinistra e a tutte le possibili derive populiste anti-cattoliche a quella del 1936, che provocò la reazione dei generali e di Francisco Franco. Esagera forse; ma certamente il clima ideologico e di contrapposizione su cui fa leva il governo per nascondere le sue vistose carenze, soprattutto nella gestione della pandemia da Coronavirus è dei peggiori. È ancora fresca la memoria della polemica per lo spostamento delle spoglie mortali di Francisco Franco dalla Valle dei Caduti, il memoriale che egli stesso volle affinché i morti delle due parti che si affrontarono così ferocemente  nella guerra  civile riposassero insieme

È di questi giorni la notizia di un nuovo escamotage, con cui il governo cerca di distogliere l’attenzione dalla gestione della pandemia e dalle sue contraddizioni interne. Martedì della settimana passata il Consiglio dei ministri ha approvato il progetto di legge sulla Memoria democratica e i diritti umani che mira a mettere fuori legge la Fondazione Francisco Franco, a insegnare una nuova materia nelle scuole “sotto il paradigma di non perdere mai più le nostre libertà”, a creare una specifica Procura di “riparazione per le vittime”, così da pagare con fondi pubblici l’esumazione delle vittime di Franco dalle fosse comuni e ad annullare i processi del regime di Franco.

Tuttavia, oltre alle misure già previste, c’è la novità della “riassegnazione” della Valle dei Caduti. La fondazione dei monaci benedettini che finora hanno gestito l’abbazia – e che si erano opposti al trasferimento delle spoglie -sarà giudicata “estinta” grazie alla desacralizzazione del tempio. “Fino alla loro estinzione, ci sarà un regime transitorio che regoleremo per decreto”. Quando questo accadrà, la Valle sarà “riassegnata” e diventerà “un cimitero civile che renderà omaggio alle vittime di entrambe le parti”.  E si sta addirittura considerando la demolizione dell’emblematica “Cruz del Valle de los Caídos”, sulla quale l’Esecutivo “rifletterà”, secondo le parole della prima vicepresidente, Carmen Calvo.

La vice presidente Calvo ha iniziato la sua presentazione difendendo la tesi secondo cui  “la migliore forma di riparazione è quella di dichiarare nullo qualsiasi processo che ha portato all’esecuzione e alla fucilazione di persone importanti come il presidente Compayns”, ha detto, accogliendo la  recente richiesta del presidente catalano, Quim Torra, per cui  il governo dovrebbe scusarsi per quell’esecuzione dei tempi di Franco.


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Il disegno di legge prevede diverse misure, come la messa al bando della Fondazione Francisco Franco e l’aiuto economico per l’esumazione delle vittime del franchismo trovate nelle fosse comuni, la cui identificazione e successiva sepoltura avverrà attraverso “la creazione di una banca del DNA” e sarà pagata con fondi pubblici. A tal fine, sarà creata una specifica Procura per “riparare la loro memoria”.

Per quanto riguarda la Fondazione Francisco Franco, Calvo ha chiarito che “non sarà possibile per associazioni di diversa natura giuridica esistere con risorse pubbliche e che esaltano figure dittatoriali come quella di Francisco Franco”.

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