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Le apparizioni dei morti

Catechesi22 Giugno 2020
Testo dell'audio

Considerate le relazioni fra la Chiesa trionfante e le anime del Purgatorio, ci resta da prendere in esame le relazioni che passano fra queste e la Chiesa militante. E prima di tutto ci domandiamo se le anime dei trapassati possano o no manifestarsi ai viventi. L’anima separata non può manifestarsi ai viventi e parlare con loro, semplicemente perché non ha nessun potere nella materia corporea. Tuttavia Iddio può permettere che, per puro miracolo, le anime dei trapassati si manifestino ai viventi, per un fine utile e principalmente per manifestare qualche verità (Confr. Tanquerey : Synopsis Theol. Dogm. Vol. III – De Novissimis).

Tralasciamo di fermarci sull’aspetto speculativo della questione per passare all’aspetto pratico, affermando senz’altro che apparizioni di anime si sono avute, nel corso dei secoli. Abbiamo dalla nostra parte il consenso unanime di tutti i popoli, si hanno fatti antichi e recenti scientificamente inoppugnabili, e si hanno le rivelazioni avute dai Santi. In ordine al nostro lavoro solo queste ultime ci interessano, e quindi citiamo senz’altro quanto accadde, in proposito, più di una volta, a S. Tommaso d’Aquino, testimone superiore a qualsiasi sospetto. Mentr’egli era lettore di S. Teologia nell’Università di Parigi, vide un giorno comparirsi davanti l’anima di sua sorella morta in quei dì nel convento di Capua dov’era Abbadessa, manifestandogli di soffrire atrocemente per alcune mancanze commesse contro la regola, e raccomandandosi alle preghiere di lui.

Il Santo le promise che lo avrebbe fatto; e mantenne la parola. Qualche tempo dopo essendo stato inviato a Roma da’ suoi superiori, vide apparire di nuovo quell’anima a lui cara non più penante come la prima volta, ma sfolgorante di gloria, la quale ringraziandolo dei suffragi da lui fatti, gli annunziò che questi avevano affrettata la sua liberazione. Il Santo avendo voluto in quell’occasione interrogare la defunta sullo stato di due suoi fratelli morti poco tempo prima, essa gli rispose che Arnoldo era già in cielo in un alto grado di gloria, per aver difeso la Chiesa e il Pontefice contro le empie aggressioni dell’imperatore Federico, ma che Ludolfo trovavasi ancora in Purgatorio, dove molto soffriva perché niuno pensava a suffragarlo. Soggiunse poi: – A te, mio caro fratello, è preparato un gran bel posto in Paradiso in premio di quanto hai fatto e lavorato per la Chiesa.

Affrettati però di dar l’ultima mano ai tuoi lavori, perché fra poco dovrai venire a raggiungerci. – Questa predizione non tardò molto a verificarsi. Poiché sappiamo dalla storia che il Santo poco tempo dopo morì. – Un’altra volta lo stesso Santo, stando in orazione nella chiesa di S. Domenico a Napoli, vide venirsi davanti fra Romano, religioso del suo Ordine, che gli era succeduto a Parigi nel posto di lettore di teologia.


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Il Santo che ne ignorava la morte, credendo che fosse giunto colà dalla Francia, gli domandò notizie della sua salute e i motivi del suo viaggio. Ma quegli sorridendo gli rispose che non si trovava più sulla terra, e che morto improvvisamente, dopo aver passato quindici giorni in Purgatorio, si trovava ora per misericordia di Dio in possesso della gloria celeste, e che veniva per ordine del Signore ad incoraggiarlo nei suoi lavori. Avendogli allora domandato Tommaso se si trovasse in istato di grazia: – Si, fratel mio, rispose il defunto, e sappi anzi che le tue opere sono a Dio molto accette. – Incoraggiato da questa nuova, il sommo teologo volle in quell’occasione indagare alcuni misteri della scienza sacra ed in particolare quello della visione beatifica, ma il defunto dopo avergli risposto col versetto del Salmo: Sicut audivimus, sic vidimus, in civitate Dei nostri, disparve.

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