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La Santa Messa, un Sacrificio di petizione – Parte III

Liturgia12 Maggio 2022
Testo dell'audio

Quindi,  dovremmo usare in tutta gratitudine e con santa gioia le inesauribili ricchezze della misericordia divina, presentate sull’altare e messe a nostra disposizione. Ma dovremmo sforzarci di acquisire non solo i beni terreni e deperibili,  non semplicemente “la rugiada del cielo e la grassezza della terra e l’abbondanza di grano e vino” (Gn 27, 28), ma soprattutto di soddisfare la sete e il desiderio di beni soprannaturali ed eterni, di arricchirci con tesori che “né la ruggine né la tarma consumano, e dove i ladri non irrompono, né rubano” (Mt 6, 20). Preghiamo per ciò che conduce veramente alla nostra salvezza e felicità, per ciò che può far avanzare il regno di Dio dentro e intorno a noi. Come dice San Gregorio, “È volontà del Signore, che Lo amiamo al di sopra di tutto ciò che Egli ha creato, e che Lo imploriamo di concederci i beni eterni, piuttosto che quelli terreni”.

Non dovremmo mai “separare le nostre preghiere da Gesù Cristo, che prega per e in noi, e al quale noi rivolgiamo la preghiera; Egli prega per noi come nostro Sommo Sacerdote;  Egli prega in noi come nostro Capo; noi Lo preghiamo come nostro Dio”.  Questo avviene in modo perfetto durante la celebrazione della Santa Messa. Uniamo quindi le nostre richieste e suppliche con il Sacrificio e la mediazione di Gesù Cristo.  Perché,  sostenute dalla Sua immolazione e dai Suoi meriti,  le nostre preghiere saranno più utili ed efficaci,  avranno una risposta più rapida e perfetta. Ma la nostra preghiera deve essere fatta correttamente; deve essere fatta con fede e fiducia, con umiltà e perseveranza, in modo che possa penetrare le nubi e, in unione con il Sacrificio Eucaristico, salire al trono dell’Altissimo.  “Riflettete su come Dio ascolta più facilmente le preghiere del sacerdote durante la Santa Messa che in qualsiasi altro momento. Egli impartisce in ogni momento le Sue grazie,  tutte le volte che gli vengono chieste attraverso i meriti di Gesù Cristo, ma durante la Messa le dispensa in misura più abbondante;  perché le nostre preghiere sono poi accompagnate e sostenute dalle preghiere di Gesù Cristo, e acquisiscono attraverso la Sua intercessione un’efficacia incomparabilmente più grande, perché Gesù è il Sommo Sacerdote che si offre nella Messa per ottenere la grazia per noi.

 Il tempo della celebrazione della Messa è l’ora in cui nostro Signore siede su quel trono di grazia al quale, secondo il consiglio dell’Apostolo, dovremmo avvicinarci per trovare misericordia e aiuto in tutte le nostre necessità. Anche gli angeli attendono con ansia il tempo della Santa Messa, affinché l’intercessione che poi ci fanno sia più utile e accettabile davanti a Dio; e ciò che non otteniamo durante la Santa Messa,  non possiamo aspettarci che ci sia concessa in un altro momento” (S.  Alfonso Maria de’ Liguori).

  1. Così il Santo Sacrificio della Messa è l’espressione più profonda e significativa di tutte le nostre richieste e intercessioni nelle preoccupazioni spirituali e temporali. Lo offriamo quando siamo gravati da avversità di ogni genere, implorando consolazione e assistenza da Colui che per noi ha sofferto tanto dolore e pena. Lo offriamo quando il Signore nella Sua giusta ira, provocato dai nostri peccati, ci visita con i Suoi castighi, colpisce i nostri campi con la siccità, distrugge i nostri raccolti con la pioggia e le inondazioni, e imploriamo dalla Sua paterna Bontà che a tempo debito doni alle nostre terre il sole e la pioggia necessari. Quando l’Angelo della Morte si muove tra noi in tempi di contagio, offriamo la Santa Messa, implorando in essa il Signore della vita e della morte che Egli trattenga gli orrori della morte. 

Offriamo il Santo Sacrificio a nome dei fedeli che alla presenza di Dio e della Chiesa si impegnano nel sacro vincolo del matrimonio, implorando per loro la grazia della fedeltà e dell’amore e tutte le benedizioni di un’unione cristiana per tutta la vita e fino alla morte. Lo offriamo quando i nostri giovani leviti sono scelti per il servizio dell’altare del Signore mediante l’imposizione delle mani; e quando quelli scelti tra i sacerdoti sono consacrati all’ufficio di capo pastore, in ciò imploriamo per loro l’assistenza del grande Pastore delle anime (1 Pt 2, 25), che in parole e azioni possano essere buoni pastori e degni dispensatori dei misteri di Dio, ed essere in grado di essere sottoposti al giudizio il giorno della resa dei conti. Lo offriamo per i nostri fratelli che il nostro Signore ha chiamato da questo mondo, implorando dal Giudice dei vivi e dei morti, che Egli sia misericordioso verso le loro anime e conceda loro il riposo eterno. Lo offriamo per tutti i fedeli, affinché Dio possa impartire loro grazia e benedizione e ammetterli al regno eterno del cielo. (Cf.  Geissel  I,  p.  460  e  segg.)

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