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La Santa Eucarestia: La Santa Comunione

Spiritualità16 Ottobre 2018
Testo dell'audio

In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

(sintesi della dottrina raccolta da padre Tanquerey nel suo Compendio della teologia ascetica e mistica)

La Santa Comunione effettua un’unione a Nostro Signore, una nuova unione oltre a quell’ adesione per mezzo della Fede, oltre a quell’ incorporazione per mezzo del battesimo. è un’unione che il Signore esprime con la frase: ‘Come Io vivo per il Padre, così colui che si ciba di Me vivrà per Me.’ Quest’unione è insieme fisica e spirituale.

È un’unione fisica in quanto riceviamo ‘veramente, realmente, e sostanzialmente’ il Corpo, Sangue, Anima, e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, come il Concilio di Trento dogmaticamente lo definisce. L’unione è intima quanto quella che esiste tra il cibo e colui che se l’assimila, con questa differenza però che (nelle parole di sant’Agostino, Conf. 7, 10): ‘Non sarai tu che trasformerai in Me, come il cibo corporale: sarai tu trasformato in Me’. Quest’unione tende a rendere la nostra carne più sottomessa allo spirito e più casta, e depone in lei un germe d’immortalità.


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L’unione è anche spirituale, unendo le nostre facoltà dell’ intelligenza, della volontà e del cuore a quelle del Signore. Per questo motivo la nostra intelligenza viene indirizzata verso Dio e le cose di Dio, verso le verità della Fede e le massime evangeliche, così che possiamo giudicare tutto alla luce di Dio, e sopratutto la vanità e la follia del Mondo e delle sue massime; la nostra volontà debole, incostante, egoista viene informata dalle energie Divine così che possiamo dire con San Paolo ‘Io posso tutto in Colui Che mi fortifica’; il nostro cuore viene infiammato d’amore per Dio e per le anime così che possiamo dire con i discepoli di Emmaus: ‘Non ci ardeva forse il cuore?’ alla Sua presenza.

Gradualmente dunque i nostri pensieri si modificano mentre ci chiediamo: Che farebbe il Signore Gesù se fosse al mio posto? I desideri volano verso la gloria di Dio e la nostra salvezza e dei nostri fratelli; il cuore si aderisce sempre più intimamente a Dio per Cui intraprendiamo grandi cose; i fratelli li amiamo cercando il loro bene spirituale piuttosto che godendo il loro affetto per noi e il nostro per loro.

Una parte di questo influsso Divino su di noi lo possiamo attribuire allo Spirito Santo Che vive nell’anima del Signore e, assieme al Padre, abita nella Sua Persona Divina. A Lui attribuiamo le grazie attuali che riceviamo ormai in abbondanza, le ispirazioni, la forza e l’amore, assieme alla Sua protezione e guida.


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Ma a causa dell’abitazione della Divine Persone l’Una nell’Altra, è presente nell’anima non solo lo Spirito Santo, ma anche tutta La Santissima Trinità. Unendoci al Verbo Incarnato nella Santa Comunione dunque, ci uniamo anche ad Ella. La Santissima Trinità viene a noi ed in noi ‘fa dimora’ (Gv.14.23) cioè in tutta la Sua pienezza e nelle Sue relazioni reciproche Divine. L’abitazione della Santissima Trinità nell’anima ci rende come un prolungamento del Verbo Incarnato e ci rende amabile alla Stessa Trinità. In questo modo la Santa Comunione è davvero un anticipato Paradiso: esse cum Jesu dulcis Paradisus (Imitazione di Cristo 1.2.8).

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