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La recita silenziosa del Canone (Parte I)

Liturgia19 Novembre 2020
Testo dell'audio

La recita silenziosa del Canone dà da intendere che la Consacrazione e l’Atto Sacrificale sono esclusivamente una funzione del Sacerdote. Le preghiere del Canone essendo liturgiche sono quindi da recitare [dal sacerdote] non solo mentalmente ma anche vocalmente, cioè, le parole debbano essere pronunciate con la bocca. Però, questa recita del Canone dev’essere fatta sottovoce, cioè, in modo che altri che sono vicini non possono udire le parole, ma che esse siano udibile al Sacerdote. (…) Mentre la recita ad alta voce invita i fedeli ad unirsi al sacerdote e ricorda loro che le preghiere si recitano insieme, la recita silenziosa appropriamente indica che si tratta di un mistero, e quindi sta solo al sacerdote compierlo e non ai fedeli. (…)

Il Consacrare gli elementi materiali, l’offrire il Corpo e il Sangue di Cristo è un privilegio sacerdotale: i fedeli presenti non possono contribuire nulla al compimento dell’Atto Sacrificale. Questa realtà è rappresentata simbolicamente dalla recita silenziosa del Canone. Qui il sacerdote non comunica con la gente come in altre parti della Messa; egli è entrato nel Santo dei Santi, donde comunica con Dio soltanto, e prega e sacrifica per tutta la Chiesa intera. “Mosè fu solo in cima alla montagna; conversò con Dio e Dio gli rispondeva.” E perciò il sacerdote è solo all’Altare quando, come rappresentante e ministro di Cristo l’Eterno e Sommo Sacerdote, compie ed offre il Santo Sacrificio per la Chiesa intera.

La recita silenziosa del testo del Canone armonizza in modo molto appropriato con il compimento del Sacrificio Eucaristico e con l’essenza del suo mistero—gli elementi materiali si trasformano nel Corpo e Sangue di Cristo e i sensi non lo possono percepire, e l’intelletto creato non lo può comprendere; la Presenza Reale e la vita sacrificale del Salvatore sono totalmente celati nelle specie sacramentali. In ogni Ostia Sacra ci sono miracoli quanti le stelle del firmamento, eppure esternamente non traspare di essi la più piccola traccia. Con tutto ciò, il rito ecclesiastico armonizza perfettamente.

Il sacro silenzio è assai adatto a indicare e rammentare la profondità, la inconoscibilità dei misteri ineffabili ed inconcepibili che si compiono sull’Altare.


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