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La Preghiera: prefazione

Spiritualità27 Febbraio 2018
Radio Roma Libera - La Preghiera: prefazione
Testo dell'audio

Dio, Dio mio, a Voi dallo spuntare della luce io veglio. Ha sete di Voi

la mia anima, in quanti modi di Voi la mia carne. In una terra deserta, senza

cammino e senz’acqua: così nel santuario sono apparso davanti a Voi, per

vedere la Vostra potenza e la Vostra gloria (Salmo 62.1-3).


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Prefazione

Ciò che sanno i cattolici di oggi della preghiera è poco e questo poco è colorito di attivismo. L’azione ha preso il sopravvento sulla preghiera. Se si menziona la preghiera a qualcuno, egli pensa tipicamente alla preghiera vocale, al Rosario o alla preghiera di petizione. Se si menziona la preghiera mentale, pensa alla meditazione, il tipo attivo di preghiera mentale. Chi parla del tipo passivo di preghiera mentale, la contemplazione? Chi la pratica?

Pochi sono i cattolici, che si esercitano nella preghiera mentale, e di questi pochi la gran parte si limita alla meditazione, cioè una preghiera mentale di tipo attivo, collegata con parole o immagini mentali. Un numero ancora più ridotto si esercita nella contemplazione, la preghiera mentale passiva e mistica di cui, secondo i Dottori della Chiesa, tutti sono capaci ed a cui tutti sono chiamati.


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Il presente modesto trattato sulla preghiera ha come scopo, in questi tempi di ignoranza e di attivismo, di presentare al gentile lettore in modo sintetico e breve la dottrina della Santa Madre Chiesa sulla preghiera: la preghiera in genere, la preghiera vocale e mentale ed in particolare i due tipi di preghiera mentale che sono la meditazione e la contemplazione. Si concentra sui tipi di preghiera che sono alla portata di tutti e parla solo brevemente della contemplazione infusa, cioè della preghiera mistica. Propone dei consigli pratici per poter pregare ed espone tre modi, in cui si possa ‘pregare sempre’, secondo il precetto del Signore.

Osserviamo che la terminologia per la preghiera è abbastanza fluida. Esempi ne sono i termini ‘orazione’, ‘vocale’, ‘mentale’, ‘meditazione’, ‘contemplazione’. Il termine ‘orazione’ in particolare può significare la preghiera in genere o la preghiera mentale o la meditazione o la contemplazione. L’adorazione, la petizione, il ringraziamento e l’espiazione possono cadere sia dentro la categoria della preghiera vocale sia in quella della preghiera mentale (quando, per esempio, forniscono l’intenzione con cui il soggetto compie una determinata azione o tutte le sue azioni). L’adorazione ed il ringraziamento in particolare possono cadere anche dentro la categoria della preghiera contemplativa, quando si rapportino alla Santa Eucarestia.

Nella stesura di questo libro, che non pretende in nessun aspetto di essere originale, ci siamo appoggiati soprattutto sul ‘Compendio di Teologia Ascetica e Mistica’ di Padre Adolphe Tanquerey PSS (per la parte sulla preghiera mentale in genere) e sul libro ‘Traité sur l’Oraison’ di Dom Jean de Monléon OSB (per la parte sulla meditazione). Numerosi spunti preziosi provengono da brani pubblicati sul giornale ‘De Vita Contemplativa’ delle Francescane dell’Immacolata (prima della sua inspiegabile soppressione).


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Vedremo come il progresso nella preghiera avvenga di pari passo con il progresso nella vita morale, dunque come conseguenza di sforzi e sofferenze in collaborazione colla Grazia. Questo doppio progresso consiste nell’unirsi sempre più strettamente a Dio e nell’avvicinarsi sempre di più alla visione beatifica: nella vita morale tramite le azioni e nella preghiera tramite la Fede e la Carità, fin quando, alla fine della vita, il velo oscuro della Fede e la sofferenza ci saranno tolti per rivelare il Bene Sovrano, fine e meta di ogni aspirazione del cuore umano.

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