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La Gloria dell’Assunta (parte I)

Spiritualità29 Agosto 2020
Testo dell'audio

Se mente umana’, asserisce san Bernardo, ‘non può arrivare a capire la gloria immensa che Dio ha preparato in cielo a coloro che in terra L’hanno amato, come ci avvisò l’Apostolo, chi mai giungerà a comprendere quale goria abbia apparecchiata alla Sua diletta madre che L’ha partorito, che in terra L’ha amato più di tutti gli uomini; anzi, fin dal primo istante ch’ella fu creata, L’amava più di tutti gli uomini e di tutti gli angeli uniti insieme.’ Sant’Alfonso osserva: ‘Ha ragione dunque la santa Chiesa di cantare alla festa dell’Assunzione’ (avendo la Madonna amato Dio più di tutti gli angeli) che: ‘ella sia stata sopra tutti gli angeli sublimata in cielo.

In verità la Santa Vergine si è esaltata sopra degli angeli in modo che (secondo l’abate Guglielmo) lei non vede sopra di se collocato altri che il suo Figlio, Che è l’Unigenito di Dio, o in modo che (secondo Giovanni Gersone) costituisce in cielo una gerarchia a parte, la più sublime di tutte, e la seconda dopo Dio. Sant’Antonio soggiunge che siccome senza paragone differisce la padrona dai servi, così senza paragone è maggiore la gloria di Maria di quella degli angeli. In fatti questa verità è già espressa nella frase di salmo 44: ‘La regina sta alla sua destra’ che sant’Atanasio spiega dicendo: ‘Maria venne collocata alla destra di Dio.

La posizione preminente della Santissima Vergine si capisce quando si considerano le sue opere. Se è certo che Dio rimunera secondo i meriti, siccome scrisse l’Apostolo: ‘Rende a ciascuno secondo le sue opere’ certamente, dice san Tommaso, la Vergine superò il merito di tutti gli uomini ed gli angeli, e dunque dovette esser innalzata sopra tutti gli ordini celesti. In somma soggiunge san Bernardo: ‘Si misuri la grazia singolare che ella acquistò in terra; e quindi si misuri la gloria singolare che ella ottenne in cielo.’ Secondo l’espressione di la Colombière, la gloria della Madonna fu una gloria piena, una gloria compiuta, a differenza di quella che hanno in cielo gli altri santi. Perché gli altri santi avrebbero potuto meritare una gloria più grande se avessero servito ed amato Iddio con maggior fedeltà, e benché non desiderino in cielo niente più di quel che godono, nulladimeno in fatti avrebbero di che desiderare.

Mentre la Beatissima Vergine Maria desidera niente e niente ha ché desiderare. Non ha mai peccato, non ha mai perso, neanche offuscato, la divina grazia. ‘Non fece azione che non meritasse, non disse parola, non ebbe pensiero, non die respiro che non lo dirigesse alla maggior
gloria di Dio’; in somma, non mai si raffreddò o si fermò un momento di correre a Dio, niente mai perdeva per sua negligenza, cosicché sempre corrispose alla grazie con tutte le sue forze ed amò Dio quanto Lo poteva amare.


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Sant’Alfonso osserva che ogni santo, corrispondendo alla grazia ricevuta, si è reso eccellente in qualche virtù: chi nell’apostolato, chi nella penitenza, chi nella sofferenza, chi nella contemplazione; che perciò la Chiesa dice di ciascuno nel testo della santa Messa: ‘Nessuno si trovò che lo pareggiasse’ (non est inventus similis illi), ma ‘La Santissima Vergine, essendo stata ripiena di tutte le grazie, fu sublime più di ciascun santo in ogni sorta di virtù: fu apostola degli apostoli, regina dei martiri mentre pati più di tutti, fu gonfaloniera delle vergini, l’esempio dei coniugati, unì in se una perfetta innocenza con una perfetta mortificazione; unì in somma nel suo cuore tutte le virtù più eroiche che avesse mai praticate alcun santo. Per cui di lei fu detto: ‘Alla tua destra si sta la regina in manto d’oro, con ogni varietà d’ornamenti’ poiché, come dice un pio autore: ‘Tutte le grazie, i pregi, i meriti degli altri santi tutti si trovano congregati in Maria.’

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