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La cappella di Santa Maria Salome

Tesori d'Italia13 Dicembre 2021
Testo dell'audio

Secondo la tradizione, santa Salome raggiunse l’Italia, precisamente Veroli (Frosinone), in un anno imprecisato, insieme a san Demetrio ed a san Biagio. Stanca del viaggio, trovò ospitalità presso un pagano, ch’ella convertì e battezzò col nome di Mauro. Morì sei mesi dopo, il 3 luglio. Mauro raccolse le spoglie per la sepoltura in un’urna di pietra e per paura di subire il martirio, si nascose con l’urna nella spelonca di Paterno, morendovi tre giorni dopo.

Tempo dopo, alcuni pagani la trovarono, ma, credendo ci fosse all’interno un tesoro, restarono delusi nello scoprire delle ossa, perciò le gettarono sulla piazza del paese. Un uomo, che aveva letto la scritta sull’urna, si recò di notte sulla piazza a recuperare le ossa, che avvolse in una pezza di stoffa e nascose in una nuova urna sotto una rupe. L’uomo morì senza rivelare nulla, ma nel 1209 un anziano di nome Tommaso trovò il corpo dell’uomo e nella notte sognò san Pietro sottobraccio a santa Maria Salome, i quali gli confidarono dove trovare le sante reliquie. Tommaso si recò sul luogo e trovò le spoglie il 25 maggio.

Mentre i prelati mostravano le ossa alla folla, da una tibia sgorgò sangue vivo e si gridò al miracolo. La testa e le braccia furono collocate in teche preziose e conservate nella cattedrale di Veroli, al contrario delle altre ossa, che furono custodite dentro l’altare dell’oratorio edificato sul luogo del rinvenimento e proprio su questo sito sarà innalzata un’imponente basilica, in seguito eretta a concattedrale.

Il primo edificio di culto in onore di Salome, costruito sul luogo del ritrovamento delle ossa, è visibile dall’attuale cripta, accessibile da una scala posta nella navata di destra della Basilica di Veroli. Di fronte l’altare è collocata l’urna di pietra con epigrafe dedicatoria, che nel 1209 accolse le reliquie della santa.

 

Questo testo di Cristina Siccardi è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

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