< Torna alla categoria

Il trasporto divino della Santa Casa

Tesori d'Italia20 Dicembre 2021
Testo dell'audio

Tralasciando gli studi estemporanei ed inconsistenti, pregiudizialmente “chiusi” al soprannaturale, bisogna rilevare che dalle autorità ecclesiastiche del santuario lauretano è avvenuto ultimamente uno sforzo per ripristinare in qualche modo la tradizione storica del miracolo, anche con la celebrazione di un giubileo (8 dicembre 2019-10 dicembre 2021) con cui si è voluto commemorare il centenario della proclamazione della Madonna di Loreto a patrona dell’Aviazione, avvenuta nel 1920 per volontà di papa Benedetto XV, che con l’occasione ri­conobbe di nuovo ufficialmente – come tutti i Sommi Pontefici dei secoli precedenti – la verità storica dei voli miracolosi della Santa Casa.

Questo lodevole sforzo delle autorità ecclesiastiche attuali è tuttavia talvolta vanificato dalla mancata rimozione nel santuario di Loreto di un pannello illustrativo all’ingresso e di libri e libretti a disposizione dei pellegrini, che riportano ancora le vecchie ipotesi, più volte dimostrate false, di un trasporto umano di sante pietre della Casa di Maria, inducendo così confusione nei fedeli e suscitando il loro rammarico, in quanto testi che contraddicono i pronunciamenti del Magistero di tutti i secoli, pronunciamenti incisi anche su marmo nella stessa basilica lauretana con dichiarazioni solenni.

In proposito, c’è da rilevare anche la mancata richiesta, in occasione del giubileo, del ripristino della celebrazione liturgica della miracolosa traslazione della Santa Casa, per secoli stabilita dal Magistero.

Sarebbero sufficienti alcuni studi storici, archeologici e architettonici, nonché scientifici, a smentire ogni ipotesi di trasporto umano. Basti pensare in proposito all’insigne architetto Federico Mannucci, incaricato da Benedetto XV di esaminare le fondamenta della Santa Casa in occasione del rinnovo del pavimento, dopo l’incendio scoppiatovi nel 1921. Egli scrisse, nella sua relazione del 1923: «È sorprendente e straordinario il fatto che l’edificio della Santa Casa, pur non avendo alcun fondamento, situato sopra un terreno di nessuna consistenza e disciolto e sovraccaricato, seppure parzialmente, dal peso della volta costruitavi in luogo del tetto, si conservi inalterato, senza il minimo cedimento e senza una benché minima lesione sui muri».

L’architetto Mannucci dai suoi studi trasse, in sintesi, le seguenti conclusioni: 1) i muri della Santa Casa di Loreto sono formati con pietre della Palestina e cementati con malta ivi usata; 2) è assurdo solo il pensare ad un trasporto meccanico; 3) la costruzione della Santa Casa nel luogo ove si trova si oppone a tutte le norme costruttive ed alle stesse leggi fisiche. Quindi, si potrebbe dire, è già un miracolo il fatto stesso dell’attuale sussistenza delle Sante Pareti, che nessuno in modo umano può aver edificato lì dove si trovano.

 

Questo testo di Giorgio Nicolini è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

Da Facebook