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Il miracolo eucaristico di Siena

Arte e Cultura22 Aprile 2019
Testo dell'audio

L’Italia è terra di miracoli e fra questi i più straordinari sono i miracoli eucaristici. Era il 14 agosto 1730 quando a Siena se ne verificò uno, non subito percepito come tale, ma che nel tempo manifestò tutta la sua grandezza: 351 ostie consacrate, ritrovate dopo un furto, sono oggi ancora venerate, fresche come 270 anni fa, nell’artistica pisside della Basilica di San Francesco in Siena.

«A Siena, miracolo e mistero, mistero e miracolo si sono congiunti. Il miracolo che racchiude l’universo, il miracolo intrinseco vertice d’amore, il miracolo visibile fra i più stupefacenti della storia, sono qui nel tuo grembo, o gentile città della poesia, dell’arte, dei santi e della fede: città di Cristo innamorato, città delle sacre Particole immacolate, o Siena!».

Così si esprimeva il grande fisico del Novecento, il servo di Dio Enrico Medi (1911-1974), in ammirazione davanti a questo evento prodigioso che la scienza non riusciva a spiegare.

Come avevano potuto conservarsi intatte per oltre due secoli, nel colore, nel gusto, nella sostanza, contro ogni legge fisica e chimica, in condizioni del tutto sfavorevoli, delle Particole consacrate?


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Un miracolo eucaristico straordinario in cui l’intervento diretto di Dio è quanto mai evidente.

In Italia, vi era già stato l’evento prodigioso di Trani nell’anno 1000, di Bolsena nel 1263. Siena stessa, nel 1330, era stata protagonista di uno straordinario miracolo: un sacerdote, richiesto di amministrare i santi sacramenti a un contadino infermo, prese dal tabernacolo una particela consacrata e la depose, per leggerezza, tra le pagine del Breviario. Ma nell’aprire il libro, al momento di dare la S. Comunione, constatò, con immensa confusione e pentimento, che la particela rosseggiava di vivo sangue tanto da impregnare le due pagine tra le quali si trovava.

Una profanazione causa il miracolo eucaristico

Ma la nostra storia ha inizio esattamente quattro secoli dopo, nel 1730, quando ignoti malfattori, alla vigilia della festa dell’Assunzione, scassinano il tabernacolo della Basilica di San Francesco a Siena e asportano la pisside contenente 351 ostie consacrate. Scoperto il furto, lo sconcerto è tale che la città, con decisione quasi senza precedenti, decide di sospendere il Palio dell’Assunta e l’arcivescovo Alessandro Zondadari invita la popolazione alla preghiera e alla penitenza.


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Solo tre giorni dopo, il 17 agosto, le Sacre Particole vennero ritrovate in una vecchia cassetta per le elemosine nella chiesa di S. Maria in Provenzano. Dopo averle accuratamente raccolte ed esaminate e accertato che si trattava di quelle rubate, il 18 agosto, con solenne processione guidata dall’arcivescovo e seguita da tutto il popolo senese, le Ostie vennero riportate nella Chiesa di San Francesco.

Per il grande desiderio di adorare il Signore, di riparare l’offesa da Lui ricevuta e ringraziarLo per il prodigioso ritrovamento, le Particole consacrate non vennero consumate dai religiosi Minori Conventuali né distribuite ai fedeli ma bensì esposte alla venerazione.

Tuttavia, con il passare del tempo, le Particole vennero in qualche modo “dimenticate” e solo dopo quasi cinquant’anni si scoprì che esse erano rimaste assolutamente intatte sin dall’aspetto, non avendo nemmeno assunto una colorazione diversa da quando erano state fabbricate. Iniziarono dunque le prime ricognizioni che si susseguirono per decenni e tutte dimostrarono sempre il perfetto stato di conservazione delle Sacre Particole.


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Oggi esse sono diventate 223 perché nel corso delle verifiche veniva anche data la S. Comunione a qualche testimone particolarmente responsabile ed esperto per saggiarne il sapore, risultato, esso pure, non alterato. La scienza ha dunque ripetutamente confermato che la sostanza di “vero pane” era immutata nel corso dei secoli andando contro qualsiasi legge naturale. E questa è la grandezza dell’azione divina, superiore alle forze e alle leggi della natura, che testimonia, con il miracolo, la realtà permanente di Gesù Cristo nel sacramento eucaristico.

 

Questo di Maddalena della Somaglia è tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it

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