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Il Castello di Soragna. Mille anni di fede, storia ed arte

Tesori d'Italia09 Aprile 2021
Testo dell'audio

Il castello di Soragna, superbamente conservato, è uno scrigno che dischiude ad ogni stanza sorprendenti tesori: quattro torri difendono gli angoli dell’imponente struttura a pianta quadrata, mentre al centro della facciata principale in laterizio si erge una più stretta torre d’ingresso, istoriata con lo stemma dei Meli Lupi, stemma che sovrasta l’arco d’accesso coperto da una volta decorata con un affresco dell’Assunzione della Vergine.

Un elegante porticato introduce al cortile interno, circondato da una fitta rete di rampicanti. Procedendo verso l’ala destra del castello, si entra nella Sala del Baglione, commissionata da Diofebo II e caratterizzata da grottesche rinascimentali realizzate intorno al 1580 dal pittore bolognese Cesare Baglione. Di qui si apre la Sala Gialla, che ospita quattro affreschi del pittore Nicolò dell’Abate sulla figura mitologica di Ercole, e la Camera della Sposa, che contiene il letto ottocentesco di nozze del marchese Casimiro I Meli Lupi e di Anna Grillo di Mondragone.

Sul lato sinistro del porticato si dispiega invece il monumentale Scalone d’Onore, progettato dall’architetto Carlo Draghi, che conduce alla maestosa Grande Galleria, affrescata nel 1696 da Ferdinando e Francesco Galli da Bibbiena con scene celebrative della dinastia Meli Lupi, ed alla Galleria Gonzaga, decorata nel XX secolo dal pittore Tito Poloni su richiesta della principessa Giuseppina. L’appartamento nobile si apre con la Sala delle donne forti, voluta dal marchese Giampaolo IV Meli Lupi agli inizi del Settecento e decorata con gli episodi biblici di Giaele e Sisara e di Giuditta ed Oloferne.

Il potere e la rilevanza che la dinastia dei Meli Lupi rivestì nel corso dei mille anni di storia, che ci separano dall’XI secolo, sono tuttora manifeste nella spettacolare magnificenza che irradia il castello di Soragna, residenza della famiglia e patrimonio universale di storia, arte e fede: esso racconta in ogni sua stanza un frammento di quel passato, che ha costruito la nostra identità occidentale e cristiana.


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Questo testo di Lorenzo Benedetti è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

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