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I viri probati, usciti dalla porta, rientreranno dalla finestra?

Pensieri e Voce15 Aprile 2020
Testo dell'audio

Siamo disposti a fare una scommessa. A scommettere che di qua a qualche mese, un anno o giù di lì, la questione dei viri probati per l’Amazzonia spunterà fuori di nuovo, a dispetto delle polemiche, del libro scritto da Benedetto XVI e dal cardinale Sarah, e dalle modifiche che – secondo diversi esperti – l’Esortazione Apostolica del Pontefice regnante, Querida Amazonia avrebbe subito prima di essere resa pubblica.

Chi vuole giocare, lo dica, siamo pronti. Ma pensiamo di non sbagliare, se vediamo che cosa è accaduto nei giorni scorsi; quello che ci fa pensare che il Pontefice regnante non abbia abrogato, o corretto in nessun modo il Documento Finale del Sinodo per l’Amazzonia, comprese le formulazioni più discutibili, e che si sia limitato a non includerle nella sua Esortazione.

Nei giorni scorsi il cardinale brasiliano Claudio Hummes, che ha fatto della battaglia sui Viri Probati (uomini sposati di una certa età a cui verrebbero affidati compiti analoghi a quelli dei sacerdoti) una ragione di vita, ha scritto una lettera in qualità di Presidente della Rete ecclesiale panamazzonica per annunciare un’Organizzazione Episcopale Amazzonica, che si chiamerà OEP.

La nascita di questa nuova organizzazione è stata prevista dal Documento Finale. Attenzione vediamo bene con quali obiettivi: “Sarebbe un organismo episcopale permanente e rappresentativo che promuove la sinodalità nella regione amazzonica, articolato con il Celam, con una propria struttura, in una organizzazione semplice e articolata anche con il REPAM. In questo modo, potrebbe essere il canale efficace per assumere, dal territorio della Chiesa latinoamericana e caraibica, molte delle proposte emerse in questo Sinodo. Sarebbe il collegamento che articola reti e iniziative ecclesiali e socio-ambientali a livello continentale e internazionale”.


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Fate attenzione a questa frase: assumerebbe “Molte delle proposte emerse in questo Sinodo”. Allora, non bisogna essere particolarmente maligni o perspicaci per immaginare che fra le tante proposte contenute nel documento finale – che come possiamo ricordare – non ha una particolare valenza giuridica o ecclesiale, posto che il Sinodo è un organo consultivo , c’era quella dell’ordinazione ad experimentum dei viri probati, per le comunità amazzoniche che non hanno un sacerdote residente, e poi se non ricordiamo male c’era anche qualche cosa sul ruolo delle donne…Bene, direte voi: l’Organizzazione Episcopale Panamazzonica però che poteri ha? Questo non è ancora chiaro, e nei prossimi mesi dovrà darsi una forma, uno statuto, delle strutture…intanto però bisogna dire che la nuova organizzazione ha già avuto l’approvazione papale. Ha detto in un’intervista il cardinale Claudio Hummes, che OEP: “Dovrebbe essere un organismo dinamico, vicino alla gente, che cammina con la gente, che ascolta la gente e che, con la gente, decide le pratiche per costruire questi nuovi percorsi per la Chiesa in Amazzonia e per un’ecologia integrale. In questo modo, contribuirà senza dubbio ai sogni di Papa Francesco, i sogni di una Chiesa più sinodale, missionaria, misericordiosa e più povera con i poveri, in cammino verso le periferie. Il Sinodo per l’Amazzonia è stato storico, nessun sinodo precedente è stato così sinodale e riformatore come questo”. I Viri Probati usciti dalla porta dell’Esortazione Apostolica rientreranno dalla finestra? Scommettiamo?

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