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I Santi patroni del Trentino

Tesori d'Italia06 Settembre 2021
Testo dell'audio

I Santi patroni del Trentino sono più volte ripresi dai diversi Comuni: troviamo santa Maria Maddalena, san Lorenzo, san Vito, santa Margherita d’Antiochia di Pisidia, san Rocco, sant’Antonio abate, santa Caterina d’Alessandria, san Cristoforo, san Martino di Tours, santo Stefano, i santi Pietro e Paolo, san Bartolomeo, san Giacomo il maggiore, san Giorgio, san Sebastiano, san Valentino, sant’Agata, san Nicola di Bari, san Biagio, san Pietro Canisio, santa Lucia, i santi Filippo e Giacomo, san Giuliano di Le Mans e alcuni santi del bacino francese, nonché due santi dal culto proveniente dall’area veneta, sant’Antonio e santa Giustina da Padova.

Oltre a san Vigilio da Trento, di cui già si è parlato in queste pagine e che è patrono di diversi Comuni del Trentino, troviamo il beato Enrico, patrono di Bolzano. Operaio analfabeta, lavorò nella sua terra d’origine; di ritorno da un pellegrinaggio a Roma con la moglie e il figlio Lorenzo, si stabilì vicino a Treviso. Prese dimora a Biancade, dove per vent’anni fece il boscaiolo e l’uomo di fatica. Ormai anziano, rimasto vedovo, visse in una catapecchia situata presso l’attuale tempietto a lui dedicato a Treviso, mendicando per i poveri della città e coinvolgendo nella sua mirabile carità anche il Vescovo e il Signore della città, che lo stimavano e lo ammiravano. Già in vita, era nota la sua facoltà di intercedere per ottenere miracoli, ma i prodigi si moltiplicarono dopo la sua morte.

Sant’Ulrico di Augusta (890-973) di origine tedesca, nacque e crebbe nella famiglia dei conti di Dillingen ad Augusta in Baviera e ricevette la sua educazione ecclesiastica nel noto monastero svizzero di San Gallo. Dopo aver terminato gli studi, ritornò ad Augusta da suo zio, il vescovo sant’Adalberone, che morì nel 909. Ulrico, nel 923, divenne egli stesso vescovo di Augusta, con l’appoggio del nonno materno, il duca di Svevia. Tre anni dopo, i magiari invasero la zona, la saccheggiarono e bruciarono la cattedrale della città. Egli ristabilì coraggiosamente l’ordine, ricostruendo la fiducia e la prosperità del suo gregge. Abile amministratore, fu un grande e venerato pastore. Inoltre, fondò il monastero di Santo Stefano e fece restaurare quello di Sant’Afra, insieme a diverse chiese parrocchiali.

Altro santo patrono particolare del Trentino è san Zeno di Verona, protettore di Naturno e Pelugo. Nato in Africa, visse nel IV secolo, nel tempo in cui l’imperatore Giuliano, detto l’Apostata, cercava di ristabilire i culti pagani, combattendo il Cristianesimo; allo stesso tempo, l’eresia ariana imperversava tanto in Oriente quanto in Occidente. Ottimo predicatore, erudito e paterno, come appare dai suoi Sermoni, fu vescovo esemplare. La tradizione racconta che l’umilissimo pastore pescasse nell’Adige per i suoi pasti frugali, per questo il suo attributo iconografico è il pesce, ed è considerato il patrono dei pescatori d’acqua dolce.


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Questo testo di Cristina Siccardi è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

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