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I Santi e le anime del Purgatorio

Catechesi08 Giugno 2020
Testo dell'audio

Queste rivelazioni sono in pieno accordo con gl’insegnamenti della teologia e con quelli della maggior parte dei dottori, i quali affermano che tali angeli custodi introducono le anime nel Purgatorio e le mettono in comunicazione con noi ispirandoci di pregare per esse e facendo poi loro conoscere chi caritatevolmente le suffragò; e quando è finito il tempo dell’espiazione, le conducono al cielo e vengono talvolta ad annunziare a noi la loro liberazione.

Le stesse cose attestano molte rivelazioni e vite dei Santi, di modo che non è a dubitare che questi angeli benedetti siano gl’intermediari naturali fra il Purgatorio e la terra. – Ma oltre a ciò vi sono gli angeli che fanno da intermediari fra il cielo e il Purgatorio. Vedemmo già com’essi offrono a Dio i suffragi che da noi si fanno pei defunti, e come apportano a questi i sollievi che Iddio misericordiosamente loro concede.

Ogni volta poi che nostro Signore o la Vergine santissima si degnano di scendere in quel luogo di pena, sono accompagnati dagli angeli, i quali col loro splendore e colla loro presenza recano non poco sollievo a quelle anime. E non è a meravigliarsi di ciò, se si pensi che queste sono destinate a far parte un giorno dei cori angelici e cantare insieme con essi le lodi del Signore.

D’altro lato se mentre quelle anime erano viatrici sulla terra gli angeli non disdegnarono di accompagnarle e difenderle di continuo, perché non dovrà essere altrettanto in quel luogo di pena? Per mostrarci fino a qual punto arriva l’interesse che gli angeli prendono per il Purgatorio, il Rossignoli riferisce che nel monastero domenicano di santa Caterina in Napoli, essendovi il pio costume di recitare ogni sera innanzi di coricarsi il Vespro de’ morti, affinché prima di dar riposo al corpo si recasse qualche sollievo a quelle povere anime, ed essendo accaduto una volta che in seguito ad un lungo lavoro sostenuto nella giornata le suore stanche omettessero questa pia pratica, uno stuolo di angeli discesi dal cielo si pose a recitare nel coro del monastero il solito Ufficio, onde quelle anime non fossero defraudate di quel suffragio.

Non è da escludere anzi, molte rivelazioni dimostrano che ai Santi del Paradiso sia concesso di intercedere per le anime purganti, specialmente se in vita furono devote di loro. Ciò naturalmente in virtù della Comunione dei Santi, per cui è forte il vincolo che lega i Santi del Cielo alla Chiesa purgante. I fondatori d’Ordini, conservando sempre per quelli che furono loro figli l’affetto di padri tenerissimi, non mancano delle più amorose cure per ottenerne la liberazione quando li veggono condannati fra quelle fiamme. S. Filippo Neri fu visto dopo morte circondato da uno stuolo di religiosi della sua congregazione che erano stati tutti salvati da lui. S. Francesco d’Assisi promise ai suoi frati di scendere in Purgatorio, dopo la loro morte, per liberarli, purché fossero stati fedeli osservanti della regola, e in ispecie della santa povertà.

Nostro Signore stesso lo aveva privilegiato di questo dono, e un gran numero di fatti che si leggono nelle Cronache dei Minori ci confermano questa notizia. Un altro privilegio che vediamo riservato a non pochi Santi è quello di poter liberare molte anime nel giorno del loro ingresso in Paradiso, il che ci è attestato in modo speciale dal fatto di frate Egidio, uno dei primi dodici discepoli di S. Francesco, il quale nel giorno in cui morì ebbe dal Signore, in compenso delle sue virtù, la grazia di liberare la maggior parte delle anime che si trovavano in quel momento in Purgatorio, e portarle con sé in cielo (Vita B. Aegidii apud Boll.).

Lo stesso si legge di S. Giovanni di Nivelle, canonico della cattedrale di Liegi nel Belgio; anzi riferisco qui i particolari del fatto perché mi sembrano importantissimi (Catimpé, Apum, lib. II, c. 3t, n. 5). In una chiesa, davanti ad un sacerdote, una donna nota pei suoi cattivi costumi, la quale sciogliendosi in lacrime, ad alta voce gridava: – Padre, confessatemi, confessatemi. – Fra lo stupore generale del popolo il predicatore la esortò a calmarsi e ad attendere la fine della predica; tacque ella infatti, ma dopo pochi istanti ecco tornar di nuovo ad esclamare: – Abbiate pietà di me disgraziata peccatrice e concedetemi l’assoluzione de’ miei enormi peccati. Impostole nuovamente silenzio, ella sedette, ma poco dopo: esclamò: – Non tardate, Padre mio, ve ne supplico; il dolore de’ miei peccati mi dilania ed io me ne muoio. – Ed in così dire cadde stesa sul pavimento e spirò.

Il predicatore desolato e pentito per non aver dato ascolto immantinente a quell’infelice, esortò i suoi uditori stupefatti ad unirsi a lui in preghiera per scongiurare la divina misericordia ad aver pietà di quell’anima ed a fargli conoscere in quale stato si trovasse all’altro mondo. Ed avendo egli a tal fine digiunato per tre giorni continui, in capo alla terza notte la defunta gli apparve col volto luminoso e sorridente, dicendogli: – Io sono la peccatrice morta in chiesa, per la quale tu hai pregato e fatto pregare, e me ne vado ora libera dalle pene che mi era meritate per le mie innumerevoli colpe, perché essendo oggi passato di vita il servo di Dio Giovanni Nivelle, canonico di Liegi, il Signore gli ha concesso la grazia di poter liberare dopo morte molte anime del Purgatorio, fra le quali io pure sono stata compresa. – Il predicatore affrettatosi a scrivere a Liegi per assicurasi della verità del fatto, seppe dai canonici di quella cattedrale che precisamente in quel giorno, in cui aveva detto la defunta, era spirato il servo di Dio Giovanni di Nivelle.

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