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I Padri dell’Occidente (Parte II)

Liturgia03 Giugno 2021
Testo dell'audio

Ricchi di profondo insegnamento sul sacrificio dell’Eucaristia sono gli scritti di S. Agostino († 430). “Abramo era allora, in verità, benedetto da Melchisedec, che era sacerdote dell’Altissimo Dio. Di questi ultimi molte cose notevoli sono scritte nella Lettera agli Ebrei. Poi è apparso per la prima volta (in senso figurato) il Sacrificio che è attualmente offerto dai Cristiani in tutto il mondo (sacrificium quod nunc a Christianis offertur toto orbe terrarum), e con il quale si è compiuto molto tempo dopo ciò che di questo evento è stato detto dal Profeta a Cristo, che non era ancora apparso nella carne: “Tu sei sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchisedec.”

Può qualcuno ancora dubitare di Chi questo fu detto, ora che non c’è da nessuna parte un sacerdozio e sacrificio secondo l’ordine di Aronne, e quando ovunque il sacrificio viene offerto attraverso il Sommo Sacerdote Cristo, prefigurato da Melchisedec? – “A che altro si riferiscono queste parole: ‘Non c’è per l’uomo altro bene, fuori del mangiare e del bere’ (Eccl. 8, 15), se non alla partecipazione a quella tavola che il Sacerdote e Mediatore della Nuova Legge, secondo l’ordine di Melchisedec, prepara Egli Stesso col Suo Corpo e Sangue? Perché questo Sacrificio ha preso il posto di tutti i sacrifici dell’Antica Legge, che sono stati offerti come ombre del futuro Sacrificio. Perciò riconosciamo nelle parole del Salmo 39 la voce del Mediatore che parla profeticamente: ‘Non hai preteso olocausto e sacrificio per il peccato, un corpo invece Tu mi hai plasmato’. Perché invece di tutti quei sacrifici e oblazioni, il Suo Corpo viene sacrificato e somministrato ai partecipanti (pro illis omnibus sacrificiis et oblationibus corpus ejus offertur et participantibus ministratur).

S. Gaudenzio, Vescovo di Brescia († attorno al 410) ci ha lasciato diverse chiare testimonianze riguardanti il carattere sacrificale della Messa. Nell’Antico Testamento molti agnelli figurativi furono immolati; ma nella Nuova Alleanza “Uno morì per tutti, e lo Stesso in ogni casa di Dio trasmette rinnovato vigore, in quanto Egli è offerto sotto le apparenze del pane e del vino, – Egli trasmette la vita a coloro che credono, santifica coloro che consacrano, in quanto Egli è consacrato (in mysterio panis ac vini reficit immolatus, vivificat creditus, consecrantes sanctificat consecratus)”. Dio purifica e illumina i nostri cuori per la conoscenza dei misteri divini, in modo che “comprendiamo la causa e la ragione del Sacrificio celeste istituito da Cristo, al fine di rendere grazie a Lui per il Suo ineffabile dono (a Christo instituti sacrificii coelestis causam rationemque noscamus, inenarrabili dono ejus sine fine gratias relaturi)”.

Papa S. Leone Magno († 461) traccia una precisa distinzione tra il sacerdozio universale (non quello reale) e quello particolare (reale). “Il segno della Croce fa diventare re tutti coloro che sono rinati in Cristo, ma l’unzione dello Spirito Santo li consacra come sacerdoti, affinché tutti coloro che in spirito e verità sono cristiani, indipendentemente dal servizio particolare del nostro ufficio sacerdotale (praeter istam specialem nostri ministerii servitutem), partecipino ad una stirpe regale e ad una dignità sacerdotale. Poiché cos’è tanto regale come lo spirito che ha sottoposto il corpo al dominio di Dio? E cos’è tanto sacerdotale come dedicare al Signore una coscienza pura, e presentarGli sull’altare del cuore immacolati sacrifici di devozione (vovere Domino conscientiam puram et immaculatas pietatis hostias de altari cordis offerre)?” Egli dice che Cristo nell’Ultima Cena ha istituito il Sacrificio del Nuovo Testamento: “Perseverando fermamente nel suo decreto, e imperterrito nell’esecuzione della volontà del Padre Suo, pose fine all’Antico Testamento e fondò la nuova Pasqua. Poiché, mentre i discepoli sedevano con Lui a tavola, per partecipare alla mistica cena (ad edendam mysticam coenam), e mentre i Giudei stavano deliberando nel Tribunale di Caifa in che modo ucciderlo, Cristo istituì il Sacramento del Suo Corpo e del Suo Sangue, e li istruì su quale tipo di vittima dovesse essere offerta a Dio (corporis et sanguinis sui ordinans sacramentum docebat, qualis Deo hostia deberet offerri)”.


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Egli dimostra anche che nel Sacrificio di Cristo le figure dell’Antica Legge hanno trovato il loro compimento e la loro consumazione. “Tu hai attirato tutti a Te, o Signore, perché, strappando il velo del tempio, il Santo dei Santi è stato tolto agli indegni sommi sacerdoti, la figura è oltrepassata nella realtà, la profezia nel suo compimento, e la legge nel Vangelo. Tutto hai attirato a Te stesso, o Signore, in modo che al presente, quando il mistero è compiuto e rivelato (pleno apertoque sacramento), la pietà di tutte le nazioni celebra ciò che in precedenza nel tempio di Giudea era stato solennizzato mediante simboli figurati (obumbratis significationibus).

Al momento il patrimonio dei diaconi (ordo levitarum) è più splendido, la dignità dei sacerdoti (seniorum) è maggiore e l’unzione dei vescovi (sacerdotum) è più santa, perché la Tua Croce è la fonte di tutte le benedizioni, la causa di tutte le grazie; da essa i fedeli ricevono forza invece di debolezza, onore invece di ignominia, e vita invece di morte. Ora, quando i molteplici sacrifici di animali sono cessati, l’unico Sacrificio del Tuo Corpo e del Tuo Sangue prende il posto di tutti gli altri sacrifici (omnes differentias hostiarum una corporis et sanguinis tui implet oblatio); “poiché Tu sei il vero Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo, Tu hai compiuto in Te Stesso tutti i misteri, in modo che al posto di tutti i sacrifici vi è un solo Sacrificio (sicut unum est pro omni victima sacrificium), per questo tutte le nazioni formano un solo regno (la Chiesa).”

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