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Giusto è Iddio

Catechesi13 Gennaio 2020
Testo dell'audio

Nella vita di S. Margherita da Cortona (Bolland., 22 Febbr.) si legge di due mercanti, passati all’altra vita lasciando impegni di giustizia non soddisfatti, i quali, per grazia di Dio, comparvero alla Santa chiedendole che avvertisse i loro parenti di soddisfare per loro, poiché altrimenti non sarebbero passati alla gloria degli eletti. Quando poi la restituzione riesce assolutamente impossibile, trova Iddio, nei segreti della sua Giustizia, i mezzi per supplirvi.

Giusto è Iddio, e giusti sono i suoi giudizi e i suoi disegni” e senza numero sono le vie attraverso alle quali salva le anime. Un giorno in cui S. Margherita Maria Alacoque stava pregando per due personaggi molto illustri e potenti in questo mondo, le fu rivelato che uno di essi era condannato per molti anni in Purgatorio, e che tutte le preghiere e le Messe numerosissime, che si celebravano in suo suffragio, venivano applicate dalla giustizia di Dio ad alcune famiglie, che da detto personaggio erano state rovinate o danneggiate per mancanza di carità e di giustizia, e siccome a quei disgraziati non erano rimasti mezzi per far celebrare Messe dopo morte, il Signore vi suppliva in questo modo. (Vita della Santa. Lettera della M. Greyfie sua Superiora).

Quanto alle mancanze contro la carità, Iddio usa rigore estremo sopratutto quando son commesse da anime a lui consacrate; e la ragione è chiara. Dio è amore, come dice san Giovanni, e quindi non v’è cosa che più gli dispiaccia quanto le inimicizie, i rancori, le maldicenze, i giudizi temerari e tutti que’ falli contro la carità, che purtroppo si riscontrano spesso nelle persone più pie e di più esemplare condotta.

Nella vita della Santa Margherita si legge che due religiose, per le quali ella pregava dopo la loro morte, le furono mostrate giacenti nel carcere del Purgatorio, una di esse soffrendo pene incomparabilmente più atroci di quelle dell’altra. Per la qual cosa ne ascriveva a colpa sopratutto quei difetti contrari alla carità reciproca e a quella santa amicizia che deve regnare nelle comunità religiose, ed alla quale avendo ella contravvenuto, erasi meritata, fra le altre punizioni, quella di non usufruire dei suffragi che la comunità faceva ed offriva a Dio per lei, ricevendo unico sollievo nei suoi mali dalle preghiere di tre o quattro persone della stessa comunità, per le quali ella vivendo aveva avuto meno stima ed affezione (Vita della Santa – Lettera della M. Greyfie). Ecco dunque, secondo le più autentiche rivelazioni, i diversi castighi inflitti dalla divina Giustizia ai diversi peccati. Domandiamoci adesso quale sarebbe il nostro posto in Purgatorio – ammesso di meritarci solo il Purgatorio – e procuriamo di non cadervi.


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