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Dov’è il Purgatorio?

Catechesi04 Novembre 2019
Testo dell'audio

Ecco tracciata a grandi tocchi la storia del culto dei morti; dal che risulta che le sentenze del Concilio di Trento, la Tradizione cattolica e le rivelazioni dei Santi sono concordi nello stabilire in modo irrefragabile la credenza del Purgatorio. Ora si presenta l’altra questione importantissima del luogo ove il Purgatorio si trovi. La Chiesa non si è mai pronunziata su questo argomento, lasciando i teologi liberi nelle loro opinioni. Vedremo quello che pensano i mistici, c’intratterremo sulle rivelazioni dei Santi; intanto riportiamo una interessantissima pagina del prof. Chollet (I nostri defunti; P. II, cap. II).

Fuor di dubbio il Purgatorio è luogo di prigionia e può dirsi pure che l’anima vi è in certo modo incatenata. Di fatti il Purgatorio è un castigo fatto di fuoco probabilmente materiale; ed ogni materia occupa dello spazio. Di più l’anima è preda di questo fuoco e vi è abbandonata per divina potenza ne può sfuggirne fino al momento della sua completa purificazione. Tuttavia essa conserva dei contatti col mondo esteriore. Vedremo più tardi, che il fuoco della divina giustizia, sebbene terribile e materiale realtà, è fornito di qualità che lo fanno ben differente da quello che consuma il legno arido o rende liquido il metallo arroventato.

Sopratutto è fenomeno che appartiene al di là, vale a dire ad un ordine materiale diverso da quello del nostro mondo sensibile. Al modo stesso che i corpi risuscitati, sia degli eletti che dei reprobi, sebbene corpi veri rivestiranno delle qualità assolutamente diverse da quelle della vita presente, così pure il fuoco che tormenterà questi ultimi possederà un carattere speciale. Chi impedisce d’altronde di considerare il fuoco del Purgatorio come una materia avente analogia nelle sue qualità spirituali con quelle dei corpi glorificati? E se così è, questo fuoco non potrebbe avere come appunto i corpi glorificati, come il corpo eucaristico del Salvatore, una localizzazione diversa da quella dei corpi terrestri?

Oltre a ciò non è punto necessario supporre riunito in una sola massa ardente tutto il fuoco che tormenta le anime; non v’è nessuna necessità di sostenere che il fuoco che purifica l’anima di Pietro abbia a trovarsi nel luogo stesso e insieme a quello che purifica l’anima di Paolo. Questo fuoco si apprende all’anima e la chiude fra le sue vampe; l’anima col suo senso misterioso è avviluppata dentro questo ardore; ma perché non potrebbe ella allo stesso tempo che vi è imprigionata raggiare al di fuori, e vedere intorno a sé?


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Quel fuoco d’altronde non è assegnato, come pare, ad un luogo fisso. Aderente all’anima, la segue in ogni moto, l’invade tutta del suo misterioso ardore e con lei si trasferisce, a guisa di fornace accesa nel cuore, che il suo ardore diffonde in tutto l’organismo, circola nelle vene e nelle arterie, irraggia nei nervi e nei muscoli, in qualunque luogo divora la sua preda.

Se così è, il Purgatorio parrebbe piuttosto uno stato che un luogo; e lo stato delle anime giuste ma non del tutto purificate, sarà simile alla condizione dolorosa dei figli che hanno offeso il padre e son privi per qualche tempo di vederne l’aspetto; al supplizio di cuori amanti, straziati dal rimorso delle offese che rammentano fatte al padre amato. Nello stesso modo sarà il castigo del fuoco. L’anima trascinerà seco il suo supplizio, come l’augellino ferito dal piombo micidiale, porta seco infissa nel fianco la morte e corre l’aria con volo doloroso. Essa non avrà perduto perciò ogni contatto con questo mondo, come non l’ha perduto col cielo.

Ciò premesso, dato che, come si è accennato sopra, siamo in un campo assai libero, veniamo alle rivelazioni dei Santi. Santa Francesca Romana ci fa sapere che il Purgatorio non è che uno scompartimento dell’Inferno, che secondo la Santa sarebbe diviso in quattro parti, la prima delle quali costituisce il vero e proprio inferno dei dannati, che trovasi al centro, mentre le altre parti costituirebbero il Purgatorio, il Limbo dei santi Padri, e il limbo dei fanciulli morti senza battesimo.


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La descrizione di Santa Francesca Romana è conforme alla opinione di S. Tommaso, secondo il quale il fuoco del Purgatorio è tutto simile a quello dell’Inferno. Tuttavia non è escluso che la giustizia divina permetta talvolta che le anime soddisfino alla pena dei loro falli nei luoghi stessi dove peccarono o vissero, o si rivelino comunque in determinati luoghi. Non mancano antiche rivelazioni narrate da S. Gregorio Magno (libr. 4 Dial. cap. 40 e 55) e da S. Pier Damiani negli scritti intorno ai miracoli del suo tempo.

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