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«Cui multum datum est…»

Catechesi17 Febbraio 2020
Testo dell'audio

Riferiamo ancora qualche esempio, che ci dimostri con quanta severità siano punite da Dio le mancanze contro i voti di povertà e di obbedienza. Del voto di castità non parliamo, poiché coloro che non temono di macchiare sacrilegamente il loro corpo dopo di averlo donato allo Sposo Divino, non hanno posto al Purgatorio, ma molto più giù. Dagli Annali dei Padri Cappuccini togliamo il racconto seguente.

Frate Antonio Corso, celebre per il suo zelo nella penitenza, mortificava continuamente il suo corpo più di quanto la regola non prescrivesse. Per molti anni portò giorno e notte sulla nuda carne un cilizio pungentissimo; per nutrimento non prendeva che poco pane, ed acqua per bere. Negli ultimi anni della sua vita limitò a tre volte alla settimana questo misero pasto e raddoppiò le sue preghiere e le sue penitenze.

Nella Settimana Santa si disciplinava per cinque ore di seguito, dandosi colpi di cilizio numerosissimi. Or bene, chi non avrebbe creduto che quell’anima sarebbe scampata senz’altro alle pene del Purgatorio? Invece la sorte fu ben diversa. Dopo la morte apparve un giorno il defunto all’infermiere del convento, al quale svelò il suo stato con queste parole: – Grazie alla misericordia divina io sono salvo, quantunque per un peccato commesso contro la santa povertà, tanto raccomandata dal nostro serafico Padre, meritassi l’Inferno.

La Vergine Santa mi ha ottenuto la liberazione, ed ora sono condannato soltanto ad espiare il mio peccato in Purgatorio, poiché Iddio non tollera macchia alcuna nelle anime che vanno presso di lui. S. Maria Maddalena de’ Pazzi racconta di una religiosa trattenuta per alcuni giorni in Purgatorio per mancanze che a noi sembrerebbero leggerissime, come quella di aver fatto senza necessità certi lavoretti da donna in giorni festivi o di aver portato troppa affezione ai suoi parenti.


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La pena sarebbe stata ancora più dura se non l’avessero resa accetta a Dio la sua fedeltà nell’osservanza della regola, la sua purità di intenzione e la sua carità verso le consorelle. A proposito poi delle mancanze di carità dei religiosi, nella vita di S. Luigi Bertrando si legge come essendosi il Santo trattenuto una notte dopo mattutino in coro a pregare, vide comparirsi un religioso, circondato di fiamme, che gettandosi ai suoi piedi lo supplicò di volergli perdonare una parola ingiuriosa, che vivendo aveva pronunziato contro di lui molti anni innanzi, e solo per la quale diceva di essere condannato da Dio in Purgatorio; implorava quindi da lui per carità una Messa sola, che sarebbe bastata a liberarlo da quelle pene. Avendo il Santo soddisfatto al desiderio del defunto, lo vide nella notte seguente glorioso e raggiante salire al cielo (Vita S. Ludovici, in Diario Dominicano, 10 Octobris).

Questo esempio valga da solo a farci pensare seriamente all’espressione di N. Signore nel Vangelo: Chiunque dirà al suo fratello: Tu sei pazzo, sarà condannato al fuoco (Matt., 5, 22). S. Margherita M. Alacoque vide in sogno una religiosa morta molto tempo prima, la quale le disse di soffrire assai in Purgatorio, ma che la pena maggiore con cui Dio la castigava era quella di farle vedere di continuo una delle sue parenti precipitata nell’Inferno. A tale rivelazione la Santa si svegliò tanto sofferente da sembrare che la defunta le avesse impresso nel corpo le sue pene, e siccome, trattandosi di un sogno, non voleva prestarvi troppa fede, quell’anima non le concedeva riposo e le ripeteva continuamente all’orecchio: – Pregate Iddio per me; offritegli le vostre sofferenze in unione a quelle di Gesù ed a sollievo dell’anima mia.

Fate per me tutto ciò che potrete fino al primo venerdì del mese in cui vi comunicherete in mio suffragio. – Tutto ciò fu eseguito dalla Santa con permesso della superiora; nondimeno le sue sofferenze aumentando la spossavano orribilmente e non le permettevano più di prender riposo; e poiché per riparare le forze l’obbedienza l’avea costretta a stare in letto, ecco quell’anima venirle nuovamente vicino, e rimproverandole la sua pigrizia e le sue comodità, additarle il letto di fuoco su cui essa giaceva in Purgatorio, letto orribile e tormentoso, sul quale ogni più leggera mancanza contro la regola veniva punita severamente con speciale castigo; e soggiungeva: – Vorrei che tutte le anime consacrate a Dio potessero vedere il mio stato; se potessi far loro conoscere la grandezza delle mie pene e quelle ancor maggiori riserbate a chi non corrisponde alla vocazione avuta, camminerebbero tutte con ardore per la strada della virtù e dell’osservanza della propria regola. Perciò le persone consacrate al Signore con la professione religiosa devono attentamente vigilare sopra ogni loro parola, sopra ogni loro azione e pensiero, per non rimanere un giorno colpite dalla severa giustizia di Dio.


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