< Torna alla categoria

Contro il neo-giacobinismo urge una contro-rivoluzione

Analisi e commenti20 Luglio 2020
Testo dell'audio

Quindici mesi dopo il rogo di Notre Dame, una nuova cattedrale è stata avvolta dalle fiamme in Francia. E’ la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Nantes, un capolavoro del gotico fiammeggiante la cui prima pietra è stata posta nel 1434. Sul carattere doloso del gesto non ci sono dubbi. Il procuratore della Repubblica di Nantes Pierre Sennès, ha dichiarato che sono stati trovati tre grandi inneschi nella cattedrale, preparati per far esplodere l’incendio.

La cattedrale di Nantes entra così nella lista delle basiliche e chiese francesi che hanno subito violenti attentati negli ultimi anni: Sainte Thérèse a Rennes nel luglio 2018; la chiesa del Sacro Cuore di Angouleme nel gennaio 2019; Saint Jacques a Grénoble nel gennaio 2019; la cattedrale de Saint Alain de Laveur nel febbraio 2019: Saint-Sulpice a Parigi nel marzo 2019; Notre Dame a Parigi il 15 aprile dello stesso anno, e una settimana dopo Notre Dame de Grace d’Eyguières.

L’elenco è lungo, ma incompleto, e dimostra l’esistenza di un piano preordinato, di una volontà di distruzione non improvvisata, ma scientifica e sistematica. Questa volontà di distruzione viene da lontano e non è solo francese. Viene da lontano perché la devastazione delle chiese e delle cose sacre, ha caratterizzato la Rivoluzione francese e la Rivoluzione comunista. C’è un celebre quadro che ritrae l’archeologo francese Alexandre Lenoir mentre, durante la Rivoluzione francese. cerca di fermare i fanatici iconoclasti. Era l’epoca in cui le tombe dei re di Francia vennero profanate, le statue di Notre Dame furono abbattute e la cattedrale ribattezzata “Tempio della Ragione”.

La Rivoluzione conosce il linguaggio dei simboli, come la conosce chiunque odia la Chiesa e la Civiltà cristiana. Per questo chi ama la Chiesa e la Civiltà cristiana deve difenderne i simboli, che siano una cattedrale in Francia o una statua di Cristoforo Colombo negli Stati Uniti. L’iconoclastia non è solo francese, ma internazionale, come abbiamo visto negli ultimi mesi, quando la la guerra ai simboli della Cristianità e dell’Occidente si è sviluppata in Inghilterra, negli Stati Uniti ed in altri Paesi.


Sostieni RRL

Informazioni Personali

Totale Donazione: €10,00

La furia iconoclastica che oggi muove gli agitatori del movimento Black Lives Matter è la stessa che animava i terroristi dell’Isis in Medio Oriente: il denominatore comune è l’odio viscerale verso la Civiltà cristiana. Mentre la cattedrale di Nantes bruciava, la sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha disposto che il 15 agosto non si festeggerà la festa dell’Assunzione al cielo della Vergine, bensì la “festa dei gatti”. Il quotidiano Il Giornale del 18 luglio ricorda che nel 2017, in nome del multiculturalismo, la stessa Anne Hidalgo proibì i tradizionali mercatini natalizi sugli Champs-Elysées, perché le bancarelle con le statuette e i quadretti rappresentativi della Natività e del culto cristiano non erano, a suo dire, “adeguati” alla strada parigina.

Il Giornale ricorda che l’ideologia laicista della sindaca si è manifestata anche nel dibattito sulla ricostruzione della cattedrale di Notre Dame, con la Hidalgo che si è più volte dichiarata contraria alla ricostruzione esatta della guglia del tempio, preferendo soluzioni architettoniche moderniste all’antica e tradizionale foggia dell’edificio religioso. Come rileva lo stesso quotidiano: “l’ossessione della prima cittadina nell’occultare e rimuovere i simboli del millenario passato cristiano di Parigi e della Francia si concilia però, incredibilmente, con un forte atteggiamento di favore, da parte della medesima esponente socialista, verso l’islam.”

Infatti, l’Hotel de Ville, il municipio parigino, epurato per ordine della Hidalgo dalla presenza di qualsiasi richiamo alla cristianità, apre periodicamente le porte, per decisione della stessa rappresentante della sinistra, a iniziative celebrative del credo maomettano. Ogni anno, la sindaca socialista organizza appunto nelle sale del Comune una festa dedicata alla fine del Ramadan, con il rettore della Grande Moschea di Parigi che è un ospite quasi fisso agli eventi indetti dalla giunta e la Hidalgo dice che il Ramadan “una festa che fa parte del patrimonio culturale francese”, mentre dello stesso patrimonio non fanno parte né le feste, né i monumenti cristiani. Negli anni della Rivoluzione francese, il giacobinismo suscitò una Contro-Rivoluzione. E’ ora che questo avvenga anche per il neo-giacobinismo del XXI secolo.


Sostieni RRL

Informazioni Personali

Totale Donazione: €10,00

Da Facebook