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Commento al Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion di Montfort – Parte XXVIII

Il Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine28 Maggio 2020
Testo dell'audio

Il settimo capitolo del Trattato è dedicato agli effetti meravigliosi della devozione a Maria in un’anima che vi è fedele.

Il primo effetto è la conoscenza e disprezzo di sé. Scrive san Luigi: “Con la luce che lo Spirito Santo ti darà per mezzo di Maria, sua cara Sposa, conoscerai il tuo cattivo fondo, la tua corruzione e la tua incapacità a qualsiasi bene, se Dio non ne è il principio, come autore della natura e della grazia. E in conseguenza di questa conoscenza ti disprezzerai e penserai a te con orrore” (n. 213).

San Luigi riprende quanto ha detto al n. 79 e al numero 213 dice: “Ti riterrai come una lumaca che guasta tutto con la sua bava o come un rospo che infetta tutto col suo veleno, o come un serpente malizioso il quale non cerca che di ingannare”.

Se queste immagini ci sembrano troppo forti, esagerate, se urtano la nostra sensibilità, vuol dire che abbiamo un’eccessiva stima di noi e abbiamo bisogno di esercitarci a pensare proprio come insegna san Luigi. La vera devozione a Maria ci aiuterà in questo. “L’umile Maria ti farà partecipe della sua profonda umiltà, la quale ti porterà al disprezzo di te stesso senza disprezzare alcuno, nonché all’amore stesso del disprezzo” (n. 213).


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L’umiltà è il fondamento della fede. E il secondo effetto della vera devozione è quello di farci partecipare alla fede di Maria e mantenerla in tutta la sua purezza e la sua integrità. Già al n. 209, il santo ha detto che “un vero figlio di Maria giammai sarà ingannato dal maligno, né cadrà in qualche formale eresia. Dove Maria è la guida, ivi non si troveranno né lo spirito maligno con le sue illusioni, né gli eretici con le loro subdole astuzie: “quando lei ti sostiene non cadi”.

Al numero 214 afferma che “la santa Vergine ti farà parte della sua fede, che fu sulla terra più grande della fede di tutti i patriarchi, dei profeti, degli apostoli e di tutti i santi”.

Più ti guadagnerai la benevolenza di Maria, e più fede pura avrai nella vita: una fede pura che ti farà trascurare il sensibile e lo straordinario, una fede viva e animata dalla carità, da farti operare per puro amore di Dio. Una fede ferma e incrollabile come una roccia che ti farà rimanere fermo e costante in mezzo agli uragani e alle tempeste; una fede operante e penetrante come misteriosa chiave, che ti lascerà entrare in tutti i misteri di Cristo, nei fini ultimi dell’uomo e nel cuore stesso di Dio. Una fede coraggiosa che ti farà intraprendere e condurre a buon termine grandi cose per Dio e la salvezza delle anime, senza esitare. Infine una fede che sarà la tua arma potente, la tua vita, il tuo tesoro nascosto della divina sapienza, la tua fiaccola ardente di cui ti servirai per rischiarare quelli che sono nelle tenebre e nell’ombra della morte; per infiammare quelli che sono tiepidi e bisognosi dell’oro bruciante della carità; per dare la vita a quelli che sono morti per il peccato; per toccare e rovesciare con le parole soavi e potenti, i cuori di marmo e i cedri del Libano, e infine per resistere al diavolo e ai nemici della tua salvezza”.


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Forti di questa fede i figli e schiavi di Maria, gli apostoli degli ultimi tempi, avanzano tranquilli contro i nemici e la Madonna, dice san Luigi al numero 210, “li accompagna come un esercito pronto a dare battaglia: come una schiera a vessilli spiegati”. Le parole del Cantico dei Cantici, un cantico di amore e di guerra, risuonano ancora nel Trattato che si avvia alla conclusione.

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