< Torna alla categoria

Commento al Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion di Montfort – Parte XXVII

Il Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine27 Maggio 2020
Testo dell'audio

Il VI capitolo del Trattato è dedicato ad una pagina biblica che prefigura la vera devozione a Maria. E’ la storia di Giacobbe e di Esaù, narrata nella Bibbia e precisamente nel libro della Genesi, dal capitolo 25 al capitolo 27. La premessa è che Esaù vendette a Giacobbe il diritto di primogenitura per un piatto di lenticchie. Il diritto di primogenitura aveva un grande significato spirituale: era la benedizione celeste promessa da Dio alla posterità di Abramo. Ma Esaù, pur obbedendo al padre ed essendo da lui amato, disprezzava la primogenitura al punto da venderla per un infimo bene terreno come un piatto di lenticchie. Fu un atto formale, che ebbe le sue conseguenze quando Isacco venne a morire, e comandò ad Esaù di andare a caccia per avere di che mangiare e poi benedirlo. La madre Rebecca che amava teneramente Giacobbe, gli ordinò allora di ricoprirsi dei vestiti del fratello e di sostituirsi a lui, per assicurargli questo privilegio, dice il santo, “con un’astuzia tutta santa e piena di mistero” (n. 185).

Isacco, che era cieco, credette di benedire Esaù e benedisse invece Giacobbe. Esaù quando scoprì quanto era accaduto divenne furioso, ma Isacco, pur sorpreso, non ritrattò quanto aveva fatto, ma lo confermò, perché vide il dito di Dio in quell’avvenimento e la benedizione divina, una volta data è irrevocabile. Allora Esaù chiese al padre un’altra benedizione, che Isacco gli diede, ma era diversa dalla divina, perché era una benedizione della terra, il che fece concepire a Esaù un odio così velenoso contro Giacobbe, che aspettava solamente la morte del padre per ucciderlo. E Giacobbe “non avrebbe potuto evitare la morte, se la madre Rebecca non l’avesse difeso con le sue industrie e i buoni consigli che egli seguì” (n. 185).

San Luigi ricorda come secondo tutti i santi Padri e gli interpreti della S. Scrittura, Giacobbe è la figura di Gesù Cristo e dei predestinati ed Esaù è la figura dei riprovati. Questi riprovati vendono il loro diritto di primogenitura, ossia le delizie del Paradiso per un piatto di lenticchie, cioè per i piaceri della terra e odiano e perseguitano sempre i predestinati, apertamente o segretamente. I predestinati amano la vita interiore e sono sottomessi e obbedienti alla loro madre, la Santissima Vergine, come Giacobbe lo fu a Rebecca; “gli Esaù, al contrario, perdono la benedizione proprio per mancanza di sottomissione alla Vergine” (n. 198).

Maria ama i suoi consacrati, “di una tenerezza non superata da quella di tutte le madri del mondo”. Anzi, dice il santo “mettete, se è possibile, tutto l’amore naturale che le madri di tutto il mondo hanno per i loro figlioli, nel cuore d’una sola madre per un unico figlio: certamente questa madre amerà molto questo figlio. Tuttavia Maria ama ancora più teneramente i suoi figli, di quanto questa madre non amerebbe il suo” (n. 202).


Sostieni RRL

Informazioni Personali

Totale Donazione: €10,00

Solo immaginando la vastità di questo amore possiamo capire come Maria, guida, difende e protegge in ogni occasione i suoi figli e schiavi e infine, conclude san Luigi, “dopo ch’ella ha colmato dei suoi favori i suoi figli e fedeli servi, dopo che ha ottenuto loro la benedizione del padre celeste e l’unione con Gesù Cristo, ella li conserva in Gesù Cristo e conserva Gesù in essi. Li custodisce e veglia sempre su di essi, affinché non perdano la grazia di Dio e non cadano nei lacci del nemico: trattiene i santi nella loro pienezza e li fa perseverare sino alla fine” (n. 212).

Da Facebook