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Commento al Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion di Montfort – Parte XXVI

Il Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine26 Maggio 2020
Testo dell'audio

Il quinto capitolo del Trattato della vera devozione è dedicato a spiegare quali sono i motivi che ci spingono a consacrarci a Gesù Cristo per mezzo di Maria.

Il primo motivo è che questa devozione ci fa dare senza riserva, a Gesù e a Maria, tutti i pensieri, parole, azioni e sofferenze e tutto il tempo della nostra vita, disfacendoci di un certo spirito di proprietà che si insinua nelle migliori azioni (nn. 136-137).

Il secondo motivo è che questa devozione ci fa seguire l’esempio di Gesù Cristo, “che non disdegnò di rinchiudersi nel seno della Santa Vergine come un prigioniero e schiavo d’amore e di esserle sottomesso e obbediente per trent’anni”(n. 139).

Il terzo motivo è che con questa devozione abbiamo tutto da guadagnare, perché ci spogliamo di tutto, ma in realtà acquistiamo un bene che non ha paragoni nell’universo. Maria, capolavoro di Dio, ci appartiene se ci doniamo a Lei. Essa infatti vedendo che uno si dona interamente a Lei, lo immerge nell’abisso delle sue grazie.


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Il quarto motivo è che questa devozione procura la maggior gloria di Dio. Quasi nessuno opera per questo fine, perché non conosce dov’è la maggior gloria di Dio e non vuole compierla. La Madonna conosce e fa e le nostre azioni, pensieri e parole, abbandonate alle sue mani, vengono offerte da Lei alla maggior gloria di Dio.

Il quinto motivo è che questa devozione è una via facile, breve, perfetta e sicura per arrivare. all’unione con Nostro Signore, nella quale il cristiano trova la sua perfezione. “E’ una via facile, per la pienezza di grazia e dell’unzione dello Spirito Santo di cui è piena; camminando in essa uno non si stanca, né ritorna indietro. E’ una via breve che in poco tempo ci conduce a Gesù Cristo. E’ una via perfetta in cui non v’è fango, non c’è polvere, né la minima macchia di peccato. Infine è una via sicura che ci conduce a Gesù Cristo e alla vita eterna in modo diritto e sicuro, senza sbandamento alcuno” (n. 168).

Il sesto motivo è che questa devozione conferisce una grande libertà interiore, la libertà dei figli di Dio a coloro che la praticano fedelmente. La consacrazione toglie qualsiasi scrupolo e timore servile dell’anima e dilata il cuore con una santa confidenza in Dio.


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Settimo motivo è che questa devozione procura grandi beni al prossimo. Per comprendere l’eccellenza di questo motivo, scrive il santo, “bisognerebbe conoscere quale bene sia il convertire un peccatore, liberare un’anima del purgatorio, bene infinitamente più grande che creare il cielo e la terra, poiché si dà all’anima il possesso di Dio” (n. 172).

L’ottavo motivo infine è che questa devozione è un mezzo ammirabile di perseveranza.

L’uomo infatti è incapace di custodire il tesoro delle sue grazie, delle sue virtù e dei suoi meriti, mentre la Madonna non solo distribuisce le grazie, ma le conserva. Dunque, afferma il santo: “con questa devozione, uno affida alla Vergine fedele quanto possiede, prendendola come depositaria universale di tutti i beni di natura e di grazia” (n. 173).


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San Luigi si avvia alla conclusione del capitolo con queste parole: “Quanto è felice quell’uomo che ha dato tutto a Maria, che si affida e si perde in tutto e per tutto in Maria! Egli è tutto per Maria e Maria è tutta per lui” (n. 179)

Avviciniamoci dunque a Maria con le parole di san Luigi: Tuus totus ego sum et omnia mea tua sunt.

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