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Commento al Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion di Montfort – Parte XXV

Il Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine25 Maggio 2020
Testo dell'audio

La consacrazione a Maria può essere chiamata anche “una perfetta rinnovazione dei voti e delle promesse del santo battesimo” (n. 126). Il battesimo ci introduce nel cammino della fede. La consacrazione ci introduce nel cammino della perfezione cristiana. La vera devozione completa, rinnova e perfeziona il battesimo.

San Luigi lo spiega in questo modo: “Ogni cristiano, prima del battesimo, è schiavo del demonio, perché gli appartiene. Egli rinuncia a Satana, alle sue seduzioni e alle sue opere, precisamente nel suo battesimo, da sé o per mezzo del padrino e della madrina, e sceglie Gesù Cristo per suo padrone e salvatore sovrano, per dipendere da lui in qualità di schiavo d’amore. E’ ciò che si compie con la presente devozione: si rinuncia (come è indicato nella formula della consacrazione) al demonio, al mondo, al peccato e a sé stessi e ci si dona interamente a Gesù Cristo per le mani di Maria. Anzi si fa qualche cosa di più, perché nel battesimo si parla ordinariamente per bocca altrui, cioè per mezzo del padrino o della madrina e non ci doniamo a Gesù Cristo che inconsciamente, mentre in questa devozione ciò avviene volontariamente e con cognizione di causa”.

Ma qual è la formula di consacrazione a cui san Luigi si riferisce? La formula originale non figura nel manoscritto della sua opera, che è pervenuto a noi privo della prima parte e degli ultimi fogli. Ma si tratta con tutta probabilità del medesimo Atto di consacrazione a Gesù Cristo Sapienza Incarnata per le mani di Maria che troviamo in un’altra sua opera, L’amore di Gesù eterna sapienza. Ed è questa la formula che utilizzano tutti coloro che vogliono consacrarsi a Maria secondo il metodo insegnato da san Luigi Maria Grignion di Montfort.

La parte centrale della consacrazione è questa:


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“Io… peccatore infedele, rinnovo e ratifico nelle tue mani i voti del mio battesimo, rinunzio per sempre a Satana, alle sue vanità e alle sue opere, e mi dò interamente a Gesù Cristo, Sapienza Incarnata, per portare dietro a lui la mia croce tutti i giorni della mia vita.

E affinché gli sia più fedele che per il passato ti scelgo oggi o Maria, alla presenza di tutta la Corte celeste per mia Madre e padrona. A te come uno schiavo io abbandono e consacro il mio corpo e l’anima mia, i miei beni interni ed esterni, e il valore stesso delle mie buone opere, passate, presenti e future, lasciandoti l’intero diritto di disporre di me e di tutto ciò che ni appartiene, senza alcuna eccezione, a tuo piacimento, per la maggior gloria di Dio, nel tempo e nell’eternità”.

Con questa devozione, spiega san Luigi al n. 142: “si offre e si consacra tutto ciò che si è e tutto ciò che si possiede alla santissima Vergine, affinché Nostro Signore riceva per mezzo suo la gloria e la riconoscenza che gli si deve. Riconoscendoci indegni e incapaci di avvicinarci alla sua maestà infinita da noi stessi, ci serviamo dell’intercessione della santissima Vergine”.


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Avvicinandoci a Nostro Signore non da noi stessi, ma attraverso l’intercessione della santa Vergine, noi compiamo un atto di perfetta di umiltà. Il santo lo ha ricordato tante volte nel Trattato: il segreto della gloria di Maria è la sua umile e perfetta dipendenza da Dio. L’umiltà deve essere la caratteristica dei veri devoti di Maria, che con questo atto di consacrazione si fanno totalmente dipendenti da Lei, per amarla e servirla più perfettamente e, attraverso di lei servire ed amare più perfettamente Gesù Cristo.

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