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Commento al Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine di san Luigi Maria Grignion di Montfort – Parte IX

Il Trattato della Vera devozione alla Santa Vergine09 Maggio 2020
Testo dell'audio

Il Trattato della vera devozione a Maria potrebbe essere anche definito un Trattato della vera devozione allo Spirito Santo. Pero se è vero che le grandezze di Maria non sono state ancora conosciute come meritano, ancora meno conosciuto è il ruolo dello Spirito Santo nella storia e nella nostra vita personale.

Il papa Leone XIII ha dedicato allo Spirito Santo un’importante enciclica, anch’essa poco conosciuta, la Divinum illud munus del 1897, in cui ci ricorda come si deve attribuire allo Spirito Santo l’opera più grande che Dio abbia mai compiuto fuori di sé: L’Incarnazione del Verbo. Infatti, dice Leone XIII, il grande mistero della divina bontà, che è l’Incarnazione fu causato dall’ immenso amore di Dio-Trinità per l’uomo, e all’interno della Santissima Trinità, lo Spirito Santo è l’eterno amore.

I due misteri dello Spirito Santo sono l’Incarnazione, che riguarda la misteriosa unione tra Maria e lo Spirito Santo, che ha prodotto Gesù, e la Pentecoste, cioè la discesa dello Spirito Santo sulla Madonna e sugli apostoli, che ha prodotto la Chiesa, cioè il Corpo Mistico di Gesù.

La seconda venuta di Gesù Cristo – ci dice san Luigi – sarà il trionfo del suo Corpo Mistico, la Chiesa, grazie ai prodigi ancora una volta prodotti dall’unione tra Maria e lo Spirito Santo. Questi prodigi saranno compiuti nelle anime degli eletti in cui Maria, sposa dello Spirito Santo, ha posto le sue radici.

Da quanto ha finora detto, il santo trae due conclusioni.

La prima è che a Maria appartengono gli eletti: essi fanno parte della sua dote e del suo regno. Maria “ha diritto e dominio nelle loro anime per una grazia singolare dell’Altissimo, che, avendole dato potere sull’unico e naturale suo Figlio, glielo ha dato pure sopra i suoi figli adottivi, non solamente quanto al corpo, il che sarebbe poca cosa, ma anche quanto all’anima” (n. 37).

E san Luigi proclama: “Maria è la regina del cielo e della terra per grazia, come Gesù ne è il Re per natura e per conquista. Ora, come il regno di Cristo consiste principalmente nel cuore, ossia nell’interiore dell’uomo secondo quelle parole: “Il regno di Dio è dentro di voi” (Lc, 17, 21), così il regno della santissima Vergine è principalmente nell’interiore dell’uomo, cioè nella sua anima, ed è principalmente nelle anime che ella è glorificata col suo Figlio più che in tutte le creature visibili e noi possiamo chiamarla con i santi la Regina dei cuori” (n. 38).

La seconda conclusione è che “la santissima Vergine, essendo necessaria a Dio di una necessità che si chiama ipotetica, che cioè dipende dalla sua volontà, Ella è assai più necessaria agli uomini per conseguire il loro ultimo fine. Non bisogna dunque confondere la devozione alla santissima Vergine con la devozione agli altri santi, come se non fosse più necessaria e solo di supererogazione” (n. 39).

Da quanto san Luigi ha finora detto da una parte si intravede la totale dipendenza degli eletti da Maria, che troverà espressione nella pratica della perfetta schiavitù; dall’altra la necessità per ogni uomo della devozione a Maria per salvarsi, perché chi si salva, si salva per mezzo di Maria e chi si danna, si danna perché vuole esserle estraneo, la rifiuta e non le appartiene.

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