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Veroli molto, molto tempo fa…

Tesori d'Italia22 Novembre 2021
Testo dell'audio

La presenza cristiana presso il territorio di Veroli, in provincia di Frosinone, è radicata sin dal principio della storia della Chiesa.

Secondo la tradizione, l’evangelizzazione di questa città si dovrebbe a san Maria Salomé. La vicina città di Ferentino sarebbe stata, invece, evangelizzata niente meno che da san Pietro. Vi sono ragioni per ritenere che queste comunità cristiane vadano ricondotte alla generazione immediatamente successiva a quella apostolica, tesi comprovata, oltre che dai numerosi reperti archeologici, anche dalla vicinanza con la città di Roma.

Nel 743 Veroli divenne sede episcopale, garantendo una maggiore sicurezza rispetto, probabilmente, alla sede più antica, Frosinone. Veroli si collocava, infatti, in una posizione relativamente lontana dalle strade maggiormente “trafficate”, come la grande arteria della Via Latina. Importante centro dello Stato della Chiesa, passarono da qui pontefici e imperatori, che vi scrissero grandi pagine di storia.

Papa Alessandro III, al secolo Rolando Bandinelli, per esempio, vi giunse nel 1170, vi abitò per tre anni e vi ricevette Eberardo, vescovo di Bamberga, latore di proposte imperiali, nell’ambito dello scontro fra i Comuni guelfi, schierati con il pontefice, e i Comuni ghibellini, schierati con Federico I di Svevia, meglio conosciuto come Barbarossa. I due si incontrarono presso il monastero di san Erasmo, fondato da san Benedetto durante il suo viaggio da Subiaco a Montecassino. Le trattative fallirono presto, in quanto l’imperatore non aveva mai riconosciuto la legittimità del pontificato di Alessandro III, tant’è che, alla morte del predecessore, papa Adriano IV, gli aveva contrapposto un antipapa, Vittore IV, al secolo Ottaviano de’ Monticelli.

Il trasferimento ad Avignone della cattedra di Pietro, cui il territorio di Veroli era tanto saldamente legato, comportò, insieme alle incursioni normanne, un periodo d’instabilità, al termine del quale, però, la città emerse quale sapiente mediatrice fra il Sud, controllato appunto dai Normanni, ed il Nord della penisola, sotto il controllo germanico.

Sul finire del XVIII secolo, il vento di rivoluzione che imperversava in territorio francese prese a soffiare anche a Veroli. Come è noto, nel 1798 le truppe di Napoleone conquistarono lo Stato Pontificio, costringendo Pio VI alla fuga: fu l’atto di nascita della Repubblica Romana. Nel biennio che precedette questi fatti, l’intera diocesi di Veroli fu scenario di numerosi miracoli mariani. In un focolaio di violente rivolte, cui presero parte anche diversi chierici, il vescovo Antonio de Rossi fu protagonista di un intenso lavoro di mediazione, reso vano, secondo i reazionari, dalla sua decisione di giurare fedeltà a Napoleone.

 

Questo testo di Anna Adami è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it

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