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Verità e realtà del Sacrificio Eucaristico (Parte V)

Liturgia22 Aprile 2021
Testo dell'audio

Quale meraviglioso amore ha manifestato il Sacro Cuore di Gesù nell’istituzione del Sacrificio incruento dell’Eucaristia! Come avrebbe potuto questo amore divinamente umano, inconcepibile, indescrivibile manifestarsi in modo più toccante? Di fronte al Sacro Cuore immerso nel sanguinoso oceano dei dolori amari della morte e spezzato nella morte, esso è divampato ancora una volta in fiamme divine irradiando amore alla celebrazione del Sacrificio Eucaristico e Sacramento, proprio come lo splendido bagliore del sole al tramonto all’orizzonte. – Poco tempo prima della sua dolorosa e ignominiosa morte, “la notte”, dice il Vangelo, “in cui Gesù fu tradito”, Egli ci ha lasciato tutto ciò che è più prezioso e più adorabile nel mistero dell’altare.

Era giunta per Lui l’ora di uscire da questo mondo, perché anche la sua santa umanità si impossessasse di quella gloria e di quello splendore che aveva condiviso con il Padre prima della creazione del mondo. Poiché Egli, il Buon Pastore, amava i Suoi che erano nel mondo, li amò con un amore eterno fino alla fine. Sì, Egli ha amato i Suoi fino alla fine, cioè non solo fino alla fine della Sua vita, ma fino alla fine dei tempi; perché Egli rimarrà sull’Altare per il bene dei Suoi, finché saranno pellegrini in questo mondo viandanti in questa terra sconosciuta lontano dal loro paese celeste, dove Egli li ha preceduti, per preparare palazzi per loro nella Casa di Suo Padre.

Egli desidera essere e rimanere con i figli della salvezza nel mistero dell’Eucaristia, dimorando lì per il loro bene come Vittima perpetua e come pane quotidiano dell’anima, fino a che il Banchetto Sacramentale sulla terra trovi il suo compimento nel regno di Dio (Luca 22, 15 -16), fino al momento in cui essi mangeranno e berranno al banchetto della gioia e della felicità celesti a quella tavola, dove il Signore si cingerà le vesti e passando fra loro li servirà (Luca 22, 29; 12, 37). – Egli ha amato i suoi fino alla fine, cioè fino all’estremo limite, in modo che non potesse amarli con amore più grande o più intimo.

Non aveva nulla di più prezioso a Sua disposizione che il migliore fra i doni – il Mistero del Suo Corpo e Sangue, niente di meglio che Se stesso con la Sua divinità e umanità, con tutte le ricchezze e i tesori della redenzione. Il Monte Calvario non è bastato per l’ardore del Suo amore, non è venuto abbastanza presto per Lui. Prima che il Suo Sangue scorresse in limpidi torrenti da mille ferite, Egli lo avrebbe sparso e lo avrebbe fatto scorrere misticamente nel calice; prima che il Suo Corpo fosse consumato come una fragrante vittima sulla Croce nel fuoco dei tormenti, Egli ha l’ha voluto dare e spezzare per noi già nell’Ultima Cena sotto l’apparenza del pane. Questo sacrificio incruento del suo Corpo e del suo Sangue, secondo le indicazioni della sua ultima volontà, secondo il testamento del suo Cuore infiammato d’amore, deve essere perpetuato sino alla conclusione del mondo!


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Così grande l’amore che Egli portava per noi,
A tormenti e morte Egli aggiunge ancora di più;
Nella Sala della Cena, Egli dona Se stesso,
Il suo pegno di amore – per vivere per sempre con noi.
Sotto l’apparenza del pane e del vino,
Egli è il nostro cibo, il nostro nutrimento divino;
Sulla Croce Egli ha dato con gioia la Sua vita,
Sull’Altare, Il Suo stesso Sacrificio salverà.
Come per la gloria eterna del Suo nome,
il Suo sacerdozio continua sempre lo stesso, –
In sacrificio al Padre, ogni giorno il suo Sacro Cuore
Lo spinge, per offrire Se stesso da parte nostra!

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