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Stupidario buonista cattolico dopo Nizza

Pensieri e Voce04 Novembre 2020
Testo dell'audio

Monsignor de Moulins-Beaufort presidente dei vescovi di Francia ha  dichiarato, dopo le uccisioni di Nizza e altri fatti analoghi che “Siamo in guerra contro questa ideologia dell’islamismo”.

Badate bene, non contro l’islam, ma contro l’ideologia dell’islamismo, che, ovviamente appare cosa ben diversa. Anche se ci sono pochi dubbi, in chi ha orecchie per intendere e occhi per vedere – e anche un cervello per capire – che l’islam in sé è una religione imperialista e tesa alla conquista del mondo non islamico. Basterebbe per capirlo la distinzione che il mondo islamico fa fra Dar all’Islam, la casa dell’islam, e dar al harb, la casa della guerra, cioè ii resto del mondo, ancora non sottomesso. Ma questa frase del vescovo francese è stata sufficiente per provocare due reazioni che lasciamo a voi giudicare.

“Noi siamo in guerra è una frase che non  vorrei mai ascoltare dalla bocca di un cristiano”, scrive un certo Guido Dotti, che a quanto mi dicono appartiene alla Comunità di Bose. E gli fa eco un padre domenicano, Claudio Monge op. che gli fa il controcanto: “Ancora meno da parte di un vescovo che dovrebbe pesare con molta più intelligenza e prudenza le sue parole! E poi amerei ben sapere a quale teologia fa riferimento”.

Come se mons. de Moulins-Beaufort avesse dichiarato la crociata, e non avesse semplicemente preso atto di quanto sta accadendo in tutta Europa (ma queste anime belle seguono un pochino di cronaca, che so da Vienna, per esempio?).


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Ma d’altronde che cosa ci si può aspettare? Il vescovo di Porto, Manuel Linda, in un suo tweet sostiene che “L’attentato di ieri nella cattedrale di Nizza non è la lotta dell’islam contro il cristianesimo; è il risultato del preconcetto di quegli europei che non solo non fomentano il dialogo interculturale e interreligioso, e sono sempre con il dito puntato ad accusare le religioni”.

Questa singolare presa di posizione – accompagnata dalla frase “evidentemente condanno l’attentato” – ha provocato decine di commenti sul web, e la grandissima maggioranza di essi era tutt’altro che elogiativa. Ora, è vero che il clero attuale può fare e dire qualunque cosa, visti gli esempi che gli vengono dall’alto, ma attribuire alla mancanza di dialogo un atto efferato come quello di Nizza, ai danni di persone innocue e innocenti che pregavano, e organizzato molto probabilmente dal Paese d’origine dell’assassino, la Tunisia – manca il dialogo anche lì? – rappresenta certamente uno sforzo di irrealtà ideologica e imbecille di prima grandezza. Aspettiamo che mons. Manuel Linda possa ricevere prima o poi una berrette cardinalizia.

Già, perché questo campionario di stupidità buoniste è perfettamente in linea con l’afasia del Pontefice regnante, che ben si è guardato da indicare da dove viene questo orrore. Ha invitato il popolo francese a reagire al male con il bene, e la pratica è chiusa. Tanto chiusa che neanche all’Angelus di domenica ha sentito il bisogno di ricordare le anime di quei poveri cristiani uccisi in odium fidei a Nizza. Di chiedere, almeno, di pregare per le loro anime.


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