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Le fonti dell’autoinganno

Spiritualità15 Gennaio 2019
Testo dell'audio

Quali sono le fonti dell’autoinganno? Facendo parte della superbia, l’autoinganno appartiene alla ‘Carne’ o, in altre parole, alla Natura caduta. La Carne, il nemico interno dell’uomo, può motivarlo in modo diretto, con i propri moti, o in modo indiretto, tramite il mondo esterno o il demonio. Guardiamo prima l’operazione diretta dell’autoinganno, poi la sua operazione indiretta.

 

      1. Autoinganno diretto

Ci sono due motivi principali dell’autoinganno diretto: la paura di conoscerci come siamo, e l’egocentrismo.

 

L’autoconoscenza

L’autoinganno diretto opera tipicamente tramite la paura: la paura dello sconforto che ci porta la conoscenza delle proprie mancanze. Pochi uomini cercano la conoscenza di se stessi e pochi la vogliono: perché pochi desiderano il dolore (anche se è salutare), essendo l’autoconoscenza dolorosa sia nell’acquisizione, sia nel possesso.

Ci conosciamo poco, e preferiamo rimanere nell’ignoranza di noi stessi per evitare il dolore, benché conteniamo nell’anima una capacità quasi infinita per il male; come ci insegnano d’altronde le rivelazioni spiacevoli che ci sta facendo costantemente la vita quotidiana.

Ma è imprudente ignorare queste rivelazioni, solo perché dolorose, quando dovremo rendere conto del male che ci rivelano sul giorno del Giudizio! Ed è disonesto ignorarle, sopratutto nella vita religiosa, quando tutti pretendono di amare Dio sopra ogni cosa! Una vita spirituale senza una bella porzione di inquietudine non è spirituale affatto, ed una vita religiosa, di cui il principio formale è il conforto e l’agio universali, è del tutto risibile.

No, mentre la mancanza, o piuttosto il rigetto completo, dell’ autoconoscenza è la causa di tanti mali spirituali, un’autoconoscenza affidabile è la base di ogni principio sovrannaturale e di ogni virilità religiosa.

 

Egocentrismo

Un secondo genere di autoinganno diretto è l’egocentrismo. La vanità ne è il modo più universale. Tutti quanti apprezziamo noi stessi ad un prezzo assurdamente alto. Anche quando il buon senso ci impedisce di aprire la bocca, stiamo sempre commentando le proprie azioni tra noi e noi in maniera molto parziale, e spesso anche in maniera del tutto geniale e con enorme fantasia. Amiamo i propri progetti fino ad escludere completamente la gloria di Dio dalla sfera del nostro influsso. Niente è troppo esagerato per la vanità del nostro egocentrismo.

Ci sono tre cose, però, che la limitano: la nostra conoscenza del Mondo che si oppone alle assurdità dell’io; il senso dell’umorismo e del ridicolo, che è d’altronde un grande aiuto per la santificazione; e la Grazia stessa, che ci insegna a sopprimere questi moti smisurati di presunzione.

Un altro modo di essere egocentrici è il soffermarsi su se stessi. L’io, secondo una legge della propria natura, deve per forza vedersi in modo sbagliato. La madre non può vedere nessun difetto nel bambino che sta accarezzando: agli occhi suoi la creatura bruttissima nelle braccia è del tutto meravigliosa. Ma l’io che coccola l’io – neanche la madre la più devota non si avvicina che minimamente a questi eccessi di fantasticherie.

Soffermarsi su se stessi è un tipo di oppio spirituale: niente può uscirne fuori se non i fantasmi. Un esempio ne è il confondere sentimenti con fatti, desideri con pratiche, così che infine né l’autoingannato né nessun altro possa discernere tra sogno e realtà.

Un terzo modo di essere egocentrici è leggittimare il male che facciamo. Anche in questo caso stiamo quasi sempre commentando segretamente le nostre azioni, leggittimando quelle cattive. Siamo pronti ad ammettere che alcune nostre azioni, o più spesso omissioni, sono cattive, ma riteniamo che ci sia qualcosa del tutto particolare nelle proprie circostanze che rendono queste azioni meno cattive per noi rispetto che per altri.

Talvolta per il nostro temperamento, talvolta per la nostra salute, talvolta per la nostra posizione, talvolta per la provocazione che abbiamo ricevuto. A volte ci perdoniamo con il più leggero rimprovero, perché ci sembra che si sia manifestata una piccola nostra debolezza, anche se il nostro carattere ha pure un altro lato molto buono, che non è mica da trascurare; anzi, ci sembra anche giusto di rammentarcene in questa situazione per darci conforto o qualche piccola ricompensa. E insomma chi ha un carattere integro o completamente equilibrato?