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La lotta contro il demonio

Spiritualità22 Dicembre 2018
Testo dell'audio

In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen

 

Tre mezzi essenziali per lottare contro il demonio sono:

Condurre una buona vita cristiana;
Palesare i suoi disegni;
Disprezzarlo.

 

Condurre una buona vita cristiana

San Paolo, dando consigli ai cristiani per intraprendere la battaglia spirituale contro i demoni (Ef 6, I Tess 5) parla della Sacra Scrittura, della Fede, Speranza, e Carità. Questi passi si intendono della vita di virtù in genere, ma guardiamo brevemente come li interpretano in particolare due maestri della vita spirituale: san Giovanni Cassiano e sant’Antonio del Deserto.

 

San Giovanni Cassiano

San Giovanni Cassiano scrive (Colazioni VII 5) che la Fede è il nostro ‘scudo’, in quanto può difenderci dalle ‘frecce infuocate della libidine e spegnerle con la paura del giudizio futuro e con la fiducia nel Regno dei cieli’(Ef 6.16).

Il ‘torace della Carità’, invece (I Tess 5.8), è ‘ciò che rinchiude e protegge i nostri organi vitali, e riceve i colpi mortiferi della tentazione, ne repelle l’impatto, ed impedisce alle armi del demonio di trafiggere il nostro intimo. La Carità supporta ogni cosa, crede ogni cosa, sostiene ogni cosa (I Cor 13.7)’.

Citando la parola di san Paolo ‘Per elmo, la speranza di salvezza (I Tess 5.8)’, il Santo dice: ‘Un elmo è un protezione per il capo, ed il capo è Cristo. Bisogna fortificarlo contro ogni tentazione, con la speranza nel bene futuro come con un elmo impenetrabile; in particolare bisogna conservare quella Fede illesa ed integra. Se perdiamo qualsiasi altro membro, possiamo essere impediti, ma possiamo sempre sopravvivere; senza testa, invece, nessuno è in grado di restare in vita’.

Citando la frase ‘la spada dello Spirito – che è la Parola di Dio – ’(Ef 6.17) lo stesso santo la riferisce alla spada a doppio taglio che raggiunge la divisione dell’anima e dello spirito (Ebr 4.12), e spiega che questa Parola divide e dissecca tutto ciò che trova in noi di terreno o di carnale.

 

Sant’Antonio del Deserto

Sant’Antonio del Deserto (Vita sancti Antonii c.30) illustra i passi di san Paolo nel modo seguente: ‘Grande arma contro di loro è la vita giusta e la fede in Dio. Essi temono il digiuno degli asceti, le veglie, la preghiera, la mitezza dell’animo, il disprezzo del denaro e della gloria, l’umiltà, l’amore per i poveri, le elemosine, la mancanza di irascibilità, e soprattutto l’amore per Cristo.

Lo stesso sant’Antonio paragona il cristiano pauroso con quello che possiede la speranza. Il primo è preda del demonio; il secondo ne è piuttosto il vincitore (c.42): ‘Se… ci troviamo pieni di viltà e turbamento, subito essi, come ladroni che trovano un luogo incustodito, attaccano. Se poi ci vedono timorosi e turbati, maggiormente accentuano il terrore nelle loro fantasie e minacce, ed in seguito a queste, l’anima infelice verrà punita.’ Santa Teresa d’Avila scrive in modo comparabile (Vita c.31): ‘… essi fanno prova del loro potere solo con le anime codarde, che si arrendono senza combattere.

Se invece ci trovano lieti nel Signore’, continua sant’Antonio, ‘e preoccupati solo dei beni futuri, volti solo al regno dei cieli e pensieri che tutto è nelle mani del Signore, e che i demòni nulla possono contro il cristiano, non hanno la minima facoltà contro qualcuno.’ Similmente san Giovanni Bosco dice: ‘Il demonio ha paura di anime allegre’.

Bisogna ricordare che l’unico male vero è quello morale, il peccato; e il demonio non ha il potere di farci peccare che in collaborazione con noi, cioè con le nostre debolezze morali o psicologiche. Per quello, più perfetti siamo, meno potere ha su di noi.

Dice santa Teresa, parlando degli oggetti delle concupiscenze (Vita c.25): ‘… se noi aborriamo tutte queste cose per Dio, ci abbracciamo alla Croce e cerchiamo di servire veramente il Signore, vedremo che il demonio fugge queste verità come noi la peste. Egli è l’amico della menzogna, anzi è la menzogna stessa. Non verrà a patti con chi cammina nella verità.

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