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La contemplazione in genere

Spiritualità28 Aprile 2018
Testo dell'audio

+ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

a) Natura generale della contemplazione

Come preghiera la contemplazione richiede il raccoglimento; come preghiera mentale costituisce un tipo di conoscenza e amore e dunque anche un tipo di unione a Dio: tutti questi elementi si trovano nella contemplazione in modo particolare ed intenso. Ascoltiamo le parole del Dottore della Chiesa sant’Alberto (nella foto) al riguardo: egli si riferisce qui al passo sulla camera chiusa che abbiamo menzionato in rapporto alla preghiera in genere.

Dio è Spirito, e coloro che Lo adorano devono adorarLo “in ispirito e verità” (Gv. 4.23), devono cioè adorarLo con una conoscenza ed un amore, un’intelligenza ed una volontà spogli da ogni illusione terrena. Infatti il Vangelo dice: Quando adorate, entrate nella vostra casa” (Mt. 6.6) ossia nell’intimo del vostro cuore e, “dopo aver chiusa la porta” dei vostri sensi, con cuore puro, con coscienza senza rimproveri, con Fede senza finzione, ‘pregate il Padre in ispirito e verità, nel segreto della vostra anima’.

‘L’uomo saprà realizzare questo ideale quando sarà disinteressato e spogliato di tutto, quando sarà intieramente raccolto in sé stesso, quando avrà messo da parte e dimenticato l’universo intiero per mantenersi nel silenzio in presenza di Gesù Cristo, mentre la sua anima purificata eleverà con sicurezza e confidenza i suoi desideri a Dio e con tutto lo slancio del suo cuore e del suo amore si dilaterà, si inabisserà, si infiammerà, si immedesimerà in Lui, sin nel più intimo del suo essere, con una sincerità ed una pienezza senza limiti.’

Padre Augustin Guillerand dice: ‘«Chiudi la porta ed entri». Per spiegare [la contemplazione] occorrono solo queste due frasi, che in realtà sono la stessa cosa.

Rappresentano un movimento, poiché tutto ciò che ci unisce a Dio è movimento. Le parole si relazionano a due termini o fini. Se parliamo del terminus a quo (cioè ‘da’), dicono (e fanno ciò che dicono): Chiudi. Se pensiamo al terminus ad quem (cioè ‘a’), dicono: Entri. Bisogna chiudere la porta su tutto ciò che non è ed entrare in Colui Che è. Ecco il segreto della preghiera.

b) Definizione della contemplazione

La definizione classica della contemplazione è ‘la vista semplice ed affettuosa di Dio (o delle cose divine)’. San Tommaso la definisce invece come ‘la semplice intuizione della Verità’: simplex intuitus Veritatis. La Verità in questione è Iddio Stesso come oggetto della Fede: Iddio come Verità sovrannaturale, Che il soggetto conosce tramite la contemplazione.

Con la seconda definizione san Tommaso recide la conoscenza dall’amore e intende la contemplazione solo come conoscenza, come un’attività puramente intellettuale? Ciò sarebbe contrario alla concezione della preghiera mentale, che è un insieme di conoscenza e di amore. Bisogna rispondere che san Tommaso non recide i due elementi, bensì li collega, spiegando che la conoscenza, che è la contemplazione vera e propria, è collegata all’amore in quanto ne è sia la causa che l’effetto (Summa II II q.180, a.1).

Come abbiamo detto, per sua stessa natura la contemplazione si realizza per opera della Grazia. Per questo si chiama anche ‘gratuita’ o ‘sovrannaturale’. E difatti è Dio Stesso che sceglie il momento, il modo e la durata della contemplazione; è Lui anche che mette l’anima nello stato passivo o mistico, possedendo le sue facoltà per agire in esse e mediante esse, come il vento nella vela, con l’accondiscendenza libera del soggetto.