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La Concupiscenza degli Occhi

Spiritualità17 Novembre 2018
Testo dell'audio

La concupiscenza degli occhi consiste nella curiosità malsana e nell’avarizia.

La Curiosità malsana

La curiosità malsana si rapporta sia al mondo reale che al mondo della fantasia, di cui si vuole godere in un modo che ecceda quello di una sana ricreazione, e che non produca nessun frutto spirituale.

Un esempio della curiosità per il mondo reale è il desiderio smodato di vedere, sentire, e conoscere tutto ciò che succede nel mondo, soprattutto gli avvenimenti più arcani e segreti; di conoscere l’operazione di tutte le cose tramite le scienze naturali; di conoscere tutto ciò che è successo nel passato tramite la storia, e persino lo stesso futuro tramite la pseudoscienza dell’astrologia.

Nell’ultimo caso l’uomo pretende di impradonirsi se stesso del futuro, piuttosto che di mettere la sua fiducia in Dio e di abbandonarsi alla Divina Providenza.

Esempi di curiosità per il mondo della fantasia risulta essere quella eccessiva per le arti, come la finzione, la poesia, la commedia, e la musica. Di questa forma di curiosità dice Bossuet: ‘Tutto ciò non è altro che un’intemperanza, una malattia, una sregolatezza dello spirito, un

inaridimento del cuore, una miseranda schiavitù che non ci lascia agio di pensare a noi, e fonte di errori’.

Osserviamo anche che troppo tempo passato col mondo della fantasia costituisce infin fine un gioco inutile e sterile delle passioni ed emozioni, e ci svia dal compimento dei nostri doveri.

La curiosità malsana ha trovato la sua consumazione definitiva in ‘Internet’ che offre una costante ed infinita cornucopia di informazioni e di fantasie per tutti coloro che la desiderano.

L’Avarizia

L’avarizia consiste nell’amore disordinato per i beni di questa terra: tipicamente il desiderio di avere oggetti, ricchezze, soldi, onori, unicamente per goderne il possesso. San Paolo chiama l’avarizia ‘La servitù degli idoli’, e il Signore Stesso dice ‘non potete servire Dio e Mammona’.

L’avarizia può opporsi alla giustizia o solo alla liberalità. Si oppone alla giustizia quando l’avaro si appropria o conserva beni altrui, oppure vende beni ad un prezzo eccessivo; si oppone alla liberalità quando lui si chiude ai bisogni del prossimo.

L’avarizia è un vizio capitale di cui San Gregorio elenca sette figlie: l’indurimento del cuore verso i poveri ed il prossimo; l’inquietudine per acquistare e conservare i beni; la frode, lo spergiuro, ed il tradimento (più notevolmente nel caso di Giuda).

Il rimedio per la concupiscenza degli occhi è di ricordare che le cose di questo mondo periscono e perciò non sono degne di accattivare il cuore dell’uomo che è immortale; che sono creati da Dio per condurci a Lui, Che è quell’unico bene degno del nostro amore.

Quanto all’avarizia in particolare, è eminentemente saggio donare una grande parte del nostro superfluo per le elemosine ed le buone opere, ed indirizzare i nostri cuori verso il nostro bene eterno (Mt.6.20): ‘Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e rugine consumano e dove ladri scassinano e rubano, accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né rugine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano’.