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I frutti dello spirito santo: la castità (parte I)

Spiritualità12 Febbraio 2019
Testo dell'audio

In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

 

In una visione di Santa Gertrude la Grande, vissuta nel duecento in Germania ed una delle più grandi mistiche della Chiesa Cattolica, l’evangelista San Giovanni le apparve e le disse che come premio della sua insigne Castità: “Ho ricevuto in Cielo un posto che si distingue per la sua dignità particolare in cui io, nella gloria e nel Sovraluminoso Splendore raccolgo più direttamente i raggi di quell’amore che è ‘uno Specchio senza macchia dell’attività di Dio e un rifless o della luce perenne’ ” (Sap.7.26).

Vediamo che la Castità è una virtù di grande bellezza e splendore, una virtù difatti che vale più di tutti i tesori di questa terra. Allo stesso tempo sappiamo che è una virtù difficile da acquistare in quanto richiede un’ascesi intensa e continua, cosa che si manifesta già nella parola stessa “castità” che viene dalla radice “castigare”.

S.Paolo dice: ”Castigo il mio corpo e lo trascino in schiavitù.” Per non sposati, la castità consiste nell’astinenza da tutti atti e piaceri sessuali; per sposati consiste nella moderazione in questi atti e piaceri, o in alternativa nell’astinenza totale se tutti e due sono d’accordo nel farlo.

Un‘altra parola per la castità è la ‘purezza’ nel senso di purezza del cuore, dell’amore. Questa parola ci mostra che la virtù in questione è qualcosa di assoluto ed incontaminato. La ragione di questo è che qui si tratta del nostro amore per Dio o immediatamente, o mediatamente tramite le creature. Questa castità, questa purezza del cuore, perché è così difficile da acquistare?

Perché richiede una specie di castigazione di sé stessi? A causa del Peccato Originale, che ha diminuito il controllo della ragione sui sensi (che comprendono anche le emozioni), e perciò ha condotto alla ‘Concupiscenza’: la concupiscenza che è il desiderio di soddisfare i sensi contro il giudizio della ragione. Ora la virtù che si oppone a questo male è la virtù cardinale della temperanza o moderazione.

La temperanza nel campo della sessualità si chiama la castità. Per l’uomo ferito nella sua natura dal Peccato Originale, è già abbastanza difficile resistere alla tentazione della carne, ma nella nostra epoca, quando si riuniscono insieme il Mondo, la Carne, e il Demonio in una vera e propria congiura contro l’integrità dell’uomo, è divenuta ancor più dura la resistenza.

Il Mondo si manifesta nel cinema, nella televisione, in internet, libri, pubblicità, musica, mode, e tutti i mass-media, ed anche nei programmi scolastici delle scuole, che, nel nome della ‘letteratura’ introducono l’oscenità nei cuori della gioventù e persino dei bambini, per non parlare dei corsi di educazione sessuale che seguono l’idealogia pervertita e pervertente di ‘Gender’.

Satana, di cui la presenza è segnalata dalla natura universale e sistematica delle sue operazioni, agisce qua in una maniera attenta e spietata. Il suo motivo è il suo odio contro Dio che vuole ferire, attaccando l’uomo fatto secondo la Sua immagine e somiglianza, particolarmente se membro del Corpo Mistico di Cristo.

Opera qui con un assalto brutale sugli occhi e sulla fantasia tramite immagini sempre più audaci, con le sue promesse vuote, e le sue proposte di gioia senza nome, di felicità terrena, intimità, e soprattutto dell’amore. Si insinua nella parte più intima e segreta della persona, per contaminarla poi e attirarla verso di lui.

Perché il Demonio si interessa ai peccati contro la castità? Solo perché sono peccati gravi, peccati mortali. Ma perché sono gravi? Per capire questo, bisogna chiederci qual’è lo scopo, il fine della sessualità. Nostro Signore ha creato tutto con uno scopo, una finalità. La sessualità ha la finalità della procreazione, dice San Tommaso, “come l’ occhio è fatto per vedere”.

Ora, in quanto la procreazione, o più precisamente la conservazione del genere umano in vita, è il bene naturale più grande di tutti secondo San Tommaso, ne consegue che la corruzione di questo bene è un gran male, secondo il proverbio scolastico: Corruptio optimi pessima est. Per questo è un grave peccato l’impurezza in castità.

Vogliamo sentire ciò che San Pio X dice sull’impurezza nel suo Catechismo. ‘E’ grande il peccato di impurezza?’ chiede lui, e risponde: ‘Il peccato di impurezza è un peccato gravissimo ed abominevole dinanzi a Dio e agli uomini; avvilisce l’uomo alla condizione dei bruti e lo trascina a molti altri peccati di impurezza e provoca i più terribili castighi in questa vita e nell’altra’.

La peccaminosità particolare dell’impurezza sta nel fatto che questi peccati vengono commessi contro il proprio corpo, secondo S.Paolo nella I lettera ai Corinzi. Sono ancora più gravi quando la persona è battezzata, perché allora pecca anche contro Nostro Signore Gesù Cristo di cui (in quanto Corpo Mistico) è membro, e contro lo Spirito Santo, di cui è il tempio.

Aggiungiamo che ricevere la santa Comunione nello stato di peccato mortale che è conseguenza di questo tipo di peccato, è un ulteriore peccato mortale, ossia un sacrilegio. Lo stesso Catechismo insegna al riguardo : “Chi sa di essere in peccato mortale che cosa deve fare prima di comunicarsi? Chi sa di essere in peccato mortale deve, prima di comunicarsi, fare una buona confessione, non bastando l’atto di contrizione perfetta senza la Confessione a chi è in peccato mortale, per comunicarsi come conviene”.