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Se la Chiesa chiede alla gente i motivi della sua missione

La trave e la pagliuzza12 Settembre 2020
Testo dell'audio

Qualche tempo fa, su un quotidiano di Mendoza, è apparsa un’intervista a uno dei responsabili dell’agenzia di marketing scelta dalla Conferenza episcopale argentina per una campagna di raccolta fondi, resa necessaria dopo che la Chiesa cattolica nel paese sudamericano ha deciso di rinunciare progressivamente al contributo statale.

L’agenzia scelta dai vescovi si è occupata in precedenza di progetti come la raccolta di fondi per erigere una statua di Marcelo Gallardo (allenatore della squadra di calcio del River Plate), per ottenere l’elezione di un certo Carlos Trillo (che poi ha perso) alla presidenza dello stesso club, e per migliorare l’immagine pubblica di un’altra squadra di calcio, il Club Atlético Excursionistas. Ha prestato poi la propria opera in campagne per la vendita di televisori e protesi ortopediche e per promuovere una rassegna musicale.

Nel video realizzato per i vescovi la Chiesa viene promossa in modo che i destinatari si sentano spinti a donare denaro per le attività caritative e sociali. Tutte le immagini e le persone che vi compaiono parlano infatti di beneficenza e assistenza.

I protagonisti del video forniscono alcune definizioni significative della fede cattolica: “La fede facilita il mio compito di mettermi al posto dell’altro”; “La preghiera è chiedere a Dio di darci pace e tranquillità”; “La fede è seguire un sogno; lavorare per gli altri, aiutare”; “La fede è credere che Dio esiste e che esiste nell’altro; credi nell’altro e che nell’altro c’è Gesù” (parole di un sacerdote); “La fede è credere che l’altro sia un dono”.


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Il tutto si conclude con le parole del vescovo Oscar Ojea Quintana, presidente della Conferenza episcopale argentina, secondo il quale il video illustra la missione della Chiesa.

L’obiettivo della campagna di marketing, spiega il responsabile dell’agenzia, è che i fedeli si rendano conto che è “necessario andare verso un meccanismo nel quale sono loro stessi a sostenere l’intero ecosistema spirituale”. L’espressione “ecosistema” sembra strizzare l’occhio all’ecologismo imperante anche nella Chiesa, ma i risultati non sono confortanti. In un paese come l’Argentina, che conta circa 44 milioni di abitanti, il canale YouTube ufficiale del programma ha 305 iscritti e la maggior parte dei video pubblicati supera a malapena le duecento visite.

Il responsabile dell’agenzia spiega che la strategia comunicativa si è basata su uno studio commissionato dai vescovi a una società di consulenza. Uno “sguardo dentro la Chiesa” che ha consentito di capire che la “società cerca una Chiesa che non solo si esprima in modo più moderno e secondo i nostri tempi, ma sia anche più terrena. Una Chiesa che scende dal pulpito per andare in piazza”.


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A parte i dubbi sui risultati di questo “sguardo dentro la Chiesa”, viene da chiedersi: ma i pastori non dovrebbero preoccuparsi prima di tutto di che cosa vuole Dio dalla Chiesa? Qui invece l’importante è ciò che vuole la società.

Non c’è il benché minimo cenno al tipo di missione che Nostro Signore ha affidato agli apostoli quando fondò la sua Chiesa, ovvero battezzare, comunicare la Buona Novella di un Dio che ci salva e donare la salvezza attraverso i sacramenti.

I vescovi argentini, compiaciuti, si dicono “umili” perché hanno ascoltato la gente. Ma è la gente che stabilisce la direzione della Chiesa? Sono i desideri degli uomini che indicano la via?


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Il responsabile della campagna di marketing aggiunge che la Chiesa cattolica è un cliente prestigioso e che per soddisfare le sue esigenze è stata formata la squadra più numerosa che l’agenzia abbia mai schierato. Per la Conferenza episcopale argentina l’esborso non dev’essere stato da poco. E pensare che sarebbero bastate le parole di Gesù: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”.

Nel commentare l’iniziativa dei vescovi argentini il sito Wanderer scrive: L’affermazione che la Chiesa sia ormai apostata ci è sempre sembrata esagerata. E lo consideriamo ancora un eccesso. Tuttavia, con prove attendibili, pensiamo che si possa affermare che una buona parte dell’episcopato argentino ha apostatato dalla fede cattolica”.

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