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Sant’Ethelbert d’Inghilterra: aprì le porte all’evangelizzazione di sant’Agostino di Canterbury

Santi: ritratti di fede02 Dicembre 2020
Testo dell'audio

Il primo sovrano ad avere un ruolo di supremazia sugli altri regni anglosassoni è stato sant’Ethelbert (552-616/618), re del Kent dal 580/590 alla morte. Dopo l’anno 593 acquisì il controllo su tutta l’Inghilterra a sud del Humber, venendo designato come il terzo Bretwalda, ovvero il detentore del maggior potere. Figlio di Eormenric, subentrò al padre sul trono. San Gregorio di Tours (538 ca.– 594), molto vicino alla regina Ingoberga (520 ca. – 589), sovrana dei Franchi Sali di Neustria, Aquitania e Guascogna, fra il 561 ed il 567, nonché madre di Berta, consorte di Ethelbert, lo definisce soltanto «un uomo del Kent» nella sua Storia dei Franchi, da ciò si evince che salì al trono intorno al 590.

La sua ascesa di potere sul territorio anglosassone crebbe proprio dopo il suo matrimonio con Berta, figlia, come si è detto della regina Ingoberga e del merovingio Cariberto, re dei Franchi. Fu unione felice e profondamente cristiana nel solco di un’unione che procurò a re Ethelbert l’alleanza con la più grande potenza europea del tempo. Determinante fu l’impronta di Berta sul marito e la corte. La condizione posta per la celebrazione del matrimonio fu che alla sposa venisse concessa la libertà di continuare a professare la religione cristiana e potesse essere accompagnata dal vescovo Letardo, suo cappellano, il quale, molto probabilmente, provvide a richiedere al papa san Gregorio Magno (540 ca.-604) di inviare missionari da Roma.

Fu così che sant’Agostino di Canterbury raggiunse l’isola di Thanet nel 597 e sant’ Ethelbert lo incontrò per la prima volta sotto una quercia, con questo atto, secondo le sue credenze al tempo ancora pagane, egli avrebbe dissolto la “magia” che i cristiani avrebbero potuto esercitare sul suo territorio. Tuttavia la Verità della religione cristiana lo catturò e si convertì. Secondo una versione della tradizione sarebbe stato battezzato pochi giorni dopo l’arrivo di sant’Agostino nel Kent, mentre una lettera di papa Gregorio a Berta ricondurrebbe il sacramento di iniziazione del sovrano inglese in seno alla Chiesa non prima del 601. Proprio in quell’anno il Papa, oltre ad inviare al re alcuni doni, gli propose in una lettera alcune linee guida: «Affrettati ad estendere la fede cristiana ai popoli a te sottomessi, moltiplica il tuo lodevole zelo per la loro conversione, perseguita il culto degli idoli, abbattine gli edifici di culto, edifica i costumi dei sudditi con la tua grande purezza di vita […] e quanto più avrai purificato dai loro peccati i tuoi sudditi, tanto meno avrai da temere a causa dei tuoi peccati davanti al terribile esame di Dio onnipotente».

Fuori delle mura di Canterbury, Ethelbert fece edificare un nuovo monastero dedicato ai Santi Pietro e Paolo, che in seguito fu intitolato a Sant’Agostino di Canterbury. Proprio a quest’ultimo il re donò dei terreni per la sua nuova sede episcopale sempre nella medesima città e lo appoggiò nell’organizzazione di un sinodo a cui parteciparono anche vescovi e dottori della vicina regione dei britanni.


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Da quel momento vennero innalzate chiese, aperti monasteri e convertite migliaia e migliaia di anime. Furono, quindi, fondate la cattedrale e l’abbazia di San Pietro e Paolo a Canterbury, ma anche la cattedrale di Rochester per Justus, secondo vescovo inglese. Il Re indusse suo nipote Saebert, sovrano di Essex, e Redwald, sovrano dell’Anglia orientale, ad accogliere il Cristianesimo. Inoltre, Ethelbert formulò il primo codice legislativo anglosassone scritto, basato principalmente sulla legge salica di Clodoveo, il primo re dei franchi convertitosi al Cristianesimo, e sotto l’egida ecclesiastica, che prevedeva la protezione della Chiesa e l’istituzione di un complesso sistema di indennità.

Primo vescovo del Kent fu designato un certo Giusto. Non vennero mai meno da parte del santo sovrano aiuti e soccorsi di vario genere per le tre diocesi da lui fondate: Canterbury, London e Rochester. I coniugi ebbero tre figli: Etelburga (590 ca.- 633 ca.), seconda moglie del re di Northumbria, Edwin di Deira (584 –  633), che diventerà anche lei santa, ed Eadbaldo (?- 640), successore sul trono del padre.

Rimasto vedovo, re Ethelbert morì il 24 febbraio 616, dopo cinquantasei anni di regno. Venne sepolto accanto alla moglie, anche lei venerata come santa, nel portico di san Martino, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Canterbury. Fino alla Riforma Protestante dinnanzi alla loro tomba fu sempre presente una candela accesa, nonostante la mancata ufficializzazione del culto, che fino al Medioevo rimase limitato a Canterbury. Oggi il re del Kent è invece ricordato dal Martyrologium Romanum nell’anniversario del suo dies natalis con queste parole: «A Canterbury in Inghilterra, sant’Etelberto, re del Kent, che il vescovo sant’Agostino convertì, primo tra i principi inglesi, alla fede di Cristo». Mentre la memoria liturgica per santa Berta cade il 1° maggio.


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Dunque, l’evangelizzazione dell’Inghilterra, ad opera di sant’Agostino di Canterbury, fu resa possibile dal sostegno dei coniugi Ethelbert e Berta del Kent: La loro storia è paragonabile a quella di un’altra coppia reale europea, i Santi Mirian III e Nana, sovrani della lontana Georgia, che si meritarono dalle Chiese orientali l’appellativo di «Isapostoli», ovvero «Uguali agli Apostoli».

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