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San Junipero Serra

Storia16 Ottobre 2020
Testo dell'audio

San Junipero Serra, “l’Apostolo della California”, dal 1767 al 1784 percorse 9.900 chilometri nella sola California e 5.400 miglia di navigazione, cresimò 5.309 candidati, e fondò 9 delle 21 missioni spagnole in California. Un santo del genere è chiaro che crei molto più di un fastidio, in quanto ostacolo all’attività del Maligno che vuole abbattere la Chiesa. Ecco perché oggi c’è chi ne abbatte le statue…

«I Barbari sono tornati. E vogliono distruggere la civiltà cristiana»: mons. Reig Pla, vescovo di Alcalá de Henares, in Spagna, così ha commentato, a giugno, in un’omelia, la notizia dell’abbattimento della statua di san Junipero Serra a San Francisco, statua finita nel mirino del movimento Black lives matter, la cui agenda è ovviamente anti-cattolica: «Vogliono togliere l’immagine di Isabella la Cattolica dal Campidoglio di Washington, vogliono abbattere la statua di fra Junipero Serra. Non possiamo semplicemente imputare il fatto ad ignoranza. È possibile che chi abbia compiuto materialmente queste cose sia ignorante, ma, dietro l’ignorante, ci sono i veri barbari  che vogliono porre fine alla civiltà cristiana». Ma chi fu questo grande Santo, fondatore di 9 delle 21 missioni spagnole in California e per quale motivo suscita tanto odio tra i «barbari», tanto da volerlo abbattere e “cancellare” dalla Storia?

Conosciuto come “l’Apostolo della California”, nacque a Maiorca nel 1713. Appena diciottenne, si fece francescano, decidendo di assumere il nome di Junipero (frate Ginepro), per ricordare uno dei compagni più vicini e fedeli a san Francesco d’Assisi. Abbandonò l’insegnamento universitario per quella che sarebbe stata, per tutta la sua vita, la sua vocazione: la missione. Il 28 giugno 1749, insieme ad altri venti frati, salpò dal porto di Cádiz verso il Messico, arrivando alla città di Veracruz il 7 dicembre. Mentre gli altri viaggiavano a dorso dei muli, per recarsi a Città del Messico, san Junipero camminava: si ferì così ad una gamba, una ferita che lo avrebbe tormentato per tutta la vita. La prima destinazione furono le missioni in Sierra Gorda, abitate da tribù di indigeni. In breve tempo, san Junipero superò il primo ostacolo, che lo separava dalle popolazioni locali, ovvero la lingua; una volta appresa, grazie all’aiuto di un governatore indigeno, tradusse orazioni e nozioni della dottrina cristiana.

Oltre alla predicazione del Vangelo, diffuse il modello della civiltà occidentale: «Vincere più anime per Dio» era il motto dei missionari, segno di un’infaticabile zelo apostolico per la salvezza delle anime, perché «Salus extra Ecclesiam non est». San Junipero si preoccupò non solo delle necessità spirituali degli indios, ma anche di quelle materiali, tant’è che li introdusse al commercio, alla tessitura ed all’agricoltura. Poco a poco, la loro vita andò migliorando. Costruì a Jalpan de Serra una chiesa in stile barocco, dedicata a san Giacomo, che fu presa a modello per la realizzazione di altre quattro chiese nelle sue missioni. Restò in Sierra Gorda fino al 1767: quell’anno i gesuiti furono espulsi dai possedimenti spagnoli e le missioni della Bassa California (Stato messicano al confine) furono affidate ai francescani. Padre Junipero venne eletto Superiore ed insieme ad altri 14 compagni giunse in zona il primo aprile 1768. Dopo soli due anni, fondò la missione di San Diego.


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Spostatosi verso l’Alta California, fondò le missioni di San Carlos de Monterey (trasferita poi sulle sponde del fiume Carmel); di Sant’Antonio, il 14 luglio 1771; di San Gabriel (oggi inserita nella grande città di Los Angeles), l’8 settembre 1771; di San Luis Obispo, il primo settembre 1772. Il primo agosto 1776 fondò la missione di San Francisco, il primo novembre quella di San Juan Capistrano ed il 7 gennaio 1777 quella di Santa Clara. Papa Clemente XIV gli concesse per dieci anni il privilegio di amministrare il Sacramento della Cresima; al termine di tale periodo, il numero dei cresimati di tutte le missioni da lui visitate fu di 5.309. Nel 1782 fondò l’ultima missione, quella di San Bonaventura, più nota come Ventura, poi si ritirò al Carmelo di Monterey (nella contea omonima, in California) e lì morì il 28 agosto 1784, con il conforto dei Sacramenti. In 17 anni, dal 1767 al 1784, nella sola California, padre Junipero percorse 9.900 chilometri e 5.400 miglia di navigazione, sopportando, nonostante l’infermità al piede, le condizioni disagiate di lunghi viaggi in mare e via terra.

San Junipero fronteggiò burocrati e comandanti militari, combatté gli abusi ed i potenti per proteggere gli indios della California. Quando morì all’età di 71 anni, fu pianto come un padre dalle stesse popolazioni che aveva convertito, perché nessuno prima di lui aveva fatto tanto per loro. Nonostante tutto il bene compiuto, sulla figura del santo francescano circola una “leggenda nera”, che ha portato non solo all’abbattimento della sua statua a San Francisco, ma anche alla deturpazione del suo monumento a Palma di Maiorca, con la scritta in rosso «razzista». “Colpevole” dunque di cosa? È stato accusato di aver ridotto in schiavitù le popolazioni degli indios e di aver rubato le loro terre. I detrattori dimostrano di non conoscere affatto la figura del santo ed i loro sconsiderati atti sono il frutto di manovre molto più ampie, proprie di chi vorrebbe cancellare la civiltà cristiana.

Uno straordinario missionario che percorse più di 9.000 chilometri e che cresimò più di 5.000 indios, che si mise a costruire, mattoni alla mano, la chiesa di Santiago de Jalpan, lo stesso che con instancabile zelo missionario predicò in tutta la California che solo convertendosi a Cristo e vivendo il Vangelo si sarebbe avuta la salvezza eterna; un santo del genere è chiaro che crei molto più di un fastidio. Diventa un ostacolo «all’attività del Maligno che vuole abbattere la Chiesa», come ebbe a dire mons. Cordileone prima di compiere un esorcismo nel luogo in cui fu abbattuta la statua del santo. L’arcivescovo di Los Angeles, mons. Jose Gomez, in un’omelia ha elogiato san Junipero: «Il ricordo di san Junípero e dei primi missionari cambia il modo in cui ricordiamo la nostra storia nazionale. Ci ricorda che i primi inizi dell’America non sono stati politici. I primi inizi dell’America sono stati spirituali».


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Ecco il motivo di questi atti sacrileghi e di questi attacchi  alla civiltà cristiana ed alla nostra fede, che mai però potranno mettere in ombra la grandezza di san Junipero. Infatti, tutta la civiltà impiantata nel Nuovo Mondo deriva dalla Chiesa di Gesù Cristo e dal Papato Romano. Chi ha in odio il Vangelo ed i cosiddetti “barbari” potranno abbattere o deturpare statue, ma mai potranno cancellare la realtà della bellezza e della grandezza della civiltà cristiana, che, con l’evangelizzazione dei popoli ad opera di missionari instancabili come san Junipero, ha dato la salvezza eterna a numerose anime.

 

Questo testo di Chiara Chiessi è tratto dalla rivista Radici Cristiane. Visita il sito radicicristiane.it


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