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San Giuda Taddeo, apostolo dal cuore grande

Storia22 Novembre 2019
Testo dell'audio

San Giuda è considerato il Santo dei disperati e degli afflitti, delle cause senza soluzione e dei casi impossibili. Nel Santuario Reale Madonna delle Grazie di Racconigi – in provincia di Cuneo ed Arcidiocesi di Torino – viene custodita un’antica statua lignea di san Giuda Taddeo, che richiama moltissimi devoti da tutto il mondo. E moltissime sono le testimonianze di grazie ricevute per Sua intercessione.

San Giuda Taddeo (Cana di Galilea – Persia, 28 ottobre 70 d.C.) fu uno degli apostoli di Gesù e primo Catholicos di tutti gli Armeni. Da non confondersi con Giuda Iscariota, colui che tradì Gesù, sono poche le informazioni sul suo conto. Si sa che ebbe quattro fratelli: Giacomo (conosciuto come “il Giusto”, fu uno dei Dodici ed il primo Vescovo di Gerusalemme), Giuseppe, Simone (secondo Vescovo di Gerusalemme, successore di Giacomo) e Maria Salome (madre degli apostoli san Giacomo Maggiore e san Giovanni Evangelista).

“Uomo dal grande cuore”

Gli sono attribuiti l’apocrifo Vangelo di Taddeo e la Lettera di Giuda, canonica, scritta alle comunità giudeo-cristiane di Palestina e Siria, poco dopo la distruzione della città di Gerusalemme e poco prima del suo martirio, nel 70 d.C., per avvertire contro i falsi maestri e raccomandare di mantenere la purezza della fede. Nella Lettera si presenta come fratello di Giacomo il Minore, figlio di Maria di Cleofa – cugina della Madonna, seguì Cristo fin dalla Galilea e fu una delle tre Marie presenti sotto la Croce – e di Alfeo – fratello di san Giuseppe, uno dei discepoli cui Cristo apparve nel cammino di Emmaus dopo la Resurrezione –, nonché cugino di Gesù, tanto da parte di padre quanto da parte di madre.

Il nome di Giuda era noto nella tradizione ebraica: così si chiamava uno dei figli di Giacobbe; inoltre, dalla tribù di Giuda è discesa la stirpe del Messia. Ma san Giuda veniva soprannominato Taddeo dal siriano “Thad” che vuol dire “magnanimo” o “misericordioso”. È così, ad esempio, nel Vangelo secondo Matteo ed in quello secondo Marco. In qualche manoscritto riceve anche la forma di Lebbeo, il cui significato è comunque simile, essendo Taddeo un appellativo derivato dall’aramaico taddajja (petto) e Lebbeo da libba, cioè cuore. Equivarrebbe in entrambi i casi a “uomo dal grande cuore”, quindi coraggioso.

Se questo coraggio fosse una caratteristica del suo temperamento, del santo non ci è dato sapere: poiché gli evangelisti usano questo appellativo solo per evidenziare la differenza fra il Giuda “dal grande cuore” e il Giuda traditore.


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Al Primo Concilio di Gerusalemme

Fu lui lo sposo delle Nozze di Cana, descritte in Gv 2, 1-11. Secondo suo nipote, san Giovanni evangelista, sarebbe figurato nel collegio apostolico presente alla Santa Cena, il Giovedì Santo, e sarebbe stato ancora lui a chiedergli: «“Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”. Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”» (Gv 14, 22-23).

Secondo la tradizione, dopo l’Ascensione, anche Giuda Taddeo avrebbe portato l’annuncio di Cristo nel mondo: iniziò in Galilea, poi in Samaria ed in altre terre giudaiche. Partecipò al primo Concilio di Gerusalemme, nel 50 d.C., dopodiché evangelizzò la Siria, l’Armenia e la Mesopotamia. Qui incontrò un altro apostolo, Simone lo Zelota, che portò l’Annunciò in Egitto.

Molti vennero convertiti al Cristianesimo. Anche per questo, nel 70 d.C. furono arrestati e richiesti dai pagani di abiurare. A fronte del rifiuto, san Giuda Taddeo venne martirizzato in modo atroce, con un’alabarda, che ancora gli viene posta nelle mani nelle raffigurazioni artistiche assieme al Libro ovvero alla Parola di Dio, ch’egli sempre annunciò.


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A Roma

Le sue reliquie si trovano attualmente nella Basilica di San Pietro, a Roma, assieme a quelle di san Simone: la loro festa liturgica viene celebrata lo stesso giorno, il 28 ottobre, probabile data del martirio. San Giuda è considerato il Santo dei disperati e degli afflitti, delle cause senza soluzione e dei casi impossibili. Il suo nome è poco diffuso (come, del resto, anche quello di Taddeo), ma la sua devozione è molto sentita, non solo in Italia, bensì anche in terre lontane, come Polonia e Brasile. Nel Santuario Reale Madonna delle Grazie di Racconigi – in provincia di Cuneo ed Arcidiocesi di Torino – è custodita un’antica statua lignea di san Giuda Taddeo, che richiama moltissimi devoti da tutto il mondo. E moltissime sono le testimonianze di grazie ricevute per sua intercessione.

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Questo testo di Luca Zambelli è stato tratto dal periodico Radici Cristiane. È possibile acquistare la rivista anche on line o sottoscrivere un abbonamento, cliccando www.radicicristiane.it


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